Sono più diffusi di quanto si creda. Come togliere insetti e lendini

Scritto da Cristina Ceccarelli |    Maggio 2004    |    Pag.

Farmacista Fiorentina, classe 1974. Laureata in Farmacia presso l'Università di Firenze nel 2000, nel 2003 ha conseguito la specializzazione in Farmacia ospedaliera. Ha lavorato presso farmacie private per circa due anni, e attualmente ha un rapporto di collaborazione con la ASL 10 Firenze. Collabora da circa due anni con L'Informatore, coniugando la passione per la scrittura con l'informazione sanitaria, con uno stile semplice e diretto, acquisito dal costante rapporto che un farmacista ha con il pubblico.

Cosa salta in testa
Questi animaletti sgradevoli sono insetti
che vivono come veri e propri ospiti dell'uomo: possono essere divisi in tre tipologie a seconda che interessino la testa, il corpo (assolutamente poco diffusi nei nostri climi), oppure il pube. L'infestazione alla quale la popolazione, soprattutto i bambini in età scolare, è più esposta, risulta ovviamente quella del capo; l'insetto è bianco grigiastro, grande dai 2 ai 4 mm, si attacca alla base del capello e qui depone le uova (lendini), lunghe poco meno di un mm, anche queste grigio-bianche. Le lendini possono essere confuse con scaglie di forfora, tuttavia diversamente da questa sono saldamente attaccate al capello e tendono a concentrarsi nelle zone dietro le orecchie e sulla nuca. I pidocchi possono vivere fuori dal corpo dell'ospite solamente per poco tempo (2-3 giorni), mentre le uova sono più resistenti e possono restare vitali più a lungo. Due sono le credenze da sfatare: questo tipo di insetti non vola, quindi il contagio avviene solamente per contatto diretto con una persona infestata, oppure attraverso l'uso comune di oggetti quali spazzole, pettini, cappelli, sciarpe, cuscini ecc.., inoltre la pediculosi non è sempre associata ad un minor grado di pulizia, anche se lavaggi frequenti possono permettere quanto meno di individuare subito gli sgraditi ospiti.

La presenza degli insetti si manifesta generalmente con prurito e talvolta con leggera infiammazione delle ghiandole del collo: è inutile farsi prendere da allarmismi o disgusto, per arginare la situazione è bene effettuare subito un trattamento appropriato. I prodotti in commercio contengono sostanze capaci di uccidere l'insetto e in genere non recano fastidio o irritazione: sono di libera vendita, e quindi acquistabili in farmacia senza ricetta medica. A nostra disposizione troveremo formulazioni differenti da utilizzare seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate: shampoo, polveri, lozioni, creme o gel. Per ottenere il massimo dell'efficacia è bene preferire un prodotto che si possa applicare come un impacco sui capelli, da mantenere in posa circa 10 minuti - o secondo istruzioni - e poi effettuare un lavaggio con uno shampoo della stessa linea. Le polveri richiedono in genere tempi di applicazione più lunghi. Il trattamento può essere ripetuto per maggiore sicurezza dopo 8 giorni. Nel caso di infestazione delle ciglia, si può solamente ricorrere alla rimozione meccanica dei parassiti e delle lendini, aiutandosi con una pomata oftalmica a base di vaselina. Se ad essere colpiti sono bambini molto piccoli oppure donne in gravidanza è bene consultare il medico e valutare se è opportuno l'utilizzo di un prodotto specifico oppure ricorrere alla semplice rimozione manuale. I prodotti specifici che si possono trovare in farmacia sono tutti efficienti e di buona qualità, ma nessuno efficace al 100%, per cui è bene eseguire dopo il trattamento una rimozione attenta di tutte le lendini rimaste, con un pettine fitto oppure anche manualmente: per facilitare questo compito può essere utile bagnare i capelli con acqua e aceto.

DISINFESTAZIONE
Attenti agli abiti, alla biancheria e ai pettini
Dopo il trattamento personale, è indispensabile lavare a caldo (almeno 60°C) in lavatrice, oppure a secco, tutti i vestiti indossati, la biancheria del letto e da bagno. Disinfestare accuratamente spazzole e pettini, immergendoli completamente per 15 minuti circa in acqua calda (65 °C) o in una soluzione acquosa di un antiparassitario (lo stesso impiegato per il trattamento). Sottoporre a trattamento i membri della famiglia; in alternativa effettuare un attento "monitoraggio" del cuoio capelluto per qualche giorno. Avvertire le comunità normalmente frequentate come la scuola o la palestra senza vergogna: il nostro buon senso e la nostra sincerità saranno apprezzati. Eviteremo inoltre che l'infestazione si espanda e che si possa instaurare un vero e proprio circolo vizioso: una volta "guariti" non si è infatti immuni da una reinfestazione se l'insetto continua a circolare nell'ambiente (ad es. la scuola) che frequentiamo. Insegnare ai bambini a non scambiare o prestare sciarpe e cappelli ed accatastare cappotti uno sull'altro.