La riscoperta dei balli tradizionali. Il ballo come terapia antistress

Scritto da Rossana De Caro |    Gennaio 2015    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Alessandro lippi  maestro di ballo di spazio danza  e sofiya aksenchyc durante una gara
Alessandro Lippi maestro di ballo di spazio danza e Sofiya Aksenchyc durante una gara

Che sia il cha cha cha, la rumba o il tango, ballare fa bene, in primis all’anima, e poi al corpo e alla mente. Il fisico diventa più elastico e tonico, i muscoli si sciolgono e si rilassano, volano via le tensioni accumulate, si diventa più coordinati e armonici, la testa si alleggerisce, si liberano le endorfine, ci sentiamo bene, i pensieri divengono lievi e l’ansia si dissolve fra un passo, una giravolta, un pivot, uno chassè…

Ballo quindi uguale benessere e anche divertimento. Non è un caso che le scuole di ballo prolifichino un po’ ovunque e che gli aspiranti ballerini si moltiplichino: bambini, giovani, maturi, fino ai maturissimi, perché il ballo non ha età. A Firenze sono davvero tante le scuole dove si impara a ballare. A Sesto Fiorentino c’è Spazio danza club Quinto blu, gestito da un gruppo di insegnanti giovani e tosti, tutti campioni di gare internazionali.

Moreno Lippi presidente Spazio danza club Quinto blu (Sesto Fiorentino)
L'intervistato, Moreno Lippi presidente Spazio danza club Quinto blu (Sesto Fiorentino)

Fra questi c’è anche Sara di Vaira insegnante di ballo nel programma Ballando con le stelle di Rai uno, che un po’ di tempo fa ha portato ad allenarsi a Sesto anche Ron Moss, il bellone di Beautiful, all’epoca uno dei partecipanti alla trasmissione Rai. «L’interesse per il ballo - ci spiega Moreno Lippi, presidente di Spazio danza - è cresciuto verso la fine degli anni ’90, grazie anche a una trasmissione televisiva (Campioni di ballo) che portò alla ribalta la danza sportiva e i ballerini, scatenando una vera e propria danzamania. Prima si insegnava a ballare nei circoli, ora ci sono le scuole a “tempo pieno”. Inoltre il ballo è scacciapensieri, libera la mente come nessun’altra cosa al mondo, ti porta in una dimensione magica, lontana dal tran tran quotidiano».

Sara Di Vaira

Quali sono i benefici del ballo?

«Prendere coscienza del proprio corpo nello spazio, controllare i propri movimenti, ci fa sentire più sicuri, più in armonia con noi stessi. Inoltre il ballo aumenta l’autostima e la percezione personale, porta un miglioramento generale, fisico e psicologico. Uno si tiene di più e si mantiene in forma, per proporsi al meglio. C’è anche un accrescimento della cultura musicale, per ballare non basta solo ascoltare la musica ma si deve seguire il ritmo. Inoltre fa bene alla salute, brucia i grassi, migliora la postura e la rende più elegante».

C’è una fascia d’età particolarmente incline a questi balli?

«In generale si può dire che per i balli da sala, si va dai 50 anni in su, anche se non mancano coppie più giovani. Per i balli caraibici, più impegnativi anche fisicamente, l’età è più bassa. Pochi i ragazzi perché da noi manca una cultura in questo senso, il ballo viene considerata perlopiù una disciplina femminile».

Più coppie o single?

«In genere per il ballo da sala vengono coppie già formate, per i balli di gruppo anche persone sole, molte donne. Il ballo apre alla socializzazione, rende più aperti ed entusiasti. Per la coppia è quasi una terapia, per entrare più in sintonia con l’altro, ed ecco allora che, petto contro petto, mano nella mano, s’instaura una nuova armonia e complicità. Anche se i passi si fanno individualmente, si balla insieme, come nella vita di coppia».

Insegnate anche a persone diversamente abili?

«Sì, abbiamo anche allievi non vedenti o in sedia a rotelle, che si preparano per delle gare, e sono davvero sorprendenti per i risultati ottenuti. La danza è per loro una spinta in più, una motivazione importante per affrontare meglio la vita».

(Info: http://www.clubquintoblu.it; via di Rimaggio 145/interno 12, 50019 Sesto Fiorentino (FI); 0554252072; 3333093781; clubquintoblu@gmail.com )

L'intervistata, Cecilia Cambi allieva di Tango sognato, Centro sociale ex Emerson Firenze
L'intervistata, Cecilia Cambi allieva di Tango sognato, Centro sociale ex Emerson Firenze

Tango sognato (e autogestito)

Sempre a Firenze, al Centro sociale ex Emerson, s’impara il tango in modo autogestito. Chiediamo come funziona a Cecilia Cambi, che da qualche anno frequenta questo corso nato nel 2008. «Le lezioni sono completamente gratuite e autogestite – ci racconta Cecilia. Abbiamo due insegnanti Beatrice e Marco che ci seguono; il corso è due volte la settimana e ci sono diversi livelli, da principianti ad avanzati. In tutto, il gruppo è formato da circa 150 persone, dalle 5 coppie iniziali».

La scuola si chiama Tango sognato e, grazie all’entusiasmo e alla partecipazione degli allievi, molte cose sono state fatte: «abbiamo realizzato una bella pista da ballo con parquet riciclato, infatti è di colori diversi, abbiamo anche comprato una enorme tenda che in inverno ci ripara dal freddo e che copre quasi tutta la pista da ballo. Ci autofinanziamo, facendo delle serate aperte al pubblico. In genere una serata al mese, detta la milonga, la sala si trasforma con sedie e tavolini, l’entrata è gratuita.

C’è il bar e a volte si può anche mangiare a prezzi popolari. In questo modo ci autofinanziamo per le spese di materiali, luci, detergenti per le pulizie, computer etc. Decidiamo, in assemblea tutti insieme, le cose da fare, siamo volontari e contribuiamo tutti a tenere aperto il bar o a fare le pulizie, in un’ottica di condivisione».

È un corso poco convenzionale: «il tango qui non è solo un semplice ballo ma piuttosto un modo per comunicare, conoscersi, ascoltarsi reciprocamente; viene fuori la natura popolare e comunicativa tipica delle origini di questo ballo». «Balliamo il tango milonguero - spiega Cecilia - un tango particolare, dove c’è un contatto stretto fra i ballerini e si crea un feeling intenso che si esaurisce nel tempo del ballo. Il tango è fatto di regole e sguardi, d’intesa, di guida e di “abbandono”».

È l’antico gioco delle parti fra uomo e donna, vecchio come il mondo ma sempre attuale.

Le milonghe dei lavoratori

Tre appuntamenti gratuiti, 19, 21 e 23 gennaio al Csa Ex Emerson di Firenze, con inizio alle 20

Info: 3331148968; www.csaexemerson.it

Ballando ballando - Il tango per stare in forma. Dal canale www.sussurridellanatura.it - 15.11.14 - durata 43’’