In esclusiva l’opera musicale composta e interpretata da Paul, pronipote di Albert

Scritto da Silvia Amodio |    Aprile 2011    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Ormai non sappiamo più quali altre piacevoli sorprese ci potrebbero mai riservare i pipistrelli. Questa volta ci hanno portato Paul Einstein, di professione violinista, nientepopodimeno che pronipote di Albert Einstein. Infatti, l'illustre discendente, dopo essere venuto a conoscenza dei progetti del Museo di storia naturale e del successo delle Bat Box sostenuto da Coop, ha telefonato al nostro chirotterologo Paolo Agnelli per proporgli la sua opera, proprio ispirata ai pipistrelli! La vicenda è piuttosto interessante e vale la pena raccontarla. La famiglia Einstein ha legami con l'Italia dal 19° secolo e, in particolare, con la Toscana. Una prozia, infatti, aveva una fattoria a Sesto Fiorentino, dove il piccolo Paul passava le vacanze. Ed è proprio qui, sui nostri colli, che vede per la prima volta i pipistrelli in carne e ossa. A scuola aveva solo sentito parlare di queste perfette opere ingegneristiche, mammiferi volanti senza piume che si orientavano al buio grazie all'eco-localizzazione.

Paul Einstein

«Firenze e la Toscana hanno un significato magico, eroico e mitico per me - ci racconta Paul -. Galileo Galilei, per esempio, era un avventuriero, un uomo difficile, ostinato, polemico, un esploratore, un pensatore creativo che si è avventurato in acque pericolose da solo.C'è qualcosa di romantico e affascinante in questo personaggio, forse un po' pazzo... Poi il genio di Leonardo da Vinci e la torre di Pisa, che era giusto un poco fuori baricentro, proprio come Galileo... e poi gli Uffizi, che ho visitato molte volte, i giardini di Boboli, il Duomo, Palazzo Pitti, Ponte Vecchio, tutto era meraviglioso e affascinante ai miei occhi. In un certo senso, quasi primordiale, sentivo Firenze come la mia casa. Io non sento di avere una vera casa, forse i Pirenei, dove abito, perché quella che chiamo casa, poi con il tempo tende ad essere evanescente. Il seme della nostra mente è stato piantato a Firenze. È la forza intellettuale di questa città che mi seduce oltre che la sua bellezza».


Paul Einstein è da sempre affascinato dalla natura. «Io mi vedo come un animale - ci racconta - uomini e animali sono simili, entrambi hanno un'anima che è qualcosa di diverso dal corpo. Amo la natura come fosse la mia vera madre. Amo vedere gli animali nel loro ambiente e mi rattrista constatare che ci sono meno uccelli, pipistrelli, civette, cinghiali, rispetto a un tempo».
Giovanni Pippistrelli è l'opera che Paul Einstein, insieme alla moglie Cassandra che l'ha illustrata, ha dedicato ai chirotteri «Giovanni Pippistrelli, ha una vita sua - ci spiega - in un certo senso è lui che ci ha scelto, che voleva esistere. Così, quando ho pensato di scrivere una storia per bambini, ho ripensato all'energia di Firenze, con i suoi personaggi eroici e alla prima volta che il contadino mi ha mostrato i pipistrelli volare al crepuscolo. Volevo anche evidenziare le difficoltà di questa specie, e portare alla luce la loro unicità in maniera poetica. Mi sono ispirato anche alle favole classiche e a Babar. Giovanni incarna lo spirito della creatività e del genio della natura, in un certo senso è un simbolo del rinascimento.


Giovanni Pippistrelli, naturalmente, ama ogni espressione creativa ed è un musicista. Spero che questa storia, che non è rivolta solo ai bambini, aiuti ad avvicinarsi ai pipistrelli ma anche un po' all'arte, alla geografia, alla buona musica, alla vita...».
«Siamo in debito con la natura - ci fa riflettere Paul - la nostra società vuole tutto e subito e siamo poco tolleranti nei confronti dell'ambiente. L'uomo teme la natura, è in guerra con essa e i successi modesti della scienza lo hanno convinto che è superiore, ma non è così. Grazie all'evoluzione tecnologica abbiamo vinto qualche round, ma la natura si ribellerà e vincerà. Dovremmo riconciliarci con essa, penso sia questo il vero scopo della ricerca scientifica e dell'avanzamento tecnologico, e integrarci con la bellezza che ci circonda, non combatterla. Un approccio creativo, non solo efficiente potrebbe essere utile».
Un consiglio prezioso di cui far tesoro.


Presentazione del progetto BatBox nel Salone dei 500 ai ragazzi delle scuole fiorentine

Il concerto
La strana storia di Giovanni
Un mix di musica jazz e musica classica, suonata da un quartetto d'archi molto noti e accreditati della scuola fiorentina, il tutto accompagnato da immagini e dalla voce narrante di Paul Einstein. La strana storia di Giovanni Pippistrelli, un fiorentino straordinario è in due tempi e con disegni di Cassandra Einstein.
È la prima rappresentazione in Italia e la terza in assoluto, la prima è stata a Praga (Repubblica Ceca) lo scorso 22 agosto in inglese, la seconda in Francia, a Mirepoix, il 10 dicembre in francese.
La data dello spettacolo al Teatro Puccini di Firenze è fissata per il 21 aprile alle 20.