Cereali, legumi e spezie Colfiorito

Scritto da Laura D'Ettole |    Febbraio 2015    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Ogni seme transita su nastri velocissimi, controllato a vista da telecamere (in gergo cernitrici ottiche) che lo selezionano per colore, forma, qualità. I migliori dentro, gli altri fuori. Risultato: saranno confezionati solo legumi, cereali e spezie perfetti.

Questa è l’essenza del processo di lavorazione di Colfiorito Fertitecnica, azienda leader in Italia che opera a Colfiorito, appunto, frazione montana del comune di Foligno (Pg). In cifre dà lavoro a poco meno di un centinaio di addetti: quasi tutte donne (92%) e per di più giovani (età media 35 anni). Fattura 25 milioni di euro l’anno e in Italia ha una quota di circa il 16% di questo segmento di mercato. La caratteristica di questa azienda è associare una tecnologia di punta, ad una particolare attenzione alla filiera del prodotto, grazie anche alle forniture dirette dell’azienda agricola Mattioni, di proprietà del fondatore di Fertitecnica. Questa tenuta ha circa mille ettari di terra, fra boschi e seminativi, che si estendono fra l’altopiano di Colfiorito e poi nella piana di Foligno, incastrati fra parchi nazionali e riserve.

«Trattiamo solo legumi e cereali legati al nostro territorio», racconta il direttore generale Luca Mattioni, figlio del fondatore. I prodotti che non arrivano dalla loro tenuta, provengono da altri fornitori legati da un rigoroso disciplinare che prevede la scelta di semi autoctoni e tecniche di lotta integrata. Stessa cosa se poi le spezie vengono da lontano (Sicilia, ma anche America latina, India).

L’avventura del seme Colfiorito comincia così. Nella tenuta Mattioni sono state piantate otto tipologie di prodotti legati al territorio: lenticchie, ceci, cicerchie, fagioli, farro, orzo e grano tenero e duro. Fin dall’inizio sono curati e controllati da agronomi, poi prendono la strada dello stabilimento vero e proprio.

Qui vengono accolti da un impianto di controllo e pulizia d’avanguardia: un gigante di 18 metri di lunghezza per 6 di altezza, composto da otto macchinari. Il “povero” seme viene spazzolato, pulito, osservato, controllato e se necessario scartato a velocità supersonica. È un macchinario modernissimo, per un’azienda che non ha neanche trent’anni. Fertitecnica infatti era un vecchio consorzio agrario dell’altopiano di Colfiorito che forniva sementi e fertilizzanti. Nel 1986 lo acquista Ivano Mattioni, attuale presidente che oggi non ha ancora sessant’anni, e lo trasforma. Piano piano prende corpo il business di oggi, e grazie al pallino di Ivano di fare anche il produttore, nel 2005 viene acquistata l’attuale tenuta che fornisce la materia prima. Il cerchio si chiude e il controllo di qualità diventa totale.

I prodotti Colfiorito sono in vendita in tutte le grandi strutture e supermercati.