Prodotti per la cura delle scarpe in pelle

Scritto da Monica Galli |    Ottobre 2016    |    Pag. 18

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

scarpe

Foto F. Giannoni

Scarpe

Si fa presto a dire scarpe, ne esistono ormai per tutti i gusti e le occasioni: eleganti, sportive, per il tempo libero, in pelle o materiali sintetici.

Naturalmente tutte necessitano di cure e pulizie periodiche, ma quelle in pelle meritano un’attenzione maggiore. Si possono acquistare creme o cere che lucidano e mantengono le scarpe; la normativa le considera prodotti chimici (Reg. 1272/2008) e in etichetta è obbligatorio riportare i simboli di rischio e pericolo, anche se non è possibile avere un elenco completo degli ingredienti.

Per i prodotti dove invece in etichetta si leggono termini che fanno riferimento a pulizia o igiene, le aziende devono rispettare la normativa relativa ai detergenti (Reg. 648/2004) e allora dovrà essere possibile leggerne, oltre che i rischi e i pericoli, anche la completa composizione.

Per la precisione, chi volesse conoscerla dovrà cercare in un sito internet, indicato in etichetta, e da questo risalire alla composizione, cosa spesso impossibile viste le omissioni di taluni produttori. La normativa dunque fa una distinzione particolare e curiosa, dato che i consumatori associano tutti i prodotti alla stessa operazione.

Trattamento delle scarpe in pelle

La pelle di bovini, suini, ovini, caprini, equini e rettili, dopo la conciatura con trattamenti di tipo chimico, fisico e meccanico, diventa un materiale imputrescibile adatto per calzature, pelletteria, accessori per auto ecc. dalle prestazioni eccezionali.

La pelle conciata, con poche differenze, è fatta di acqua, una piccola dose di grasso, alcuni elementi minerali e molto collagene, una proteina che forma un reticolo tridimensionale elastico e isolante termicamente; grazie al collagene le scarpe in pelle mantengono caldi i piedi in inverno.

In base al tipo di lavorazione, saranno contenuti pigmenti (se la pelle è colorata) o rivestimenti lucidanti, come resine sintetiche e lacche sulla superficie delle pelli in vernice. In base all’aspetto, le pelli possono essere lisce (cuoio e nappa) o vellutate (scamosciate o nabuk).

Per ogni tipo di pelle è bene scegliere il prodotto giusto. Per pelli lisce, dalla crosta alla nappa, i prodotti classici per la lucidatura contengono principalmente solventi di derivazione petrolifera (meno del 50%), cere e paraffine (20-40%) e naturalmente coloranti. Molte confezioni di questi prodotti riportano simboli che indicano che il prodotto può essere pericoloso per l’ambiente, tossico per l’uomo oltre che infiammabile.

Se le scarpe sono di camoscio, pelle scamosciata o nabuk, la soluzione migliore è utilizzare semplicemente delle spazzole. Il nabuk ha un costo maggiore degli altri scamosciati, è più resistente e quindi può essere spazzolato con spazzole più dure. Per gli scamosciati comuni è invece bene usare spazzole di para o comunque piuttosto morbide. In tutti i casi si possono usare dei prodotti idrorepellenti che, spruzzati al momento della pulizia, migliorano l’impermeabilità del materiale. La loro composizione è a base di polimeri siliconici o acrilici.

Sempre più frequentemente le aziende si avvalgono però di nuove tecnologie per migliorare l’impermeabilità, trattando il pellame, al momento della conciatura, con nano-materiali, particelle piccolissime, di un miliardesimo di metro, che aderiscono saldamente alla pelle formando uno strato semipermanente.

Si temono rischi per l’effetto di queste nano-sostanze nell’ambiente. Una delle molecole più usate si chiama Pfos (perfluorottano sulfonato): è poco degradabile e si accumula negli organismi viventi.

Cattivi odori

Umidità, caldo e la presenza inevitabile di batteri sono i principali fattori che favoriscono il nascere di cattivi odori. Per questo ci sono deodoranti per calzature, ma il loro effetto è coprire senza eliminare la causa. Un pellame ben conciato assorbe l’umidità e il piede resta più asciutto. A fine giornata le scarpe devono essere messe in un posto arieggiato per favorire l’evaporazione dell’acqua. Per permettere una completa asciugatura delle parti interne, sarebbe meglio non mettere le stesse scarpe tutti i giorni ma alternarle. La traspirazione è un’illusione della pubblicità: se veramente l’acqua potesse uscire, altrettanto facilmente potrebbe entrare.

La differenza

Similpelle o ecopelle?

La distinzione è profonda: la finta pelle (o similpelle o vinilpelle) è una pelle sintetica preparata con materiali plastici. Le prime pelli sintetiche avevano una trama di tessuto su cui si spalmavano le plastiche, oggi sono anche senza supporto e hanno maggiore durata e una struttura microscopica simile alla pelle vera.

L’ecopelle è definita dalla norma Uni 11427:2011 che ha come titolo Cuoio - Criteri per la definizione delle caratteristiche di prestazione di cuoi a ridotto impatto ambientale. Si tratta dunque di vera pelle conciata con metodi rispettosi dell’ambiente, definiti da precise norme tecniche che stabiliscono la quantità dei reagenti chimici da usare durante la lavorazione. La normativa è piuttosto recente ed è per questo che i consumatori ancora non hanno ben chiara la distinzione.

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