Una mostra e tante attività per raccontare il fiume toscano

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Arno 2016

Luglio, tempo di raccolta dopo la stagione di lavoro e fatica: anche il progetto “Arno 2016” porta a maturazione i primi frutti nati dall’impegno corale di 400 volontari, venti sezioni soci, esperti di ogni campo, istituzioni e un pubblico di numerosi ascoltatori che hanno esplorato in lungo e in largo i mille volti del fiume.

Dal 4 luglio al 16 agosto l’Arno va in mostra, toccando le sezioni soci e venti punti vendita di Unicoop Firenze. Se questo è già un grande risultato, è solo il primo di una stagione di eventi destinati al grande pubblico: da settembre prenderanno il via un festival in tre date previste ad Arezzo, Firenze e Pisa e un programma di percorsi con 30 possibili visite lungo l’Arno, guidate dal consorzio Toscana turismo cultura, con l’imbarazzo della scelta quanto a varietà di interessi e luoghi toccati.

Nel progetto “Arno 2016” sono stati organizzati tre laboratori: di scrittura, fotografia, narrazione orale. E poi un ciclo di conferenze e un lavoro di ricerca dei luoghi d’interesse che si snodano lungo i 241 km di corso del “fiumicel che per mezza Toscana si spazia”, da Capo a Bocca d’Arno.

La mostra è il risultato di questo lavoro a tante mani. L’allestimento unisce in modo equilibrato alcuni estratti del romanzo collettivo dei gruppi di scrittura, i motti popolari raccolti dai cantastorie e le fotografie realizzate durante il laboratorio, insieme a una selezione di scatti antichi dell’Archivio Alinari e di vari archivi locali.

Le 20 mostre saranno di due grandezze, in base agli spazi espositivi e con tre contenuti diversi per provincia (Arezzo, Firenze e Pisa) che sono le tre aree di riferimento del progetto. Nei tre capoluoghi, le mostre continueranno il loro viaggio a settembre quando, durante il festival, verranno nuovamente allestite nei centri cittadini.

Al di là delle diversità, sono comuni a tutti gli allestimenti i cinque temi su cui tutto il percorso vuole stimolare conoscenza e riflessione: lavoro, uso, costruzioni, flora e fauna, passato e presente del fiume. Da questi temi, sono stati creati molti materiali, fra i quali un piccolo tesoro realizzato con le segnalazioni di tutti quelli che hanno partecipato alle attività del progetto: una vera e propria carta topografica divisa in 5 aree, con 253 luoghi legati ai 5 temi del progetto e di interesse storico, naturalistico, artistico e culturale, sportivo e folkloristico-popolare. Un patrimonio di sapere fatto di conoscenze personali, spicciole e preziose, magari legate a un ricordo d’infanzia, a un’abitudine quotidiana o a una memoria di famiglia.

A tutto questo insieme di materiali, persone e linguaggi, si affiancano altri “lavori in corso”: intanto, anticipando di qualche mese la prima proiezione, è già ufficiale che il 4 novembre uscirà il film documentario realizzato dal regista Tobia Pescia, che ha trascorso questi mesi lungo l’Arno raccogliendo testimonianze, racconti, curiosità legate al fiume e alle persone che lo hanno vissuto o lo vivono quotidianamente. Non solo i ricordi neri dell’alluvione ma, anzi, le storie e le parole che del fiume tratteggiano la vitalità e la forza magnetica rispetto alla vita delle comunità toscane.

E, in attesa del film, c’è anche l’Arno da leggere e da guardare on line sul sito www.arno2016.it dove sono disponibili numerosi racconti, ricordi e testimonianze sul fiume toscano. Il sito è ricchissimo anche di fotografie inviate da lettori e naviganti per contribuire all’archivio della memoria: dal bianco e nero di famiglia, al classico panorama con tramonto, alle vogatrici in rosa, al luogo mai visto, raggiunto da quei solitari in cerca di una sponda nascosta e silenziosa dove godersi un tempo di pausa.


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