Scritto da Giorgio Celli |    Ottobre 1999    |    Pag.

Entomologo e saggista

Compari di lettura
Il New York Times, a somiglianza della Stampa che è il giornale di Torino o del Corriere della Sera che è di Milano, è il quotidiano della città di cui porta il nome.
Una delle consuetudini del New York Times è che ogni domenica produce un supplemento in cui sono riportate le notizie e gli interventi più importanti della settimana che ha preceduto il giorno festivo. Questo per permettere a tutte le persone che, afflitte da un eccesso di lavoro, non hanno avuto neppure una mezzoretta per rendersi conto di quanto stava succedendo nel mondo, di rimediare a quella lacuna nel corso della domenica, giorno di riposo e quindi favorevole alla lettura. Bene, sapete tutti che la carta viene ottenuta dal legno degli alberi e siete anche al corrente che sul pianeta è in atto una operazione di progressivo disboscamento. La foresta amazzonica, per esempio, questo grande polmone verde del pianeta, scompare al ritmo della superficie di un campo di calcio al giorno, e non è di certo la sola. L'anno scorso nel nostro paese il fuoco si è dato molto da fare a mandare in fumo il nostro verde, o per meglio dire si sono dati da fare gli incendiari, che per non troppo oscuri motivi desiderano spiazzare da certi luoghi, quasi sempre di valenza turistica, gli alberi. Nel mondo sembra che il 48% delle foreste sia già stato distrutto, malgrado gli ammonimenti degli ecologi.
Sappiate allora che per stampare il supplemento del New York Times, di cui vi ho parlato all'inizio, è necessario abbattere circa 77 ettari di bosco! Sono ben lungi dal consigliare l'abolizione del diritto di ogni cittadino a venire informato, ma giudico che il ricorso a carta riciclata, o a carta ottenuta, per fare un esempio, dalle alghe, costituisca una inderogabile necessità per l'avvenire. Tanto più che le alghe, che sottraggono l'ossigeno al mare, funzionano proprio al contrario degli alberi, che cedono ossigeno all'atmosfera. Tuttavia, se è giusto che tutti noi diamo origine, nel corso degli anni, a una biblioteca personale composta da quei classici che sfidano l'usura del tempo, molte delle riviste, degli opuscoli, degli almanacchi, dei dépliant che si accumulano sulla nostra scrivania o che intasano la nostra buca delle lettere, dovrebbero passare di mano in mano, evitando una loro inutile e dannosa proliferazione. I libri d'evasione, se non si può proprio rinunciare a leggerli, è meglio prestarseli fra amici. E così le videocassette di filmetti senza alcuna valenza artistica, evitando così che diventino, nel vostro appartamento, delle vere piramidi, invadendo gli spazi più proficuamente destinati a noi e ai nostri figli. Salverete capra e cavoli, gli alberi e la qualità abitativa della vostra casa.

Dal decalogo del 'Consumo sostenibile'
9. Scambiare riviste, videocassette ecc. con amici