Ad Amalfi la regata delle antiche repubbliche marinare. Processione a mare ad Anzio

Scritto da Matilde Jonas |    Giugno 2005    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in pedagogia con indirizzo psicologico, vive a Vejano (Viterbo), in piena Tuscia. Collaboratrice di numerose riviste letterarie, di quotidiani e mensili, a cui alterna l'attività di ufficio stampa per manifestazioni artistiche, ha anche pubblicato libri di poesie e narrativa (La lunga notte dei nove sentieri, Ed. Quaderni di Hellas; Tra silenzio e parole, Nardini Editore; Venerdì, MCS). Per la collana 900 di Mondadori/De Agostini ha curato le prefazioni di autori del Novecento. Direttore responsabile fino al giugno 1995 del mensile della Newton Periodici Firenze ieri, oggi, domani, ha progettato e realizzato il mensile Firenze Toscana, per il gruppo editoriale Olimpia, di cui ha assunto anche la direzione.

Le feste marinare 3
Un intrico di vicoli tortuosi
e di scale e scalette tra il bianco delle case a calce abbarbicate alla roccia, laddove i ripidi contrafforti dei monti Lattari precipitano nel mare più azzurro che ci sia.
Piccole spiagge sormontate dal risalire delle muracine che arginano i terrazzamenti dove da secoli, assieme alla vite a all'ulivo, prosperano gli agrumeti.
A riproporre i colori dominanti della natura, il giallo e l'azzurro delle ceramiche che si producono in zona (famose quelle di Vietri).
Alta sul mare da mettere paura ma prodiga di vedute mozzafiato, tormentata di curve da capogiro ma ricca di sorprese - come le antiche torri di avvistamento o le sontuose ville signorili - la strada della costiera amalfitana taglia la verticalità dei muraglioni rocciosi, snodandosi da Sant'Agata dei Due Golfi a Vietri in uno scenario cui la frequente insistenza di elementi di derivazione araba conferisce un singolare sapore esotico.
Ombelico della costiera Amalfi, la più antica delle quattro repubbliche marinare, già prospera e fiorente nel X secolo, da quando i suoi mercanti sottrassero agli arabi il monopolio dei traffici commerciali nel Mediterraneo. Supremazia che la città seppe difendere con i denti nella lunga serie di lotte tremende con le repubbliche rivali (Pisa, Genova, Venezia) fino al 1135, anno in cui i pisani riuscirono a saccheggiarla.

Dal 1956 la Regata storica delle Repubbliche marinare torna a riaccendere negli animi l'antagonismo di un tempo, riproponendo l'antica contesa per il primato sul mare.
Si tratta di una gara remiera su un percorso di 2000 metri, che si tiene ogni anno a turno in una delle quattro antiche repubbliche, rappresentate da altrettanti galeoni del XII secolo - fedelmente ricostruiti ad hoc - febbrilmente lanciati verso il traguardo da un equipaggio composto da otto rematori e un timoniere.
Il colore degli scafi, la polena di prua e la bandiera a poppa sono quelli tradizionali delle quattro repubbliche: l'azzurro e il cavallo alato per Amalfi, il rosso e l'aquila imperiale germanica per Pisa, il bianco e il drago per Genova, il verde e il leone di San Marco per Venezia.

Quest'anno la regata si terrà ad Amalfi il 5 giugno: partirà da Capo di Vettica, dove il sole accende di bagliori la cupola e il campanile maiolicati della chiesa di San Gennaro, per arrivare - percorso il tratto di mare antistante la splendida costa occidentale - alla Marina Grande, cui fa da sfondo il Monte Aureo con la Torre dello Ziro, l'ex monastero di San Lorenzo del Piano, l'ex convento e la torre di San Francesco. Precede la competizione un imponente corteo storico di 320 figuranti - ottanta per ogni Repubblica - deputati a rievocare i personaggi e le vicende salienti delle quattro antiche città marinare nel lasso di tempo compreso tra l'anno Mille (la rappresentanza di Amalfi) fino al '400 (quella di Venezia).

Info: Apt Amalfi, Corso Roma 19, tel. 089871107; comitato per la Regata storica delle Repubbliche marinare, tel. 089872740
Sant'Antonio in barca

Le feste marinare
Risalendo via mare di notte la costa, il faro di Anzio segnala che il Circeo è ormai a poppa e Roma sempre più vicina.
E' l'itinerario che nel 1700 coprì Antonio Pignatelli, partito da Napoli per recarsi al Conclave che lo avrebbe eletto papa Innocenzo XII. A quei tempi Anzio - secondo la leggenda città fondata da Anteo, figlio di Ulisse e di Circe - era uno dei tanti modesti borghi di pescatori della costa laziale. Uno di quei luoghi nei quali nessun porporato si sarebbe mai sognato di sbarcare, se non per scampare a una tempesta.
E doveva essere stata una gran brutta tempesta, se una delle prime disposizioni del neoeletto papa fu quella di fare costruire ad Anzio un porto nuovo con annessa chiesetta intitolata a Sant'Antonio da Padova, il santo dei miracoli.
Miracolosa fu di certo la rinascita della città, da allora residenza estiva di papi e cardinali, quindi, dai primi del '900, rinomata località di villeggiatura, ma anche punto d'imbarco per le splendide isole Pontine e importante centro di commerci. Non stupisce, dunque, la profonda devozione a Sant'Antonio degli anziati, che a partire dal 13 giugno ne celebrano la ricorrenza con un nutrito calendario di manifestazioni religiose e profane.
Di forte impatto emotivo la processione a mare del santo, quest'anno il 25 giugno. Percorse le vie che separano la chiesa dal porto tra festoni luminosi, il tremolio di centinaia di candele e il suono dell'immancabile banda musicale, la statua di Sant'Antonio attraversa la rada a bordo di un peschereccio seguito da una miriade di imbarcazioni: scia di luce a solcare il mare avvolto nella notte.
A concludere l'evento la tradizionale benedizione del mare.

Info: Iat, piazza Pia 19, Anzio, tel. 069845147, 0698846119