Il progetto Tum Tum a sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie Onlus

Scritto da Sara Barbanera |    Dicembre 2015    |    Pag. 4,5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Andreina G. Carpenito, maestra mosaico Arezzo

Andreina G. Carpenito, maestra mosaico Arezzo

Il Cuore si scioglie

Fra il dire e il fare, c’è in mezzo un mondo di volontari e di parole che diventano fatti e risultati di un anno di solidarietà: per raccontarli e per promuovere i progetti 2015/2016 della Fondazione Il Cuore si scioglie, dal 14 al 20 dicembre le sezioni soci saranno presenti nei supermercati Coop con punti informativi e di raccolta fondi: chi non è nuovo di generosità, sa già che questo è il periodo in cui si accavallano mercatini, cene, serate a tema per la Fondazione, organizzate non solo per contare i risultati, ma per allargare la rete e stringersi intorno alle idee da condividere.

Tappa per tappa

Idee e progetti, come il “Tum Tum”, che per il terzo anno sosterrà la campagna del Cuore con la partecipazione di ben diciotto sezioni soci, guidate dalle designers Barbara e Claudia Guarducci: dalla Valdiserchio alla Valtiberina, i volontari hanno esplorato le tipicità del territorio per dare vita alle creazioni che verranno offerte ai banchini, a fronte di un contributo per la Fondazione.

Oltre trecento volontari, nove mesi di lavoro, venti tipi di manufatti e altrettante competenze artigiane per una collezione di tremila esemplari, tutti diversi perché realizzati a mano da esperti e non, di arti e mestieri di ogni genere: chilometri di filo, chili di stoffa, cioccolato, farine per dolci, vetro nuovo e riciclato, lana e bottoni. E, ancora, carta velina ed etichette, e nastri per confezionare il tutto che è già pronto per popolare i banchini delle sezioni soci.

Artigianato, tradizione, creatività e recupero, mestiere e passione, gruppo e impegno: oltre alle buone parole, il progetto ha visto scorrere ore di chiacchiere in compagnia, teglie di schiacciata e vassoi di dolci per la pausa merenda nei pomeriggi di lavoro, come racconta Angela, volontaria di Cascina:

«siamo in tante, nonne e giovani, appassionate di ricamo che è tecnica, fantasia ed è fare: fare è una parola importante, perché mette insieme la gente come noi che si ritrova per il piacere di farlo e senza niente in cambio se non la compagnia, un caffè e la soddisfazione del risultato».

E così anche Giuliana di Pontedera:

«cioccolatini, cappelli di lana, lanterne di vetro, borse, porta-pigiami, fino al mosaico e agli oggetti in argilla, gesso e vimini, ognuno ha fatto un pezzetto. “Tum Tum” ci ha fatto incontrare: chi non sapeva ha imparato, chi sapeva ha insegnato. Scambio, insomma, che è il principio di ogni buona amicizia».

E, per tutti, la soddisfazione per il risultato, come commenta Lia, volontaria di Sesto Fiorentino:

«certe cose hanno un valore che non si può tradurre in un prezzo: la voglia di fare qualcosa per gli altri non si vende e non si compra, ma può fare una grande differenza».

Non solo numeri

Perché c’è una storia dietro ogni cosa e dietro ogni numero: con questo messaggio si è aperta a novembre la campagna della Fondazione che, quest’anno, ha messo al centro le storie di migranti arrivati in Italia da tante parti del mondo: le origini, la necessità di migrare, il primo impatto e la vita ora. Sono storie del nostro presente che i protagonisti hanno raccontato nel corso di 40 incontri nelle scuole, nelle sezioni soci e nei circoli di tutta la Toscana.

Il calendario di eventi è stato realizzato in collaborazione con l’alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e l’associazione bolognese Cantieri meticci, che promuove laboratori di teatro rivolti anche a richiedenti asilo e rifugiati. Il tour ha raccontato i fatti che vediamo ogni giorno e i perché che non conosciamo, di chi lascia il proprio paese non in cerca di fortuna o lavoro, ma per mettere in salvo la propria vita e quella dei propri figli, come spiega Cristina Franchini, responsabile relazioni esterne dell’alto Commissariato:

«abbiamo sostenuto questa iniziativa della Fondazione Il Cuore si scioglie perché ha valorizzato tre parole fondamentali: ascolto, comprensione e condivisione. L’ascolto dell’aspetto umano di queste storie di migrazione forzata messe a disposizione con generosità da parte dei rifugiati e presentate con il supporto di persone esperte, che ne chiariscono gli aspetti oggettivi, con dati e informazioni precise. Comprensione dell’altro e dei motivi che spingono alla migrazione: da qui nasce poi la condivisione, di esperienze e di problemi, che porta a una percezione diversa dei rifugiati. Siamo abituati a vedere le stesse immagini, attraverso un racconto mediatico spesso approssimativo. Invece capire e usare le parole giuste è fondamentale: dietro ogni persona c’è una storia e comprenderla è la chiave per superare il pregiudizio e recuperare un po’ di umanità».

Il senso è tutto nella battuta di Mor Amar, uno dei rifugiati che ha partecipato all’iniziativa:

«racconto che sono un immigrato, sì, ma anche che sto lavorando, pago le tasse, ho scritto un libro e posso essere parte della società: faccio conoscere la mia storia perché chi la ascolta non abbia più paura dell’uomo nero».

Info

Le creazioni Tum Tum saranno presenti nelle sezioni di Agliana, Arezzo, Barberino di Mugello, Cascina, Colle di Val D’Elsa, Empoli, Figline Vldarno-Rignano sull'Arno, Firenze sud ovest, Fucecchio, Lucca, Pisa, Pontedera, Prato, San Giovanni Valdarno, Sesto Fiorentino, Valdiserchio-Versilia, Valtiberina, Volterra Valdicecina.

Progetti e adozioni

Anche quest’anno sarà possibile sostenere le adozioni a distanza e i progetti della Fondazione: le informazioni su come donare sono disponibili nell’opuscolo allegato all’“Informatore” di dicembre.