Corsi per incisione e litografia alla storica stamperia e scuola d’arte Il Bisonte

Scritto da Francesco Giannoni |    Maggio 2016    |    Pag. 11

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Simone Guaita davanti a un torchio per la stampa - Foto F. Giannoni

Arte e collezionismo

«Lo confesso: non ci credevo». Simone Guaita illustra il successo delle attività organizzate per i bambini da Il Bisonte, storica stamperia e scuola d’arte fiorentina: corsi estivi, invernali, il sabato mattina, il fine settimana.

«Ai piccoli, e spesso anche ai grandi, manca la grammatica base dell’arte. Con la nostra attività educhiamo all’arte, coinvolgendo tanti bambini, dalla prima elementare alla terza media: poca teoria e subito la pratica, con l’incisione su lastra di metallo».

«Qui i bambini incidono fantasie e progetti - continua Guaita -. Ma è una conquista: il metallo è un elemento poco lavorabile; invece, con relativa facilità ci fanno disegni che poi stampano». Più passano il tempo, con un minimo di fatica, più si divertono: «la prima incisione viene un po’ stortignaccola, la seconda prende forma, nella terza gli facciamo mettere un fondino colorato, poi ci stampano il loro nome con i caratteri mobili: il bambino non ci crede che è proprio lui l’artefice di tutto, non è abituato alla manualità e non pensava di poter ottenere tali risultati, lui, un bambino». Che soddisfazione!

E si educa al bello, senza la pretesa di voler trovare l’artista.

Si educa anche ai materiali: «che l’oggetto industriale sia il meglio possibile è solo un mito, e l’incisione lo fa capire. La carta industriale dei quaderni è cartaccia, quella da incisione è pregiata, a base di fibra di cotone, soffice e resistente. Lo stesso inchiostro va fatto con olio di lino e pigmenti naturali. Tutto è artigianale. Il bambino scopre che il supporto su cui lavora non è banale e lavora con un’altra consapevolezza».

Momento culminante, la stampa dell’opera con il torchio (due rulli fra cui passa il piano su cui poggiano la lastra incisa e il foglio su cui apparirà l’opera).

«I bambini sul torchio si divertono da matti, anche perché somiglia al timone di una nave».

Lo girano da soli e, quando la lastra passa fra i due rulli facendo resistenza, sai che strilli! Così, imparano a valorizzare non solo quel che fanno, ma anche il lavoro altrui. Con il corso capiscono com’è difficile l’arte e quanto vale.

Da tutto questo nasce l’iniziativa “Giovani collezionisti di stampe d’arte”, parallela ai corsi, per avviare i bambini ad apprezzare la collezione d’arte, che è un po’ uscita dalle nostre vite.

«Il meccanismo - precisa Guaita - è simile a quello del supermercato: frequentano un corso, una mostra, piccole iniziative del Bisonte, quasi tutte gratuite, e ricevono un timbro su un libretto consegnato all’iscrizione. I timbri raccolti sono “spesi” in due mostre organizzate per “comprare”, senza spendere soldi veri, incisioni donate dagli studenti dei corsi di specializzazione della nostra scuola».

Ma anche artisti affermati si prestano al gioco; al prossimo “Giovani collezionisti” parteciperà Clet, il maestro di street art che reinventa i segnali stradali. Così, il bambino che accumula tanti timbri può puntare all’opera dell’artista di cui ha sentito parlare.

Quando vengono le classi in visita a Il Bisonte, Guaita chiede se ci sono giovani collezionisti: per chi lo è, è un’emozione e un vanto alzare la mano e dire “sì”. Ed è fonte di stupore per gli altri sentire un adulto che chiama collezionista d’arte un loro compagno.

«Che ci guadagno? Educo al collezionismo i futuri adulti. Del resto alle mostre vengono anche i genitori, magari comprano un’incisione. La grafica non costa molto: dai 100 ai 150 euro a foglio per un giovane artista. Sono cifre ragionevoli, uno smartphone costa molto di più e non è prezioso come un oggetto d’arte».

Quindi, a giugno, tutti al corso estivo per bambini e alla II edizione della mostra per Giovani collezionisti.

Info: tel. 0552342585, www.ilbisonte.it/bambini/young-collectors/ oppure www.ilbisonte.it/bambini/corso-estivo-per-bambini /

Il Bisonte / Fra arte e parte

Maria Luigia Guaita, pisana del 1912, visse per dieci anni all’ombra della Torre, e per quattro a quella della Mole, a Torino.

Nel 1926 giunse a Firenze. Il fratello Giovanni la introdusse nel gruppo antifascista di Codignola, Pieraccini, Agnoletti.

Membro di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione, collaborò con Carlo Ludovico Ragghianti, capo partigiano sui generis: in piena missione, si fermava a vedere un affresco in una chiesa; i suoi uomini divenivano la sua classe per una lezione di storia dell’arte. Questo lasciò in Maria Luigia segni ben radicati.

Nel 1959, fra le rare donne capitane d’impresa, fondò la stamperia Il Bisonte, acquisendo lastre, torchi e tecnici dell’Istituto Geografico Militare, che stava passando a sistemi di stampa più moderni.

Al Bisonte convergeranno i più grandi artisti dell’epoca, da Soffici a Moore, da Giò Pomodoro a Magnelli, Severini e Carrà. Solo per citarne alcuni.

Litografia: segno sulla pietra. I primi segni sulla pietra l’uomo li ha lasciati nelle grotte di Altamira e Lascaux: fra gli animali disegnati, il bisonte; pacifico ma combattivo, fu scelto da Maria Luigia Guaita come simbolo della sua stamperia.


L’intervistato:

Simone Guaita

Presidente della Fondazione Il Bisonte – Centro per lo studio dell’arte grafica

Video


Notizie correlate

Freda sul set con katharine hepburn

Artigiano della bellezza

Francesco Freda, 60 anni da truccatore per il cinema.

Photogallery

Piero dei lunghi coltelli

Da artigiano "raccoglitore" ad artista

Photogallery

Nel segno di Leonardo

Dalle abili mani di un artigiano campigiano rinascono i modelli del genio di Vinci Una mostra permanente in piazza Signoria