I tesori di una terra ricca di vigneti e di storia

Scritto da Leo Codacci |    Gennaio 1998    |    Pag.

Scrittore ed esperto in enogastronomia

Fortissimamente Chianti
In tutto il mondo chi dice Chianti dice vino, e vino di quello buono. Ma il Chianti è anche - e soprattutto - una terra meravigliosa, abitata da gente brava e tenace, attaccata alle proprie origini e orgogliosa delle sue radici. Disteso fra le province di Siena e Firenze, il Chianti non è terra da avere padroni, fiorentini o senesi che siano... è il Chianti e tanto basta. Furono i potenti di un tempo, mossi dai loro tornaconti personali, a imporre quei confini che ancora oggi dividono amministrativamente il Chianti gigliato da quello sotto lo scudo bianconero.
Se un giorno percorrerete le sue strade, centellinandole come si dovrebbe fare con il suo vino, vi accorgerete che grosse differenze tra le due zone non ce ne sono, a parte forse le tante, troppe, villette che hanno invaso il Chianti fiorentino, assai più coltivato di quello senese. E non potrete fare a meno di notare che manca il bosco, per esser davvero Chianti.
E che la zona fosse ricca di boschi lo testimonia anche l'antico nome latino del territorio, "clangor", ovvero luogo di caccia, di canizza, di abbaio. Clangor venne poi trasformato nel "volgare moderno" Chianti, mentre alcuni suoi borghi (Avane, Avenzano, San Felice in Avane) hanno mantenuto l'origine dell'altro termine con il quale i romani erano soliti indicare il Chianti: "venando", che significa venatorio.
Nel corso dei secoli i chiantigiani hanno dovuto subire ingiustizie e soprusi di ogni sorta da parte dei potenti che si contendevano la loro terra. Oggi i confini di quattro Comuni (Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti) sono interamente compresi nel territorio del Chianti. Ce ne sono poi altri quattro (Barberino Val d'Elsa, Castelnuovo Berardenga, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa) che appartengono al Chianti solo in parte, compresa una manciata di ettari del Comune di Poggibonsi, nella parte che sale verso la distrutta Semifonte. Sono tutti paesi dal glorioso passato, di cui conservano importanti testimonianze storiche e artistiche. Ve ne consiglio alcuni come meta per le vostre gite domenicali, ma con un suggerimento veramente da amico: visitateli tutti!
Greve in Chianti - Piccolo borgo medievale, divenne un importante sede di mercato per la posizione centrale all'interno delle vie di collegamento. La sua funzione di "mercatale" è testimoniata dall'ampia piazza cinquecentesca Da Verrazzano, con pianta a triangolo irregolare e i loggiati situati di fronte agli edifici che dovevano ospitare le merci. Da visitare la parrocchiale di Santa Croce, realizzata nel 1833 su progetto di Cambry-Digny, la pieve di San Cresci e il convento di San Francesco. All'inizio del paese deviazione per Montefioralle (a 1,5 km), splendido borgo feudale.
Radda in Chianti - Sorge sulle colline tra le valli della Pesa e dell'Arbia. Il centro conserva un indubbio fascino, nonostante sia rimasto ben poco della cinta muraria del XV secolo, visitabile con il camminamento medievale situato accanto alla porta valdarnese. Di Radda capoluogo della Lega del Chianti è testimone il quattrocentesco Palazzo Pretorio, con gli stemmi del podestà sulla facciata e quanto conservato nel Museo Antiquarium Poggio Civitate. Sono da vedere inoltre la canonica di Santa Maria in Colle, detta la Badiola, e il convento francescano di Santa Maria, poco fuori Radda.
Castellina in Chianti - Ha antiche origini etrusche questa cittadina, il cui borgo antico conserva l'originaria struttura a pianta ellittica. Da visitare è la Rocca, oggi sede del Comune, con torrione del '300 e cassero del '400. Il complesso, restaurato agli inizi del '900, ospita l'"Esposizione dei reperti etruschi" (aperto nei giorni feriali dalle 9 alle 13), conservati anche al tumulo di Montecalvario (quattro tombe ipogee del VII-VI secolo a.C.). E' possibile poi percorrere la "via delle volte", il camminamento interrato situato nel lato nord dell'antica cinta del castello. Sulla via principale meritano una sosta il rinascimentale palazzo Bianciardi e palazzo Ugolini-Squarcialupi, del XV secolo.
Gaiole - Costruita nel 1086, sui resti di antichi insediamenti etruschi e romani, nel XIII secolo fu un'importante base militare fiorentina. Assai suggestiva è una passeggiata per le strade di Vertine, l'antico borgo restaurato che si trova a soli 2 km da Gaiole. Vertine conserva la pianta ellittica, la cinta muraria e le caratteristiche abitazioni medievali. Da visitare sono anche le pievi di Santa Maria a Spaltenna, vicino al castello omonimo (tel. 0577/749483), di San Vincenti e la Badia di Coltibuono, con le millenarie cantine scavate sotto il perimetro del chiostro interno.
San Casciano Val di Pesa - E' la "porta" che introduce al territorio del Chianti fiorentino. Della cinta muraria dell'antico borgo di San Cassiano è rimasta una sola porta di accesso, accanto alla quale sorge la chiesa di Santa Maria del Prato o della Misericordia, risalente al XIV secolo. Interessanti opere sono conservate nella chiesa della Collegiata di San Cassiano e nella chiesa dei Cappuccini. Da vedere anche il Museo di arte sacra (tel. 055/820218), presso la chiesa di Santa Maria del Gesù. Molto belli anche i dintorni, con numerose ville e chiese: Santa Cecilia a Decimo, Santo Stefano a Campoli, San Pancrazio (già Badia di Passignano, tel. 055/8248119), San Giovanni in Sugana, Sant'Andrea a Luiano e Santa Cristina, nel borgo di Montefiridolfi.
E ancora... Castelnuovo Berardenga, con la villa Chigi Saracini e i borghi di San Gusmé e di San Felice, dove aziende qualificate uniscono il prestigio della tradizione a esigenze più moderne di vacanze e relax. Meritano una visita San Donato in Poggio e la vicina Panzano, la Certosa di Pontignano e la Piana di Montaperti, la Chiesa di Pacina e quella di Castagnoli... e molto altro ancora.
E guerra fu
L'eterna lotta fra senesi e fiorentini per il dominio del Chianti
Più volte il Chianti è stato al centro di sanguinose contese tra potenti in lotta per assicurarsene il possesso. Così il passare dei secoli è stato segnato da guerre crudeli, spesso anche fratricide, alle quali si sono intrecciate le vicende di molte nobili famiglie toscane, dilaniate da questa smania di potere e di conquista. Ecco, in sintesi, oltre tre secoli di storia e di battaglie:
  • 1201 - Un trattato di pace mette fine a una lunga guerra tra Siena e Firenze, ma la tregua è destinata a durare solo un paio di anni.
  • 1203 - I fiorentini prendono con forza il castello di Tornano. Dopo l'accordo in Santa Maria a Poggibonsi tutto il territorio del Chianti passa sotto il dominio di Firenze.
  • 1229 - I senesi si riprendono Tornano.
  • 1260 - E' l'anno della battaglia più famosa e più cruenta, cantata anche da Dante: la battaglia di Montaperti.
  • 1351 - I figli di Arrigo Ricasoli assalgono lo zio Ranieri a San Polo, dove era parroco. Lo zio si difende, contrattacca e li costringe in assedio nel castello di Vertine.
  • 1391 - Monteriggioni diventa fiorentina.
  • 1446 - In un grande momento di confusione arriva, a intricare ancor più le cose, Alfonso di Aragona.
  • 1478 - Gli aragonesi occupano Rencine, Castellina, Brolio e Radda. A Castellina compaiono per la prima volta "le voltacce", strada sotterranea che esiste tuttora ma che è poco valorizzata.
  • 1483 - I fiorentini riprendono buona parte del sopraindicato territorio.
  • 1527 - Discesa dei Lanzichenecchi, Ferrucci diventa podestà di Radda.
  • 1554 - Dopo le battaglie di Aiola e San Gusmé i difensori di Siena vengono sconfitti a Marciano: un tragico assedio fa cadere la repubblica senese. I capi di Siena si rifugiano ancora per alcuni anni a Montalcino. Sulla porta della fortezza scrivono: "dove ci sono i cittadini lì c'è la patria".