Un decreto del Ministero della Salute mette ordine nel mercato della depurazione dell'acqua


(Foto di C. Valentini)

Finalmente un decreto del Ministero della Salute, emanato il 22 marzo scorso, mette ordine nel mercato dei prodotti per la depurazione dell'acqua, mercato molto cresciuto negli ultimi anni. Il Decreto in larga parte affronta le problematiche specifiche dei depuratori dei ristoranti o degli impianti domestici fissi, quindi apparecchiature molto articolate e che erogano migliaia di litri con livelli di complessità e rischi decisamente diversi.

Come Coop accogliamo con favore l'arrivo di una normativa tesa ad aumentare e standardizzare il livello di garanzia offerto ai cittadini dai differenti sistemi di filtrazione dell'acqua domestica oggi in commercio. Infatti in Italia sono in vendita ed in uso centinaia di sistemi di depurazione delle più svariate provenienze e livelli di affidabilità, in alcuni casi con promesse di effetti lontani dalla realtà e con problematiche di manutenzione sottovalutate.

Per le caraffe il Decreto richiede che garantiscano la potabilità dell'acqua filtrata, che dichiarino in maniera trasparente le finalità specifiche alle quali sono destinate e che siano dotate di libretti d'istruzioni chiari e completi per una corretta manutenzione.
I dati analitici in nostro possesso non solo confermano la piena potabilità dell'acqua dopo filtrazione con la caraffa Vivi Verde, ma attestano un miglioramento delle caratteristiche organolettiche dell'acqua stessa dovuta all'abbattimento della durezza e del tenore di cloro; inoltre, grazie alla presenza di argento nel filtro, si ottiene la garanzia di non avere proliferazione batterica.

Per quanto riguarda eventuali informazioni aggiuntive, se necessario saranno inserite nei tempi previsti dal decreto (entro 6 mesi). Anche in questo caso le nostre etichette sono già in sintonia con lo spirito della norma. Ma stiamo approfondendo il testo della nuova normativa per verificare dove ulteriormente migliorare. Ad esempio con l'inserimento delle analisi dell'acqua prima e dopo la filtrazione.
Stiamo parlando di caraffe, quelle prodotte per noi, già presenti in tutti i Paesi europei, fornite di diverse certificazioni e che le stesse autorità sanitarie nazionali non ritengono dannose per la salute.

Il Consiglio superiore di sanità, in qualità di organismo scientifico del Ministero della Salute, più volte ha discusso il problema e ha confermato, sulla base delle prove esistenti, l'assenza di pericolo sanitario.
Nel corso della trasmissione radiofonica Zapping del 27 marzo, il ministro della Salute con una semplice battuta ha smontato l'interpretazione giornalistica di divieto d'utilizzo delle caraffe filtranti che è stata data al decreto di cui stiamo parlando, che ha invece la finalità di definire regole più precise e garantire un elevato livello di sicurezza per i cittadini.