Il linguaggio dei fiori secondo Carlo Lapucci

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2017    |    Pag. 42, 43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

fiori maggio

Foto F. Magonio

Maggio

Se esiste un periodo dell'anno da eleggere a simbolo della bellezza dei fiori, questo è senz'altro il mese di maggio; nelle sue lunghe e spesso tiepide giornate, si può godere appieno di colori, profumi e forme di ogni specie di fiori la natura possa donare, siano essi coltivati o selvatici. Noi magari ne conosciamo a malapena i nomi, ignorandone la storia, le leggende o le usanze e credenze popolari ad essi legate, benché queste rappresentino, invece, un patrimonio culturale di notevole interesse. Lo sa bene Carlo Lapucci, fiorentino, studioso di tradizioni popolari e autore di molti libri su temi diversi, che ha lavorato per ben trent'anni a fianco della moglie, la signora Anna Maria Antoni, appassionata ed esperta botanica, alla stesura di un ricco e interessante volume, La simbologia di fiori e piante, da poco pubblicato da Polistampa. In queste pagine il lettore trova ogni sorta di notizia, mito e curiosità sul mondo vegetale, espressa con grande cura e competenza.

«I fiori hanno un messaggio spontaneo e naturale che si affida alla sensazione che danno alla persona che lo osserva o lo riceve - spiega Carlo Lapucci -. Un fiore scelto con cura può essere messaggero d'amore, molto più di una lettera scritta mediocremente. Il messaggio che porta non è mai esplicito, come accade in una comunicazione convenzionale, ma è un semplice accenno per coinvolgere il destinatario e saggiare il suo stato d'animo, la sua sensibilità».

Grammatica e sintassi di questo speciale vocabolario sono maturate in luoghi ed epoche diverse. «Per esprimersi con questo linguaggio occorre tempo, raffinatezza e gusto - sottolinea il nostro esperto -. In particolare, durante il Sei-Settecento francese, ebbe luogo la codificazione più recente di questa lingua particolare, che si manifestò prima di tutto nella comunicazione galante».


Colori e parole

Più o meno tutti sappiamo che i colori dei fiori portano già di per sé un messaggio: rosso è amore e passione; giallo indica gelosia e rimprovero; bianco, invece, purezza e innocenza; azzurro, amicizia e tenerezza; lilla e violetto, raccomandazione d'un ricordo. Il mazzo di fiori è una vera combinazione di concetti, frasi, nomi, domande, risposte, dubbi e rimproveri... che attendono una risposta adeguata. Un'usanza dell'Ottocento, per esempio, consisteva nell’inviare un mazzo di fiori alla donna amata per farle sapere in segreto l'ora dell'appuntamento; in mezzo al bouquet c'era un gladiolo circondato da tanti altri fiori, il cui numero segnalava l'ora stabilita per l’incontro. E molte altre parole son dette con i fiori. Una rosa aperta tra due bocci significa “Tutto di noi deve essere segreto”. Un mazzo di fiori generico vuol dire, con grande semplicità, “Voglio vivere e morire insieme a te”. Anche alcuni atteggiamenti espressi quando si riceve o si offre un fiore trasmettono messaggi precisi: se tocco con le labbra il fiore che ricevo, dico sì al suo significato; se ne strappo un petalo e lo getto via, invece, non lo approvo. Offrire un boccio di rosa con lo stelo privato delle spine ma non delle foglie equivale a dire “Non ho più timore, ma speranza”; se, invece, lo stelo è senza spine né foglie significa “Non ho più timore, né speranza”. Quando si dona una rosa – fiore sacro a Venere – diciamo “Ti amo” o comunichiamo, più in generale, un sentimento di affetto. Scendendo più nel dettaglio: una rosa bianca racconta di un amore puro, innocente, che sospira; se è arancione, intende sedurre; se è rosa, significa amore, grazia, ma anche martirio; la gialla denuncia infedeltà, amore ingrato; quella in boccio, infine, ci comunica speranza.


Fiori e parole

Se volete dichiarare il vostro amore, fatelo con un tulipano rosso, fiore che si apre velocemente come la rivelazione improvvisa del sentimento. Se l'amore è, come purtroppo talvolta capita, disperato, sarà il tulipano giallo a dirlo per voi. I tulipani, a causa della breve vita della loro fioritura, significano anche ingenuità, leggerezza, labilità.

I profumatissimi narcisi sono simbolo di vanità, di esagerato amore di sé, secondo il famoso mito. Però ci parlano anche di poesia e d'ispirazione, poiché il loro forte profumo inebria i sensi e stimola la creazione di versi. Il giglio, detto il re dei fiori, è il simbolo di purezza assoluta. Ci parla di bellezza, di regalità, di amore ideale e nobili aspirazioni, ma anche di verginità e innocenza. Questo fiore è associato anche alla figura di alcuni santi, come Sant'Antonio e San Giuseppe. Le camelie, infine, eleganti e raffinate, rappresentano una donna insipida e leggera, una bellezza senz'anima ma, al tempo stesso, anche fierezza e costanza. La camelia, come la rosa, porta con sé un messaggio, a seconda del colore; la bianca dice:Tu sdegni il mio amore”; la rossa: “Tu sei per me la più bella”; quella rosa, infine: “Il tuo amore è la cosa più bella”.



L’intervistato

Carlo Lapucci

scrittore e studioso di tradizioni popolari


Fotografia

Scatti d’artista



Immersi nell’arte e nella natura per imparare i segreti della fotografia. Sabato 13 maggio, dalle 15 alle 20, Federico Magonio e Carola Ciotti propongono un’escursione fotografica al Parco Sculture del Chianti di Pievasciata (Si), un luogo suggestivo dove arte contemporanea e natura si fondono in un’armonia inaspettata di colori, suoni, materiali. Fra olivi, cipressi e ginestre, piante tipiche del Chianti, spuntano opere di artisti internazionali, con grande varietà di stili e tecniche. Un luogo ideale per scatti d’artista. L'incontro, per un massimo di 15 partecipanti, è rivolto a tutti gli appassionati con conoscenze di base di fotocamera digitale o analogica. Saranno approfondite alcune tecniche e si potrà apprendere come scegliere i punti di ripresa migliori, valutare la luce, comporre l’immagine nella maniera più idonea. Il costo è di 75 euro, 70 per i soci Coop, ingresso al parco e coffee-break inclusi. Per informazioni 0558076411, info@studiounderground.it. (C.M.)



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