Un percorso lungo il fiume Pesa fra acqua e vegetazione rigogliosa

Scritto da Càrola Ciotti |    Aprile 2013    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

ll fiume Pesa, lungo cinquantatré chilometri, nasce dall’incontro di più affluenti nell’area situata fra la Badiaccia a Montemurlo e Badia a Coltibuono, tra le provincie di Siena e Firenze, e sfocia in Arno, dopo aver attraversato l’abitato di Montelupo Fiorentino.

La sua valle rappresenta un ecosistema ancora molto ricco, con una forte e complessa biodiversità che deve essere tutelata e salvaguardata. Con questo preciso scopo, il Consorzio ente bonifica avviò anni fa un importante progetto finalizzato a restituire al fiume la sua dimensione naturale, rendendolo, al contempo, fruibile per la popolazione e dal punto di vista prettamente turistico.

Sono stati realizzati quindi dei percorsi di servizio, lungo tutto il fiume, in modo da assicurare il controllo del corso d’acqua, delle opere idrauliche presenti, della manutenzione in genere. Piste e sentieri – a volte, veri e propri vialetti ben tenuti e pienamente agibili – non sono però stati concepiti come veri e propri percorsi pedo-ciclabili e non seguono quindi le normative vigenti in materia: la frequentazione di questi luoghi è affidata alla responsabilità individuale.

Com e verde la mia valle val di pesa percorso lungo il fiume pesaIl transito di persone lungo i sentieri, tuttavia, è gradito, e può risultare persino utile per la segnalazione di criticità. In ogni caso, chi sceglie di camminare, andare in bici o a cavallo lungo le piste della Pesa deve tutelare l’ambiente e se stesso.

È probabile, per esempio, trovare tratti parzialmente accidentati, pozze d’acqua o vegetazione che ostacolano il cammino; nei giorni feriali si possono incontrare addetti alla manutenzione, anche alla guida di automezzi da lavoro. A parte ciò, una passeggiata lungo questi sentieri, spesso in piano, tra lo scorrere delle acque, la rigogliosa vegetazione e il paesaggio tipico toscano, è davvero molto piacevole.

Specie tipiche
Si accede ai percorsi da diversi ingressi ben segnalati e lungo la passeggiata non mancano i punti in cui è possibile sostare: su belle pietre squadrate – vere panchine naturali – in piccole radure o a bordo dei campi.

Com e verde la mia valle val di pesa percorso lungo il fiume pes5Camminando, si notano tanti piccoli alberi poiché, dopo le esondazioni della Pesa nel 1993, si rese necessario realizzare un progetto di arboricoltura polifunzionale, allo scopo di mettere in sicurezza l’area industriale di Sambuca e di rinsaldare le sponde del fiume.

Furono impiegate specie tipiche dei corsi d’acqua della zona, sia per questo scopo ma anche per produrre legname da impiegare in falegnameria e come combustibile. Si notano, infatti, ontani, pioppi, olmi, frassini, cerri, carpini, farnie, salici; questi sono gli esemplari che via via diradati e reimpiantati, secondo i loro cicli riproduttivi, sono così utilizzati. Lungo il percorso incontriamo però anche boschetti di betulle, querce e bei cipressi; le acacie, tuttavia, sono gli alberi che spiccano fra tutti.

L’acacia, originaria dell’America del Nord, appartiene alla famiglia delle leguminose. Fu introdotta in Europa nel 1601 da Jean Robin, farmacista e botanico del re di Francia, Enrico IV. All’Orto botanico di Parigi sono ancora presenti i ricacci di questo primitivo esemplare – nato da seme e lì trapiantato – che detiene il primato di longevità in Europa. Fu Carlo Linneo, il grande naturalista cui dobbiamo migliaia di nomi scientifici di specie vegetali, a notare questo esemplare che denominò Robinia, istituendo così questo genere botanico, proprio in onore di Robin che l’aveva introdotta nel vecchio continente.

Com e verde la mia valle val di pesa percorso lungo il fiume pesa2Le qualità dell’acacia
L’acacia si è rapidamente diffusa in Europa e in altri continenti, per le sue molteplici caratteristiche: è un’ottima pianta nettarifera, ha un legno adatto a vari usi, protegge i terreni franosi ed è adatta anche come specie ornamentale, per la bellezza dei suoi fiori. Il miele di acacia è senza dubbio fra i più noti e amati.

La ragione del suo gradimento universale risiede nel colore chiaro, nel fatto che rimane liquido indipendentemente dalla temperatura, nel profumo delicato, nel gusto tenue e nella bassissima acidità: nessun miele monoflora possiede tutte queste qualità. Il legno dell’acacia è adatto a lavori di falegnameria pesante: se ne ricavano pali che risultano particolarmente tenaci, mobili da esterno e parquet.

Questo legno, inoltre, può essere usato come combustibile, anche se non stagionato, e le ramaglie sono ottime nei forni da pane; può efficacemente sostituire i legni tropicali, preservando così essenze esotiche che crescono in aree dove purtroppo la deforestazione rappresenta un grave problema.

La crescita veloce dell’apparato radicale dell’acacia, molto sviluppato, permette di stabilizzare rapidamente i pendii, evitando che franino; perciò s’impiega l’acacia per rafforzare e trattenere i terreni di scarpate instabili o i terrapieni delle ferrovie. Non ultima, l’originalità dei suoi fiori: riuniti in piccoli grappoli pendenti, di colore bianco o crema, oltre a essere profumatissimi sono commestibili. Nelle campagne venete e in altre regioni italiane si adoperano per insaporire le frittelle cui conferiscono un gusto e un profumo soave.

Com e verde la mia valle val di pesa percorso lungo il fiume pesa3Frittelle al sapore di acacia
In Val di Pesa, precisamente nella frazione di Sambuca, si svolge ogni anno, dal 1982, nel mese di maggio, una sagra dedicata alle frittelle cucinate con i fiori di acacia. Organizzata dalla Società sportiva locale, col patrocinio del Comune di Tavarnelle Val di Pesa, la “Sagra della frittella del fior di cascia” è una festa paesana che attrae numerosissimi visitatori dai paesi limitrofi e non solo.

Oltre a gustare le frittelle e altri piatti tradizionali toscani, chi si reca alla sagra può intrattenersi piacevolmente, assistendo a dimostrazioni sportive, piccole manifestazioni popolari e di animazione. Quest’anno le date previste sono quelle degli ultimi due fine settimana di maggio: il 17-18-19 e 22-25-26 maggio, dal pomeriggio fino a sera.

Info:

Un ringraziamento a Lia Corsi dell’Ass. Turismo di Tavarnelle Val di Pesa

Foto di F. magonio