Segna l’inizio dei festeggiamenti che culmineranno con il Giugno pisano, la Luminaria di San Ranieri e il Gioco del ponte

Scritto da Andrea Marchetti |    Marzo 2015    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Foto di Giovanni Valdiserra

Il 25 marzo, a mezzogiorno, Pisa sarà già nel 2016: l’inizio del nuovo anno sarà indicato da un raggio di sole che, entrando nel Duomo da una finestra della navata centrale, andrà a colpire un uovo di marmo situato sul lato opposto della chiesa, sul pilastro accanto al pergamo di Giovanni Pisano. Il Capodanno pisano cade infatti il 25 marzo, secondo il calendario adottato dall’antica Repubblica marinara pisana a partire dal 985 (anno del primo documento ufficiale datato in “stile pisano”) e rimasto in vigore fino al 1749, quando il granduca Francesco I di Lorena decise che tutta la Toscana, secondo il calendario gregoriano, sarebbe entrata nell’anno 1750 a partire dal 1° gennaio successivo.

Il calendario pisano fu usato nei territori che facevano parte della Repubblica di Pisa, per esempio anche nelle lontane città di Azov (sulla foce del Don) e Costantinopoli, dove i pisani furono i soli occidentali a potersi stabilire, insieme ai veneziani.

L’adozione del calendario coincideva con l’espansione della Repubblica marinara, culminata nel secolo XII e diminuita dopo la sconfitta patita, a opera dei genovesi, nella battaglia della Meloria (agosto 1284) anche se la Repubblica pisana rimase indipendente fino al 1406. L’inizio dell’anno pisano era fissato Ab Incarnatione Domini, ovverosia a partire dall’Annunciazione e, quindi, dalla Incarnazione (il concepimento) di Gesù: 9 mesi prima del 25 dicembre, giorno della sua nascita.

Il 25 marzo si terrà il tradizionale corteo storico fino al Duomo, dove sarà celebrata la Messa che terminerà a mezzogiorno. La settimana precedente e la successiva ci saranno eventi e iniziative culturali alle quali si unirà anche la sezione pisana dei soci di Unicoop.

Il Capodanno pisano segna l’inizio dei festeggiamenti che culmineranno più avanti, con il “Giugno pisano”, in particolare con la Luminaria di San Ranieri (16 giugno) e con il Gioco del ponte, l’ultimo sabato di giugno, preceduto dal corteo storico con oltre 700 figuranti. «Il Capodanno pisano - dice Silvia Panichi, saggista e traduttrice, ex assessore alle Iniziative e istituzioni culturali, Beni culturali e Sistema museale di Pisa - è stato riscoperto per iniziativa di pochi cittadini più colti, ma il 25 marzo è diventata una data che tutti hanno a cuore e attorno alla quale l’entusiasmo aumenta ogni anno. L’auspicio è che anche col Capodanno pisano succeda ciò che avviene con il “Giugno pisano” e con il Gioco del ponte, eventi per i quali le persone lavorano tutto l’anno».

Un libro per i ragazzi

Al Gioco del ponte è dedicato il libro della scrittrice pisana Valeria Tognotti, intitolato Il Gioco del Ponte spiegato ai ragazzi, edito da Felici Editore. Il Gioco del ponte è una manifestazione storica rievocativa in cui le “Magistrature”, cioè i quartieri storici di Pisa, si sfidano, suddivisi in Mezzogiorno e Tramontana, sul Ponte di mezzo. Vince chi spinge un grande e pesante carrello, posto su appositi binari, dalla parte degli avversari.

Valeria, 40 anni, è “ghostwriter” (scrittrice per conto di altri) lavora per i contenuti editoriali di web e conduce un programma che parla di libri, in onda ogni mercoledì sul canale 94 del digitale terrestre (Telecentro 2). «Ho lavorato come educatrice - dice Valeria - e scrivevo sulla rivista trimestrale “Bambino sarai tu!” di Barbara Sarri. Grazie a questa rivista, sono stata contattata da alcune persone dell’associazione Amici del gioco del ponte. Ci siamo resi conto che, nonostante ci fossero opere che, fin dal ‘700, parlano del Gioco del ponte, non c’era niente che ne spiegasse ai bambini le regole e il significato.

Per la scrittura ho avuto la consulenza dello storico Vito Ardito e ho letto i libri del professor Alberto Zampieri, di Paolo Gianfaldoni e di Virgilio Salvestrini. Il libro, con le illustrazioni di Giulio Peranzoni, è scritto come un racconto avventuroso, per cui ci si appassiona alle vicende del popolo pisano come fosse l’eroe di un romanzo e allo stesso tempo si può imparare la storia e la tecnica del Gioco».

Le intervistate: Silvia Panichi,  ex assessore alle Iniziative e istituzioni culturali, Beni culturali e Sistema museale di Pisa; Valeria Tognotti, scrittrice

Inizio dell’anno in stile pisano, 25.03.14 - durata 5’ 06’’