I ragazzi in età scolare tra sport e asma

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Un antico detto turcomanno recita così: "L'anima entra ed esce dal corpo passando per la gola". Ecco che, nel caso di gravi difficoltà respiratorie, si prova la sensazione di morte imminente. Per cercare di capire cosa può provare un soggetto durante un attacco asmatico, cercate di respirare per qualche minuto attraverso una cannuccia! Ma cominciamo dai numeri: in Italia, secondo studi internazionali (Isaac - Sidria) sui disturbi respiratori nell'infanzia, la prevalenza media di asma in età scolare in Italia è dell'8-10%, di cui più di 20.000 bambini tra i 6 e i 7 anni, pari al 9,3%, e più di 16.000 adolescenti fra i 13 e i 14 anni, pari al 10,3%. Rispetto agli altri Paesi europei, il nostro Paese si conferma in una fascia medio-bassa per quanto riguarda i disturbi respiratori ed allergici in età pediatrica. In confronto con dati rilevati precedentemente, il quadro è sostanzialmente stabile.

Tipi diversi
Secondo il nostro esperto, Walter Castellani, direttore Fisiopatologia respiratoria e riabilitazione respiratoria Azienda sanitaria Firenze, esistono 2 tipi di asma bronchiale: quella allergica, già presente nell'infanzia (associata spesso ad altre patologie, tipo rinite, eczema, orticaria ecc.) con andamento stagionale, se legato ai pollini, oppure con caratteristiche perenni nel caso di polveri di casa o derivati dermici di animali (cane, gatto, piume ecc). Oppure quella non allergica, tipica dell'età adulta, con predisposizione individuale, o secondaria a malattie infettive respiratorie, inquinamento ambientale, da assunzione di farmaci (per lo più antibiotici od infiammatori), o da sforzo fisico.

L'asma in età pediatrica
Presenta un'espressione clinica molto ampia. I sintomi infatti possono cambiare considerevolmente tra i vari individui e può modificarsi nel tempo anche nello stesso soggetto, naturalmente od in seguito a trattamento. Ci sono, poi, bimbi che manifestano sintomi in maniera molto sporadica e che godono generalmente di ottima salute negli intervalli tra gli episodi acuti; altri soggetti hanno sintomi quotidiani e di entità tale da compromettere notevolmente la qualità di vita. Tra questi due estremi ci sono manifestazioni cliniche diverse, che il pediatra deve conoscere per mantenere un adeguato controllo su una malattia così comune. Tutto varia a seconda delle caratteristiche cliniche del piccolo.


Differenza di genere
Attualmente la valutazione delle differenze di genere in ambito di malattie respiratorie croniche evidenzia alcuni aspetti molto interessanti: i maschi sono più soggetti rispetto alle femmine, mentre la prevalenza femminile varia a seconda delle fasce di età. Sovente, però, si assiste a un comportamento terapeutico differente tra maschi e femmine, senza tenere conto del tipo di asma. Inoltre esistono differenze di diagnosi e cura che penalizzano maggiormente il sesso femminile rispetto a quello maschile.

Campanelli d'allarme
L'asma nei bambini si manifesta con episodi (crisi) di mancanza di respiro e tosse accompagnati da sibili o fischi che provengono dal torace. Durante l'attacco il bambino è inquieto, avverte a volte un senso di costrizione toracica che può rendere la respirazione molto difficoltosa, si sente soffocare, ha l'impressione che gli manchi l'aria ed in genere è spaventato.
Alcune volte non presenta sintomi troppo evidenti e l'unico riscontro è dato dal bimbo stesso che non gioca più con gli altri coetanei, o non corre più con loro o preferisce giochi da tavolo, dove non è richiesta una qualche prestazione fisica che può causargli disagio o difficoltà respiratoria.
Talora l'asma può manifestarsi anche solo con una tosse stizzosa e persistente che può infastidire tutta la classe, o che non lo fa dormire la notte. Molto spesso il piccolo sente il bisogno di espettorare ma non ci riesce.
Va tenuto sempre presente, soprattutto da parte di genitori e insegnanti, che la tosse e l'espettorato dei soggetti asmatici non sono contagiosi, in quanto l'asma non lo è! In particolare, gli insegnanti di educazione fisica, possono aiutare ad individuare i casi di asma da sforzo non diagnosticata, segnalando i bambini che, dopo un'attività sportiva, hanno tosse intensa e/o respiro sibilante.

Quando andare dallo specialista
Potrebbe essere difficile fare una diagnosi "certa" di asma nei bambini molto piccoli. Gli specialisti non riescono a misurare con certezza la funzionalità polmonare, per l'incapacità dei piccoli pazienti a eseguire manovre respiratorie tipo il "picco di flusso" o altri test polmonari. Ci può anche essere una mancanza di consapevolezza personale dei piccoli in tenera età di percepire i sintomi di questa patologia, o ancor meno di comunicarli in modo chiaro agli adulti.
A causa di queste difficoltà, una diagnosi errata è un problema frequente nei bambini, specialmente in quelli in cui il fischio si associa a infezioni respiratorie. In questi pazienti potrebbero essere fatte diagnosi diverse da quelle dell'asma. Quindi è importante sospettare se il paziente ha ripetuti episodi di bronchiti con affanno, bronchiti asmatiche e bronchioliti ricorrenti, o malattie reattive delle vie aeree o anche tosse cronica. In questi casi l'intervento dello specialista è risolutivo.

Lo sport
È uno dei più importanti fattori di equilibrio per il corpo e la psiche. Anche le persone affette da asma, infatti, possono e devono fare sport. L'asma non è d'impedimento nemmeno per le prestazioni di alto livello. Soprattutto il nuoto e gli sport di resistenza (come la corsa prolungata), possono essere un valido aiuto, perché trasmettono alla persona colpita un senso di sicurezza e di controllo della situazione, diminuendo il peso della malattia. Una migliore percezione del proprio corpo aiuta a riconoscere tempestivamente i segni premonitori di un peggioramento della salute. Soprattutto i ragazzi devono poter partecipare normalmente alle attività dei loro amici e compagni di classe, nel rispetto dell'inclinazione e desiderio personale. Occorre quindi scegliere sport e condizioni climatiche opportune. Aumentare il periodo di riscaldamento, praticando una fase di attività fisica a bassa intensità di almeno 20-30 minuti, può evitare un effetto di broncocostrizione violento.
L'uso di farmaci broncodilatatori o antiinfiammatori possono migliorare la risposta dell'asmatico al carico di lavoro.


Asma
Da moderata a grave
Asma intermittente: sintomi presenti non più di due volte la settimana, sintomi notturni presenti non più di due volte al mese.
Asma persistente lieve: sintomi presenti più di due volte la settimana, ma meno di una volta al giorno, sintomi notturni presenti più di due volte al mese, ma meno di una volta la settimana, esacerbazioni in grado di compromettere le attività e il sonno.
Asma persistente moderata: sintomi quotidiani, sintomi notturni presenti almeno una volta la settimana, esacerbazioni in grado di compromettere le attività e il sonno.
Asma persistente grave: sintomi quotidiani, sintomi notturni frequenti, esacerbazioni frequenti.
È doveroso, comunque, fare esami spirometrici nel dubbio di asma per qualificare il livello di gravità della malattia.

(Illustrazione a cura di Lido Contemori)