Il progetto recupero delle merci non vendibili

Scritto da Rossana De Caro |    Ottobre 2011    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.



Luciano Rossetti, Direttore Organizzazione soci Unicoop Firenze, e Don Marco Fagotti, rappresentante di Caritas, firmano l'accordo di recupero merce a scopo solidale a Campi B.

Recuperare? È meglio che sprecare. La lotta allo spreco è il concetto alla base del progetto di solidarietà Coop Buon fine, nato ufficialmente nel 2006, ma in realtà iniziato alla fine degli anni '90, e portato avanti con grande impegno da Unicoop Firenze, insieme ad altri importanti partner quali Comuni, enti, associazioni. Consiste nella raccolta nei negozi dei prodotti "scartati", cioè buoni ma non più vendibili per difetti nella confezione o perché vicini alla scadenza, da distribuire ad enti e associazioni senza scopo di lucro, per aiutare famiglie e persone indigenti. Un'iniziativa di valore etico ed economico che consente da una parte di ridurre gli sprechi al minimo nei supermercati della cooperativa, dall'altra di fare del bene a persone bisognose. «È un contributo concreto e visibile di Unicoop Firenze per ridurre lo spreco, con un fine anche sociale - afferma Luciano Rossetti, direttore organizzazione soci -. Da un'idea nata circa 15 anni fa negli ipercoop, il progetto è andato allargandosi specialmente negli ultimi sei-sette anni: dai 6 ipermercati iniziali, oggi abbiamo il 100% dei super e la metà dei minimercati. In questi tre anni abbiamo firmato convenzioni con centinaia di associazioni di volontariato, creando una vasta rete di solidarietà a beneficio delle famiglie indigenti». «La vera "svolta" è avvenuta nel 2008 - precisa Andrea Natalini che si occupa dell'organizzazione del progetto - quando ai prodotti non alimentari e agli alimentari industriali, si sono aggiunti i freschi che sono ora la maggioranza dei prodotti recuperati. Sono anche i più impegnativi nel recupero e nella distribuzione, perché devono seguire una procedura particolare di sicurezza: devono essere prelevati, conservati separatamente in precedenza in appositi ambienti e quindi consegnati nelle prime ore della mattina». Nel recupero dei cibi non rientrano, finora, per ragioni di sicurezza, alcune tipologie come i dolci alle creme, il pesce fresco e la gastronomia calda.

8.500 famiglie, 750.000 pasti
All'iniziativa hanno aderito ad oggi 106 Onlus (cui fanno riferimento altre150 associazioni di volontariato del territorio), dalla Caritas all'Auser alla Misericordia e tante altre, quali cooperative sociali e case famiglia, riconosciute e iscritte in un albo regionale. Si è formata così una rete di solidarietà che ha portato aiuto a 8.500 famiglie in difficoltà a cui vanno aggiunti 750.000 pasti annuali distribuiti nelle mense della solidarietà (dati anno 2009).
Nel 2010, sono state raccolte 810 tonnellate di prodotti in 76 punti vendita, per un valore di 4 milioni di euro, con queste percentuali: carni bianche 24%, prodotti a libero servizio 18%, pane e pasta 17%, ortofrutta 14%, gastronomia 8%, carni rosse 6%.
Insomma dallo spreco alla solidarietà il passo è breve ed è un esempio per tutti.


Prato (Foto di M. D'amato)

Soci e dipendenti
I veri centri motori del progetto Coop Buon fine sono da una parte le 38 sezioni soci presenti sul territorio, coinvolte nella distribuzione dei prodotti. Con il loro costante impegno e attivismo, ricordiamo che sono tutti volontari, raccolgono ogni anno tonnellate di prodotti poi distribuiti alle organizzazioni. Dall'altra i dipendenti dei punti vendita, che giorno per giorno selezionano i prodotti da "recuperare". È doveroso sottolineare che senza la loro collaborazione e il loro impegno sarebbe impossibile realizzare il progetto. Soci e dipendenti Unicoop Firenze, insieme, sono anelli indispensabili di quella catena di solidarietà che si basa sullo sforzo e la passione di tanti volontari.


Esperienze significative
Re.So. (Recupero solidale), è l'Associazione Onlus creata nel 2006 che comprende una rete di Comuni e associazioni, ovvero l'ultima "evoluzione" dell'originale recupero merci nato alla fine degli anni '90 nella sezione soci di Empoli. Da lì è iniziato un iter proficuo che ha visto coinvolta anche l'amministrazione comunale empolese oltre alle varie associazioni di volontariato sparse sul territorio e ad altri enti, e che ha portato nel 2000 all'individuazione di un magazzino comunale ad Avane per lo stoccaggio dei prodotti raccolti nei punti vendita: da quelli alimentari a quelli extra come biancheria e abbigliamento. Le merci arrivano nel magazzino 3 giorni alla settimana, sono controllate e sistemate dai volontari e poi ritirate dalle varie associazioni di riferimento, fra cui anche quelle che si occupano di animali: Aristogatti e Amici del cane e del gatto. Attualmente aderiscono a Re.So le sezioni di Empoli, Lastra a Signa, Castelfiorentino, Certaldo e Fucecchio, i comuni di Empoli, Castelfiorentino, Certaldo, Fucecchio, Montelupo Fiorentino, Vinci, Lastra a Signa. Vi aderiscono l'Ipercoop di Lastra a Signa e altri 7 supermercati Coop.
La merce che non può essere utilizzata dalle associazioni (giocattoli, detersivi, utensili, casalinghi, vasi, cuscini etc.) è venduta in mercatini annuali seguitissimi, "Solidarietà in festa", organizzati in primavera, nei comuni di Empoli, Castelfiorentino, Lastra a Signa e Fucecchio. Vi partecipano circa 200 volontari ed è un'ulteriore azione contro lo spreco. Il ricavato delle vendite, infatti, è distribuito in parte alle associazioni, sotto forma di buoni alimentari, e in parte per le adozioni a distanza del Cuore si scioglie. Nel 2010 sono stati ricavati buoni alimentari per 25.000 euro e 9.136 euro per le adozioni.

Mercatino solidarietà a Lastra a Signa

Il supermercato della solidarietà
L'Emporio della Caritas di Prato è una sorta di supermercato della solidarietà, dove le famiglie in grave difficoltà economica possono fare, in forma gratuita, parte della spesa, acquistando generi di prima necessità. Il progetto in questione è promosso dalla Caritas diocesana di Prato, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e realizzato insieme a vari enti e associazioni del territorio e, in particolare, in stretta collaborazione con i servizi sociali del Comune di Prato. Sono già decine le imprese che hanno aderito al progetto, dalle farmacie alle aziende alimentari, fra cui anche Unicoop Firenze. I negozi Coop di Prato forniscono le merci da donare. La sezione soci di Prato ha contribuito al finanziamento del sistema informatico.

2013: l'Europa contro lo spreco
Il tema degli sprechi è stato inserito ufficialmente nell'agenda politica europea. Il Parlamento europeo ha infatti avviato l'iter per dichiarare il 2013 Anno europeo contro lo spreco. Questo è il primo risultato ottenuto dal progetto "Un anno contro lo spreco", nato da un'idea del professor Andrea Segrè, ordinario di Politica agraria internazionale e comparata, promosso dalla Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e ora anche da Strasburgo. La Fao ha stimato che circa un terzo degli alimenti prodotti nei paesi industrializzati viene distrutto. Europa e Stati Uniti sono in testa alla classifica degli spreconi. Solo in Italia 20 milioni di tonnellate di derrate alimentari vengono buttate ogni anno. Accanto allo spreco di cibo si accompagna anche lo spreco d'acqua, la risorsa più importante del nostro pianeta.

Colle di Val d'Elsa