Smacchiatori e rinfrescatori

Scritto da Monica Galli |    Gennaio 2016    |    Pag. 18

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Spray per tessuti

Una tovaglia con aloni di vino che non vanno via, pantaloni e camice irrimediabilmente macchiate di unto, cattivi odori di sudore che non scompaiono. Che fare?

Qualcuno, ai tempi di Carosello, si immergeva fino al collo in un profondo bagno purificante, ma oggi con le nuove molecole messe a punto dal mondo chimico della pulizia e dell’igiene si può fare di meglio e di più.

I rinfresca tessuti

La cura dei tessuti può partire dal momento dell’acquisto: in commercio infatti si trovano prodotti che hanno scopo preventivo e alternativo al lavaggio.

Spruzzando il rinfresca tessuti (così denominato in etichetta) su capi appena lavati o nuovi, all’interno del giromanica e dei colli di giacche, camicie, cappotti e maglioni, si evita che odori di sudore o fumo impregnino il tessuto.

Spruzzando su tappezzerie, tende, valigie non perfettamente pulite si può ritardare il lavaggio casalingo e soprattutto il lavaggio in lavanderia.

L’efficacia è legata alla presenza di principi attivi che disgregano e inglobano le molecole responsabili del cattivo odore, rendendole di fatto impercettibili. L’azione è sia su molecole già presenti che su quelle che potrebbero arrivare.

Nel prodotto sono presenti molti profumi, e poi emulsionanti per legare le particelle di sporco che così modificate sono sottratte alla vista e all’olfatto.

Ci sono poi viscosizzanti che permettono una adesione maggiore al tessuto e ne favoriscono una penetrazione più profonda.

Sebbene la composizione sia verosimile con l’efficacia pubblicizzata, resta il problema che nelle trame dei nostri tessuti si accumula un notevole carico di molecole estranee di sconosciuto effetto a medio e lungo termine. Questo può essere meno significativo per tessuti che non vengono a diretto contatto con la nostra pelle, come nel caso delle giacche da uomo, i tessuti dei divani e le tappezzerie.

Comunque per divani e tende che si trovano nelle nostre case, bisognerebbe poter valutare anche la volatilità di queste molecole che entrano a far parte dell’aria che respiriamo quotidianamente. La valutazione di questo inquinamento indoor è difficile e non si trovano molti studi scientifici a proposito.

Prodotti per macchia

Si usano prima del lavaggio e sono specifici per molti tipi di sporco. Le ostinate macchie di origine vegetale (erba, vino, frutta, caffè e the) sono causate da molecole colorate che possono essere aggredite da sbiancanti al perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e/o tetraacetylethylenediamine (Taed) che ne potenzia l’effetto.

Per agevolare l’azione dell’acqua ossigenata sono a volte aggiunti tensioattivi di vario tipo che aiutano staccando un po’ le molecole dal tessuto. Le macchie causate da proteine (sangue, uova, latte, creme) invece sono trattate con una miscela di emulsionanti e tensioattivi. Tale miscela è complessa e decisamente molto aggressiva, più di quella di un comune detergente perché deve staccare con maggiore efficacia dal tessuto le molecole indesiderate.

Per potenziare maggiormente, nella formulazione sono aggiunte proteasi, cioè enzimi che distruggono le proteine, agendo come fanno gli enzimi digestivi del nostro organismo. Le macchie di ruggine e deodorante sono dovute invece a metalli colorati (nel caso della ruggine è il ferro).

Per trattarle si usano molecole definite chelanti, che come le chele di un granchio acchiappano i metalli colorati staccandoli dai tessuti. Hanno questa proprietà chelante l’acido ossalico e il sodium gluceptate.

L’elenco di tutte le tipologie di prodotti e specificità è molto lungo, ma un fattore comune unisce tutti: per usarli senza conseguenze, è meglio indossare guanti e protezioni per gli occhi e il viso e tenerli lontano dalla portata dei bambini.

Poltrone e divani

Si tratta decisamente di prodotti complessi, da usare senza risciacquo. La tipologia spray, per formare una bella schiuma all’uscita dal contenitore, contiene gas propellenti per la nebulizzazione del detergente sulle tappezzerie.

Tutti, indistintamente, contengono dosi massicce di solventi, tensioattivi e conservanti (antibatterici, antimuffa) per agevolare la penetrazione del prodotto in profondità e dare una “igienizzata” al tessuto, poi ancora chelanti, molti profumi ed un po’ di sbiancanti ottici per dare un aspetto più pulito al tessuto.

Alcune aziende utilizzano anche polimeri acrilici, vere e proprie plastiche: si intrecciano con le fibre dei tessuti e le proteggono dall’usura e dall’attacco dello sporco.

Di tutti questi ingredienti naturalmente, qualcosa evapora (e quindi è fondamentale arieggiare bene mentre si usa il prodotto), qualcosa viene rilasciato piano piano fra le pareti domestiche e qualcos’altro infine resta intrappolato nei tessuti. Fra i simboli d pericolo più riportati abbiamo “infiammabile”, “corrosivo per le superfici e per la pelle”, “tossico per le vie respiratorie”.

L’acchiappacolore

Foglietti colorati

Famosissimi e super pubblicizzati. Si tratta di foglietti pieni di cariche positive che attirano, per loro natura, molecole di carica negativa (coloranti dei tessuti e tensioattivi anionici, tipici componenti dei detergenti da lavatrice). Quando escono dalla lavatrice, risultano quindi sempre molto colorati dando l’impressione di aver salvato il bucato. 

In realtà durante il lavaggio gli indumenti sono sempre immersi con molecole vaganti di colorante, da essi stessi rilasciate; ma se il bucato è ben fatto, non si attaccano di nuovo ai tessuti ma solo sul foglietto che funziona come una trappola. 

Se un indumento è in grado di rilasciare una quantità di colorante sufficiente a macchiare i nostri panni, non c’è foglietto che tenga. Insomma, l’unica soluzione economica ed ecologica per salvaguardare il colore dei nostri capi è lavare a basse temperature e separare in base ai diversi colori.

Normativa

La normativa di riferimento dei prodotti per smacchiare è quella dei detergenti (Reg. Ce 648 del 2004 e successive modifiche). 

Su ogni etichetta deve essere riferito un sito internet nel quale il consumatore può leggere la completa composizione chimica dei prodotti (per coop www.e-coop.it).

In verità tante aziende non rispettano molto questa normativa, e risalire al sito internet per conoscere la composizione di un prodotto risulta difficile.