Cellulosa e legno solo da foreste certificate o dal riciclo. Continua l’impegno della Coop per l’ambiente

Scritto da Francesco Giannoni |    Maggio 2011    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Si intensifica l'attenzione della Coop sul fronte ambientale. Prosegue la campagna per l'acqua, e ne inizia una nuova, che coinvolge le principali associazioni ambientaliste - Grean Peace, Legambiente e WWF. L'obiettivo è duplice: la carta e il legno. Questo proprio nel 2011, proclamato dall'Onu "Anno internazionale delle foreste".
In realtà l'impegno ha radici lontane, con risultati interessanti: nel 2010 Coop ha impiegato quasi 40.000 tonnellate di carta riciclata (Unicoop Firenze, più di 3.300). Secondo l'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie), questo ha significato il salvataggio di centinaia di migliaia di alberi, la non immissione nell'atmosfera di 50.000 tonnellate di anidride carbonica e il risparmio di 600.000 metri cubi d'acqua.
Nel 2011, oltre a confermare l'impegno per l'utilizzo di carta riciclata (ricordiamo che tutta la carta a marchio in vendita è riciclata post consumo o certificata Fsc - Forest stewardship council, cfr box), Coop amplia gli obiettivi. Così, anche per gli imballaggi dei prodotti a marchio Coop sarà impiegata sempre carta riciclata, laddove questa non costituisca un rischio per la sicurezza alimentare, e sarà estesa gradualmente la materia prima certificata Fsc per la restante parte (confezioni di succhi, latte, ecc).
In un secondo momento, la campagna riguarderà prodotti scolastici e da ufficio.

Luciana Littizzetto, sul set degli spot in difesa di boschi e foreste

Stop alla deforestazione
Forse ancora più significativo è l'impegno sul fronte del legno. Coop non vuole più commercializzare legname proveniente da foreste "primarie" (quelle intatte, mai toccate da attività umane, quindi con il massimo grado di biodiversità), da specie arboree a rischio di estinzione, da coltivazioni Ogm, da aziende accusate di pratiche forestali controverse, se non illegali.
Nella prima parte della campagna, i mobili da giardino e i principali manufatti in legno in vendita saranno certificati Fsc, o in via di certificazione. Ciò riguarderà sia i prodotti nazionali che quelli importati. Su questi ultimi sarà apposto il marchio "Amico delle foreste". Successivamente avranno la certificazione Fsc i mobili da interni e gli accessori da cucina.
Per quei prodotti che Coop non gestisce direttamente a causa della discontinuità dell'offerta, sarà chiesto ai fornitori il rispetto degli stessi obbiettivi.
Con questa iniziativa Coop intende contribuire al contenimento della deforestazione. Secondo la Fao, ogni anno si perdono da 11 a 15 milioni di ettari di foreste naturali. Per dare un'idea, ogni tre secondi scompare una superficie boschiva pari a quella di un campo di calcio; in dieci anni è come se fosse andata distrutta una foresta vasta come l'Egitto.
Fra le principali cause, i cambiamenti climatici, gli incendi e lo sfruttamento economico e commerciale.
Esemplifichiamo una delle conseguenze: sfruttando intensivamente e irrazionalmente le foreste del Congo, mettiamo in difficoltà, se non proprio a rischio, 40 milioni di esseri umani che da quelle traggono cibo, medicine, energia, fibre e numerosi altri prodotti indispensabili.
Il nostro Paese non è esente da responsabilità: l'Italia importa il 90% del legname impiegato nella propria industria; è il primo acquirente in Europa e il quinto al mondo di legni tropicali, e secondo stime della Fao, una grande quantità arriva illegalmente.

I nostri alberi
Per quanto riguarda i boschi italiani, ricordiamo alcuni dati: ricoprono quasi 9 milioni di ettari, circa il 30% della superficie nazionale; fra le regioni più ricche il Trentino Alto Adige, la Toscana e la Calabria. Negli ultimi 20 anni gli incendi hanno distrutto più di 1 milione di ettari di boschi, una superficie pari a quella dell'Abruzzo. Per il 98% dei casi, la causa sta nel comportamento umano. Nel 2008, la regione più danneggiata è la Campania ma, nella triste classifica, la Toscana è terza.
Gli effetti sui terreni devastati dal fuoco sono un forte impoverimento floro-faunistico (un incendio che cancella un ettaro di bosco, può uccidere 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti) e gravi situazioni di dissesto idrogeologico, cioè, smottamenti e frane anche disastrose. Quelle che sempre più spesso vediamo nei servizi televisivi.

(Le foto dell'articolo, fatta esclusione per quella in cui è ritratta Luciana Littizzetto, sono di Francesco Giannoni)

Con questo logo sono segnalati gli arredi da esterno in vendita alla Coop, con legno proveniente da foreste certificate.