Intervista a Amerigo Fontani, Andrea Muzzi, Laura Pestellini, protagonisti di pubblicità di successo

Scritto da Bruno Santini |    Maggio 2004    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

«Sono stato un posteggiatore abusivo di astronavi, un collaudatore di materassi, un'anima del purgatorio che veniva promossa in paradiso!»... dichiarazioni fantasiose, ma noi sorridiamo ed assentiamo, non perché chi ci sta davanti sia pazzo (ed ai pazzi, si sa, bisogna dare sempre ragione) ma perché lui,
Faccia da spot
Andrea Muzzi, queste cose le ha fatte davvero: nella pubblicità. «Addirittura in uno spot per il Ministero del Lavoro ero un operaio che andava a chiedere l'aumento... e chi ti trovo nell'ufficio del padrone? Mike Bongiorno: l'unico che non ha mai lavorato in vita sua!». Ricciolino, occhio vispo, con una parlata che non lascia dubbi sulle sue origini toscane (maremmano doc), Muzzi (tanto cabaret sul palcoscenico ed in tv, con tracce però anche sul grande schermo ed una serie di collaborazioni importanti con Pieraccioni, Benvenuti, Savelli) ha trovato nella pubblicità, per la sua verve e simpatia, un porto sicuro. «Non mi scelgono certo per le mie 'doti' fisiche - confessa -, del resto per gli spot a cui ho preso parte cercavano comici... ed io quello sono». La "c" aspirata non è mai stata un problema? «Nel cinema, essendo arrivato dopo i vari Pieraccioni, Panariello, Ceccherini, tutti figli e figliocci del grande Benigni, ho trovato una situazione di inflazione, ma nella pubblicità c'è ancora un certo spazio per il toscano e anche quando il personaggio che ho interpretato era stato pensato per un romano sono riuscito a far cambiare loro idea. Del resto, come dire, non ho opzioni: o prendono tutto il 'pacchetto' o ciccia!».

Dal teatro allo spot
Faccia da spot
Ma molte volte accade che dietro ad un protagonista di spot pubblicitari ci sia un buon passato di esperienze teatrali. Attore dal ricco curriculum per quanto riguarda la prosa è Amerigo Fontani. L'attore fiorentino ha infatti alle spalle esperienze con Glauco Mauri, Alberto Lionello, Giancarlo Sbragia, Renzo Giovampietro. Nonostante ciò non ha esitato a mettere il suo volto a disposizione di biscotti, autovetture e acqua minerale. Imbarazzato? «E perché? - è la pronta risposta che non lascia spazio a dubbi -. Il mio grande maestro Vittorio Gassman, nella cui Bottega ho mosso i primi passi artistici, diceva sempre: "Bisogna fare tutto!... dipende solo da come si fanno le cose"». «Molte volte è il fattore economico a spingerti ad accettare un'esperienza pubblicitaria, anche se negli anni si sono molto ridimensionati i compensi per questo genere di prestazioni. Ma posso assicurare che anche da un punto di vista professionale girare uno spot ti arricchisce non poco», puntualizza Fontani (che molti ricorderanno anche nell'impettito Rodolfo nel film Oscar di Roberto Benigni "La vita è bella"). «Per esempio allena l'attore, solitamente tendente ad essere sempre il protagonista, a mettersi umilmente al servizio di chi in quel momento è più importante di lui; nel nostro caso il prodotto da reclamizzare. Tecnicamente poi, grazie ai molti mezzi economici stanziati, il filmato pubblicitario è diventato da tempo un vero e proprio cantiere di sperimentazione cinematografica». «Dieci anni fa, con quello che ti davano, uno come me che non fuma e non beve vini pregiati ci campava per due anni - ritorna sull'argomento compensi Andrea Muzzi -, adesso ci vai avanti sì e no un paio di mesi». Si cerca un attore sulla quarantina con determinate caratteristiche fisiche (alto, con lineamenti mediterranei, volto allegro, sui quarant'anni) per interpretare il ruolo di un padre di famiglia per una nota marca di prodotti. La produzione che si occupa di realizzare il casting (la scelta degli interpreti) rende note le richieste ed il giorno in cui si terranno i provini; le varie agenzie danno un'occhiata alle foto dei loro attori, fanno una sommaria scelta, e poi nell'anticamera della produzione pronti per farsi esaminare trovi un piccolo plotone di cloni, di persone con requisiti fisici pressoché simili... anche se qualche infiltrato fuori dall'identikit sommariamente abbozzato, che non se la sente di sottrarsi alla "lotteria", lo trovi sempre. E allora chi sarà il prescelto? «Non certo il più bravo - ci spiazza Fontani - anzi, il segreto è fare, davanti alle telecamere, il meno possibile. La pubblicità è "faccia": o ce l'hai o non ce l'hai! Nei primi anni '90 ho girato un impressionante numero di spot: sono stato agronomo per una nota marca di pelati, mago per una casa automobilistica italiana... addirittura prima di Del Piero e Vieri sono stato il meno eclatante testimonial "ragionier Mario Rossi" di una scuola che organizza corsi di recupero. In quel periodo, caso più unico che raro, mi è capitato di veder trasmessi in televisione due miei spot uno di seguito all'altro... poi dopo la "sbronza" ti capita che per dieci anni non vieni più scelto».

La nonna di Nerone
La faccia! Ogni periodo richiede una particolare tipologia di volto... e si aspetta che la ruota torni a girare. Ottant'anni ci ha messo la stessa ruota a girare in favore della fiorentina
Faccia da spot
Laura Pestelli. «Ho sempre avuto fin da giovane la passione per il teatro ed ho lavorato anche in qualche filodrammatica», ci spiega, ma la popolarità vera le è arrivata improvvisa grazie agli spot dei "4 salti in padella" dove, ai fornelli, impersona la nonna golosa di personaggi famosi come Leonardo da Vinci, Nerone e Einstein. «Devo molto alla pubblicità, perché mi ha permesso di superare un momento dolorosissimo della vita: la morte di mio marito. Adesso vado a Roma, Milano, giro film, fiction per la tv e non ho tempo per pensare alla mia casa vuota. La gente mi riconosce, si ferma a parlare con me, addirittura mi chiede autografi come fossi Sophia Loren». «Per anni ho preso parte alle telepromozioni ospitate all'interno delle soap su Canale 5 - rafforza il concetto di popolarità Fontani -. Tre scene per un totale di quattro minuti... ma posso assicurare che godevo della stessa popolarità degli attori della serie tv, anzi, per molti che mi fermavano per strada io ero proprio uno degli interpreti del programma». Muccino, Salvatores... i grandi registi sempre più spesso si cimentano nella prova breve (15" - 30" - 45") ma dai lunghi tempi di realizzazione (due, tre, anche sette giorni) ed ecco spiegata la buona qualità di tanti spot che a volte fanno impallidire il film che, ad intervalli di tempo, vanno regolarmente ad interrompere. Eppure c'è chi, come Muzzi, è riuscito anche a rifiutarne uno. «Dovevo fare l'acaro della polvere che veniva ucciso per l'azione di un nuovo detersivo sul mercato. "Entra nella psicologia dell'acaro!", mi diceva il regista, ma io, che ho già dei problemi ad immedesimarmi nella psicologia di mia moglie, come facevo? Io con questi esserini, nella realtà, ci convivo volentieri... e poi, diciamola tutta, mi avevano conciato in maniera tale che più che un acaro sembravo uno spermatozoo».