Grasse

Scritto da Giulia Caruso |    Maggio 2004    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

La capitale mondiale dei profumi appare arroccata sul puy, il poggio che custodisce ancora gli effluvi delle antiche fabbriche dove i maestri profumieri - fin dal Medioevo, tra alambicchi, ampolle e macchine misteriose - hanno creato sorprendenti alchimie con la rosa e la violetta, regine indiscusse di questa terra insieme alla lavanda e al gelsomino. Fiori sbocciati sotto i raggi del sole di questo ardente midi, in cui i colori e la luce hanno abbagliato pittori e artisti e sedotto scrittori come Henry Miller, che proprio a Grasse trascorse un lungo soggiorno per riprendersi dalle frenesie parigine, alla fine degli anni '30.

Essenze nel borgo
Grasse la incontrate
quando, lasciandovi alle spalle la chiassosa e mondana Cannes, vi inoltrate nell'entroterra, prima di essere catturati dalla frescura delle Alpes Maritimes di cui il puy sul quale sorge la città è uno dei primi contrafforti. Conserva intatta la sua struttura medievale, con strade lastricate che catturano la luce del sole e la restituiscono in giochi di luce e chiaroscuri sorprendenti. Come in Place aux Aires, graziosisima con la sua fontana a zampillo, le pittoresche brasseries e i balconi con le ringhiere a merletto che adornano le facciate di edifici del Sei-Settecento e dove ogni mattina si tiene il mercato dei fiori. Se volete farvi una cultura sui profumi, dall'estrazione delle essenze fino alla composizione, una visita al Musée International de la Parfumerie è d'obbligo. Oppure potete visitare una delle tre "Maison" storiche, a partire da Fragonard, che ha tre laboratori - il primo in un palazzo del '700 in boulevard Fragonard, il secondo, la Fabrique des Fleurs, è in route de Cannes e il terzo a Eze village. Anche l'altra fabbrica, la maison Gallimard, ha sede in route de Cannes. Alla maison Molinard in boulevard Victor Hugo il visitatore può creare il suo personale profumo, scegliendone la fragranza da una specie di vassoio girevole, sotto la guida di un esperto, un "naso" come sono chiamati scherzosamente i creatori di profumi.

Alla famiglia Fragonard apparteneva il pittore Jean Honorè Fragonard (1732-1806), autore della "Lavanda dei piedi di Gesù", sua unica opera con soggetto religioso, custodita nell'austera cattedrale di Notre Dame de Puy. Per apprezzare la grazia della pittura di Fragonard, delle sue fanciulle in fiore e delle sue atmosfere campestri, si può visitare il Museo di famiglia, in rue Mirabeau. Notre Dame de Puy custodisce anche due opere di Peter Paul Rubens, "La Crocifissione" e il "Cristo coronato di spine", realizzata dal pittore fiammingo nel 1602 durante un soggiorno a Roma.

FIORI E MAISON
Dalle rose alle violette
Ormai le essenze sintetiche hanno da tempo preso il sopravvento, spodestando le essenze naturali nella composizione dei profumi. Ma nel mese di maggio la rosa - che entra nella composizione delle essenze più famose della maison de Fragonard - torna protagonista assoluta della scena di Grasse, con la mostra internazionale Exporose. Mentre il gelsomino, la cui fragranza fa parte dell'ormai leggendario Chanel n. 5, è festeggiato ad agosto, con sfilate di carri e musiche e danze. A Grasse sono stati concepiti anche altri profumi della maison Dior, "Diorella" ed "Eau sauvage". Se la rosa è la regina di Grasse, anche la violetta ha il suo posto d'onore. A pochi chilometri dalla capitale dei profumi, nei pressi di Tourrette sur Loup (villaggio medievale dove il tempo sembra essersi fermato, tra viuzze costellate di botteghe di artigiani intagliatori di legno artistico), c'è una valle dove le violette proliferano in abbondanza, per un raccolto di centinaia di chili tra la fine di aprile e i primi di maggio. Oltre che nelle profumerie di Grasse, le violette, che un tempo fioraie volenterose componevano a mano in romantici mazzolini, sono utilizzate in pasticceria, candite e cristallizzate. Le violette di zucchero ornano le confezioni di marron glacés e sono vendute in deliziose bomboniere. E ci credereste che anche dal gelsomino si ricava una raffinatissima marmellata, molto apprezzata nelle migliori confiseries della Costa Azzurra?