La cessazione del ciclo mestruale. Disagi e sintomi, come affrontarli

Scritto da Alma Valente |    Gennaio 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Per ogni essere umano esistono varie fasi della vita: infanzia, adolescenza e maturità. Però per le donne, a differenza dei maschi, sono maggiormente "definite", nel senso che hanno delle scadenze ben precise collegate con la riproduzione. La prima "tappa", che può variare da fanciulla a fanciulla, si chiama menarca, termine che deriva dal greco ed associa la parola mese con quella di inizio: da quel momento si caratterizza il ciclo mestruale di ogni donna in età fertile, che, in assenza di patologie, è come quello lunare, cioè di 28 giorni.
Esiste poi un'altra fase della vita della donna che si chiama menopausa, termine anch'esso derivato dal greco men (mese) e pausis (fine), che indica una ridotta qualità funzionale delle ovaie e dunque del proprio periodo riproduttivo. Anche la cessazione dei cicli mestruali può variare da soggetto a soggetto e dalla etnia.
Sembra infatti secondo le statistiche, che le donne dei Paesi del sud del mondo " sviluppino" prima (9-10 anni) andando in menopausa più tardi (verso i 55 anni) al contrario di quelle dei Paesi nordici.

Comunque, al di là della provenienza geografica la menopausa può essere confermata solo quando non si verificano mestruazioni per un anno, ma il tutto deve essere valutato accuratamente dal medico ginecologo.

La parola all'esperto:
Dottor Marco Gambacciani, dipartimento di Ostetricia e ginecologia presso l'Ospedale universitario "Santa Chiara" di Pisa.
Il termine menopausa viene spesso utilizzato quale sinonimo di climaterio, che in realtà definisce tutto il periodo che la precede di qualche anno, detto premenopausa.
Durante questa fase avvengono delle modificazioni ormonali che portano nel tempo al calo della produzione degli estrogeni (cioè gli ormoni addetti al normale sviluppo sessuale nella femmina) da parte dell'ovaio che determinano la menopausa.
Ed è proprio in questo periodo che si manifestano le modificazioni cliniche più eclatanti con la comparsa di sintomi a volte molto intensi che possono compromettere la qualità della vita con manifestazioni sia fisiche che psicologiche.
Una percentuale elevata di donne (circa il 75%) lamenta disturbi come le vampate di calore con sudorazione intensa, soprattutto durante la notte che può essere seguita da brividi, ma il tutto può durare al massimo 5 minuti.
Possono verificarsi inoltre disturbi urogenitali (secchezza vaginale, rapporti sessuali dolorosi, cistiti recidivanti), o metabolici (aumento della pressione, del peso corporeo e del colesterolo) ed anche di carattere psicologico (ansia, irritabilità, difficoltà nel sonno, cali di memoria, depressione ecc.) che spesso la società e i familiari non considerano e non comprendono in maniera adeguata.

La mancanza di estrogeni
fa sì che le donne non siano più protette dal rischio di malattie cardiovascolari (infarto cardiaco e ictus) e che si acceleri la riduzione del contenuto minerale delle ossa favorendo l'osteoporosi.
Oggi però le donne affrontano la menopausa quando sono ancora nel pieno della vita di relazione e professionale. I disagi e i sintomi possono essere affrontati e superati al meglio grazie a una sana condotta di vita e ai rimedi oggi disponibili.
Non esiste una ricetta univoca, buona per tutte, però è sempre necessario che il medico di fiducia o il ginecologo diano le informazioni utili affinché la donna possa scegliere consapevolmente che cosa sia meglio fare.
In circa il 30-40% delle donne in menopausa può essere necessaria anche una terapia ormonale sostitutiva, utile per compensare quella quota di ormoni che l'organismo non è più in grado di produrre. Riequilibrando la situazione ormonale si riducono i disturbi legati alla menopausa.
Purtroppo attorno a questa terapia si sono addensate in questi anni preoccupazioni sicuramente esagerate, con informazioni che hanno sottolineato solo i possibili rischi, tacendo o addirittura negando i sicuri benefici che tale intervento, sotto controllo medico, può garantire.

Il trattamento ormonale sostitutivo
rappresenta una scelta adeguata per la maggior parte delle donne. La terapia può essere iniziata in presenza dei sintomi, su indicazione del medico di famiglia o del ginecologo, che prescriverà i controlli necessari prima dell'inizio e nel corso della terapia stessa.
Oggi vengono utilizzati diversi prodotti a dosaggi bassi, molto ben sperimentati in ampi studi, controllati e validati, che danno al medico un ampio ventaglio di scelte per la personalizzazione della cura. Bisogna infine ricordare che la menopausa non è una malattia, ma solo una fase della vita.

Consigli utili:
Dopo la menopausa, è bene assumere almeno 1 grammo di calcio al giorno per irrobustire le ossa e ridurre il rischio di fratture.
Consumare latte scremato, ma anche frutta, verdura cruda, broccoli, rape, cavoli, legumi, sardine e pesce in grande quantità: alimenti non solo ricchi di calcio, ma che aiutano anche a prevenire e curare l'eccesso di colesterolo, l'ipertensione e il diabete.
Limitare il consumo di alcolici, abolire il fumo e la vita sedentaria per ridurre il rischio di osteoporosi e malattie cardiovascolari.
Una regolare attività fisica è fondamentale perché oltre alle sue importanti azioni sul corpo, permette di stare in compagnia di altri, di conoscere nuove persone, migliorando così il tono dell'umore, sconfiggendo il senso di depressione e solitudine che può colpire la donna.

Fondamentale è una visita ginecologica di controllo e la partecipazione agli screening oncologici (Pap test, mammografia, ricerca del sangue occulto nelle feci). Controlli che devono essere valutati persona per persona e programmati a seconda delle caratteristiche e dei bisogni di ciascuna.

(Illustrazione a cura di Lido Contemori)