I lavori del mese di marzo in giardino e sul terrazzo

Scritto da Càrola Ciotti |    Marzo 2017    |    Pag. 42, 43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Tulipani

Foto C. Ciotti

Mondo verde

Con marzo si osservano i primi segni di risveglio della natura. Sboccia la mimosa - il cui nome scientifico è Acacia dealbata -, albero originario della lontanissima Australia, ma ormai naturalizzato in molte zone del centro e sud Italia. È una pianta rustica e può trovare posto in giardino, a patto che si abbia spazio sufficiente e si possa piantare in una posizione un po’ riparata.

Appaiono in questo mese anche i tulipani in molte varietà e colori. Altri fiori che sbocciano ora, spesso anche allo stato selvatico, sono i profumati giacinti e narcisi, piante che, come i tulipani, nascono da bulbi, anch’esse rustiche e resistenti al freddo.


È l’ora dei bulbi

Marzo è un mese propizio anche per diversi lavori di giardinaggio, utili a preparare gli spazi esterni per la bella stagione. Abbiamo parlato con un bravo giardiniere, Federico Calamassi, e ci siamo fatti suggerire da lui il modo giusto per compiere, senza errori, alcune di queste operazioni marzoline. Federico, trentanove anni, nativo di Siena, è titolare dell’azienda Pollice Verde con sede a Poggibonsi, e si occupa della creazione di piccoli e grandi giardini da oltre sedici anni.

Foto F. Magonio


«La prima cosa che suggerirei per il mese in corso - esordisce Federico - è la messa a dimora di bulbi a fioritura estiva, come dalie, gladioli, begonie o lilium, che si piantano quando il terreno non è più ghiacciato e si presume non vi saranno più gelate. I fiori di queste specie sbocceranno nella bella stagione, regalando colori e profumi intensi. Prima di tutto, acquistiamo bulbi di qualità dell’anno in corso, piantandoli in vaso o in piena terra, secondo le dimensioni del fiore. I bulbi in vaso hanno bisogno di un fondo di piccoli sassi; aggiungiamo terriccio misto a foglie e sabbia, e terminiamo la messa a dimora concimando leggermente, evitando però il letame che favorisce la decomposizione del bulbo. È importante esporre i vasi in luogo ben soleggiato. Queste specie sono originarie di climi temperati, quindi amano il caldo, e con temperature rigide è bene proteggerle in un luogo riparato».

Invece, se pianteremo i bulbi in giardino, scegliamo un angolo ben esposto al sole o una piccola scarpata; si praticano buchette profonde circa dieci centimetri, dopo aver ben ripulito il terreno da erbacce e radici di gramigna o convolvolo. Si può usare un piantatoio per bulbi, che risulta utile specialmente se ne abbiamo molti da seminare; poi si comprime la terra e si annaffia. Se il terreno fosse un po’ argilloso, si aggiunga sabbia o argilla espansa per creare un ambiente più adatto alla crescita.


Nuove dalle vecchie

«Sempre a marzo - prosegue Federico - possiamo procedere alla divisione per cespi di molte piante perenni, sia arbustive sia erbacee, intervenendo anche su specie da appartamento e aromatiche. Questo metodo, semplice, sicuro ed economico, consente di riprodurre da una pianta madre altre piante “fotocopia”, veri e propri cloni, con le medesime caratteristiche. L’importante è evitare i periodi di fioritura, di vegetazione della pianta e, in generale, i mesi troppo caldi o freddi».

Calamassi ci spiega che con quest’operazione avremo ottimi vantaggi: terremo sotto controllo le dimensioni della pianta e allo stesso tempo la ringiovaniremo; aumenteremo il numero degli esemplari per il nostro giardino, oltre a poterne fare omaggio ad amici e conoscenti.

«Generalmente - spiega il nostro esperto - s’interviene nel momento in cui notiamo fiori o foglie più piccole o mal sviluppate e una crescita stentata della pianta: per le piante da giardino di dimensioni maggiori, come forsizia, spirea, lillà, filodelfo, kerria, si procederà aiutandoci con una vanga, per toglierle dal terreno. Useremo la forca per dividere la zolla con cura, in modo da ottenere porzioni provviste di radici e nuovi getti o gemme. Quest’operazione si compie in giornate asciutte e con terreno non gelato. Dopo la divisione, si annaffia e si pone a dimora in un substrato sciolto e ben drenato».

Per le piante in vaso la cosa è più semplice: è sufficiente, una volta indossati i guanti, estrarre il pane di terra dal vaso e con cura separare, aiutandosi con un coltello, le radici o i rizomi troppo attaccati gli uni agli altri. Compiuta la divisione, porremo le diverse porzioni ottenute in altrettanti vasi con terriccio ben drenante, irrigando subito dopo.

Fra le varietà che si possono riprodurre in questo periodo troviamo le erbacee perenni; non interverremo su peonie o iris, perché già in vegetazione, ma piuttosto su alchemilla, aquilegia ajuga, aster, helleborus, hypericum, phlox o saponaria e su piante aromatiche come origano, timo, maggiorana, erba cipollina e menta.

Info: www.polliceverdegiardini.com


Foto F. Magonio


L’intervistato

Federico Calamassi, giardiniere


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