La cena all’interno del carcere, per finanziare i progetti di Medici senza frontiere

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Ottobre 2016    |    Pag. 7

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

cena galeotta volterra

Foto M. Posarelli - Prima della cena del 12 agosto a favore di Medici senza frontiere

Volterra

È di poche settimane fa la notizia del bombardamento dell’ospedale di Abs, nella zona settentrionale dello Yemen. La struttura, messa in piedi e organizzata da Medici senza frontiere, è stata colpita in pieno causando la morte di undici persone, fra le quali bambini e operatori, e almeno diciannove feriti. Pochi giorni prima un altro ospedale di Medici senza frontiere nella cittadina di Mellis, in Siria, era stato colpito dalle bombe: tredici persone, di cui quattro dello staff medico, cinque bambini e tre donne sono rimaste uccise, oltre a un numero imprecisato di feriti. Episodi di questo genere sono ormai talmente frequenti sui vari scenari di guerra che i mezzi d’informazione quasi non li riportano più, oppure vengono relegati in spazi angusti o poco visibili.

Essere sempre in prima linea, presenti dove si spara e dove c’è necessità di portare i primi soccorsi: questo l’obiettivo di Medici senza frontiere fin dal 1971, anno di fondazione del gruppo di medici e giornalisti volontari. Attualmente questa Organizzazione non governativa opera in 69 Paesi nel mondo, dando uno straordinario contributo, riconosciuto anche con il Nobel per la pace del 1999.

In anni più recenti l’impegno si è esteso includendo il fenomeno delle migrazioni di massa, di giovani e vecchi, donne e bambini che fuggono dalla guerra o dalla morte per fame. Un fenomeno massiccio che oggi conta sessanta milioni di rifugiati nel mondo e più di un milione di persone entrate in Europa dall’Africa o dal Medio Oriente.

Di fronte a questi numeri anche la Fondazione Il Cuore si scioglie si è attivata in una raccolta fondi per Medici senza frontiere. Dopo un primo contributo di 50.000 euro, donati ad aprile per l’emergenza Balcani, si sono susseguite varie iniziative a favore della Ong, che lo scorso agosto ha ricevuto oltre 5000 euro grazie alla “Cena galeotta” organizzata all’interno della Casa di reclusione di Volterra. L’iniziativa è ben collaudata, dal momento che è arrivata al decimo anno di attività, con cicli di cene che si svolgono nel corso di tutto l’anno: quella del 12 agosto ha visto la partecipazione di 140 ospiti paganti, un numero record, ospitati in uno dei cortili della grande fortezza rinascimentale. Per gustare l’aperitivo gli ospiti hanno percorso un breve camminamento, in genere usato solo dagli agenti di sorveglianza, per poi salire sugli spalti della parte più alta del complesso. E da lassù la vista spazia all’infinito e a 360 gradi.

La cena, a base di pesce, è stata curata dallo chef Hiron di Firenze, mentre la Fisar delegazione di Volterra ha curato la selezione dei vini e Unicoop Firenze ha fornito il cibo e ha provveduto alla temporanea assunzione di circa trenta detenuti impiegati come cuochi, camerieri, sommelier e musicisti che accompagnano la cena.

Merito delle “Cene galeotte” è anche l’avvio di un nuovo progetto grazie al quale la scuola alberghiera di Volterra ha attivato un corso professionale aperto a detenuti e studenti che lo frequentano all’interno del carcere.

Questa e altre iniziative, come la Compagnia teatrale della Fortezza, rendono quello di Volterra un istituto all’avanguardia nel rendere effettivo lo spirito della Costituzione, in quegli articoli che parlano del carcere non solo come luogo di espiazione ma anche come occasione di recupero e di reintegrazione nel mondo civile.

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Visite guidate

In aiuto dei putti

Dopo la riapertura del Museo dell’Ospedale degli Innocenti a Firenze (il 23 giugno scorso), continua la raccolta dei fondi necessari al restauro dei tondi di Andrea della Robbia: per questo sono organizzate delle visite guidate al Museo e all’Istituto degli Innocenti. I 10 euro richiesti per le visite saranno interamente devoluti all’Istituto. Le visite, programmate dall’8 al 29 ottobre, avranno luogo tutti i martedì, mercoledì e giovedì alle ore 15, e i sabati alle ore 10.30. Le visite prevedono l’ingresso di gruppi al massimo di 20 persone, con un minimo di 8.

Le prenotazioni sono obbligatorie, da effettuarsi in un’Agenzia di Viaggio di Toscana Turismo; in ogni caso verranno tutte centralizzate sull’Agenzia Argonauta filiale di Empoli.

Info: tel. 057183402 argonauta.empoli@robintur.it

Incontri con la città

I Rom nostri vicini

Per il ciclo “Incontri con la città. Leggere il presente per comprendere il futuro”, organizzato dall’Università di Firenze, un argomento attuale e scottante: “Gente vagabonda in lotta con le leggi - La discriminazione istituzionale verso i Rom in Italia dall’Unità ad oggi”. Ce ne parla il professor Alessandro Simoni, docente di Sistemi giuridici comparati. L’incontro, introdotto e coordinato da Alberto Tonini, si svolge nell’aula magna del rettorato (piazza San Marco 4), domenica 16 ottobre alle ore 10.30.

Info: http://www.unifi.it/vp-9441-incontri-con-la-citta.html


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