Il Museo della tradizione che si rinnova

Scritto da Pippo Russo |    Settembre 2014    |    Pag.

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

A Scarperia l’Età del ferro è viva e vegeta. Continua a mettere in circolo un’abilità artigianale che da queste parti è diventata arte sopraffina, e grazie a questo sopravvive alla crisi che altrove ha colpito duro ogni saper fare tradizionale.

Di questo stato di salute parla il Museo dei ferri taglienti, sito in Palazzo dei Vicari a Scarperia. Istituito nel 1999, dodici anni dopo la fondazione del Centro di ricerca e documentazione sull’artigianato dei ferri taglienti, e recentemente rinnovato, esso va in controtendenza rispetto a quasi tutti i luoghi equivalenti.

Perché in genere una tradizione artigianale viene musealizzata quando è in via d’estinzione, e l’apertura di un museo è il suggello della sua scomparsa. Invece nel caso del Museo dei ferri taglienti siamo in presenza di una dinamica diversa. Esso non racconta l’estinzione di una tradizione artigianale, ma la sua trasformazione.

Scarperia - Palazzo dei Vicari
Il giro di boa fra i due secoli ha segnato un ripensamento dell’attività di produzione dei ferri taglienti a Scarperia, sia in termini di oggetti lavorati che di clientela cui rivolgersi.

Questo passaggio è illustrato molto bene da Franco Bellandi, presidente della Pro loco di Scarperia: «adesso gli artigiani fanno oggetti un po’ più di nicchia, mirando molto alla qualità. Una cosa molto diversa rispetto al tempo in cui il coltello era un oggetto d’uso quotidiano per i contadini, e perciò aveva necessità d’essere molto efficiente come strumento da taglio per tutte le evenienze del lavoro quotidiano in campagna, senza che vi fossero delle pretese d’estetica nella sua costruzione. Adesso invece vengono prodotti oggetti molto raffinati, che all’efficienza nell’uso associano una grande attenzione all’estetica».

Dunque, un’arte che ha saputo cogliere il mutamento anziché lasciarsene travolgere. Di tale capacità d’adattamento raccontano le stanze aperte al pubblico in Palazzo dei Vicari. Alcune delle quali sono state rinnovate giusto la scorsa primavera, allo scopo di rendere l’esperienza del museo più al passo con i tempi e con le possibilità garantite dalla multimedialità.

«Abbiamo innovato il museo sfruttando le potenzialità delle tecnologie multimediali – riferisce Lucia Lo Presti, l’operatrice museale che con maggiore assiduità si occupa di questo spazio –, e questa attività di sviluppo è stata pensata per favorire le attività didattiche rivolte alle scuole.

Grazie a ciò possiamo garantire una continuità nel rapporto fra la tradizione artigianale locale dei ferri taglienti e la comunità, specie con riferimento alle giovani generazioni. Inoltre abbiamo migliorato le condizioni di accessibilità e fruibilità per i portatori di handicap. E possiamo contare sull’aiuto dei cinque laboratori di coltelleria che tuttora sono presenti, e molto attivi, a Scarperia».

Dunque, nel panorama generalizzato di crisi dei sistemi economici locali e di dispersione delle tradizioni artigiane, Scarperia va controcorrente. E il suo museo ha il pregio di raccontare il presente anziché rievocare il passato.

Facendo registrare, peraltro, numeri più che buoni. Una media di 7000 visitatori annui. In gran parte locali o del circondario, il che non sminuisce l’importanza delle cifre dato che stiamo parlando di un museo piccolo e periferico. Cionondimeno capace di mostrare vitalità e dare un contributo alla continuità identitaria della comunità mentre intorno tutto cambia.

Museo dei Ferri Taglienti di Scarperia, Palazzo dei Vicari, via Roma 76.

Aperto tutto l’anno esclusi i martedì e mercoledì, e il 25 dicembre.

Orario invernale: da mercoledì a venerdì: 10-13; sabato, domenica e festivi: mattina 10-13, pomeriggio 14.30-18.

Orario estivo: da mercoledì a domenica, festivi compresi: mattina 10-13, pomeriggio 15-19.

Prezzi: da 1,5 a 4 euro

La mostra

Belli e terribili

A Scarperia, Palazzo dei Vicari, fino al 28 settembre, si tiene la mostra dei Ferri Taglienti di Scarperia, 41ª edizione.

Quest’anno protagonista è una preziosa collezione di coltelli a scatto, Belli e terribili, del maniaghese Lucio Di Bon, imprenditore del distretto produttivo di Maniago, con un’azienda specializzata in immanicature. La collezione conta circa cinquecento esemplari, alcuni dei quali molto rari, suddivisi per tipologia ed epoca.

Biglietto: 5 euro. Orario: merc/ven 9-13 15-19; sab/dom e festivi 10-13 e 15-19.

Info: informazioni@prolocoscarperia.it , 0558468165