Tarocco, Sanguinello e Moro, le arance tipiche della Sicilia orientale

Scritto da Francesco Giannoni |    Gennaio 2010    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Furono gli Arabi a portare gli agrumi in Sicilia al tempo della loro dominazione sull'isola (IX-XI secolo). Oggi la zona maggiormente vocata alla coltura delle arance, è quella delle colline e della pianura intorno all'Etna, con migliaia di ettari di agrumeti. Un riconoscimento in merito è venuto dalla Comunità europea che l'ha dichiarata zona di produzione dell'Indicazione geografica tipica (Igp) arancia rossa.

Le varietà più diffuse sono la Moro, la Sanguinello e soprattutto la Tarocco, considerata l'arancia principe per l'ottimo equilibrio fra la parte zuccherina e quella acida: è un equilibrio che si sente in bocca e ci fa passare il nervoso in una giornata fredda e uggiosa. Proprio la parte centrale dell'inverno è il momento culminante della maturazione della Tarocco la cui raccolta inizia a dicembre e si protrae fino a metà maggio.

La campagna agrumaria in corso sembra dare arance di qualità eccellente, con una prevalenza di arance medio-piccole. La quantità sembra essere tornata a livelli normali, dopo la carenza nella produzione dell'anno passato. Quindi anche i prezzi dovrebbero essere bassi.

L'arancia rossa è uno dei patrimoni agricoli e alimentari della Sicilia. Altrove, infatti, la sua coltura è difficile. Gli inverni miti e assolati riscaldano notevolmente il terreno lavico del catanese, che cede alle piante il calore durante il giorno, giungendo a temperature prossime allo zero durante la notte. Questa notevole escursione termica, proprio nel periodo della maturazione delle arance, è la causa della loro pigmentazione, cioè del colore rosso della polpa e parzialmente anche della buccia (una festa di colori). Altrove, infatti, la Tarocco non pigmenta.

Ma è proprio la pigmentazione uno dei segreti della salubrità delle arance; più sono pigmentate (cioè più sono rosse), più sono ricche di antociani che, oltre a dare colore e gusto, hanno ormai note capacità antiossidanti e antiradicaliche: ci proteggono dalle modificazioni cellulari (cioè dai tumori) e dall'invecchiamento.

E se possiamo pensare che le arance da spremuta siano di serie B, è bene sapere che da un punto di vista organolettico non è così. Solo che il consumatore percepisce i frutti più grandi come migliori, quindi il produttore e il venditore destinano quelli più piccoli (o quelli "deformi", non rotondi) alla spremuta.

Oltre agli antociani, tutti sappiamo che l'arancia è ricca di vitamina C, di cui (e questo forse non tutti lo sappiamo) l'arancia rossa di Sicilia è più ricca per circa il 20% rispetto agli altri agrumi. Questa vitamina non solo ci tiene lontani da un banale raffreddore, ma disintossica l'organismo, protegge il cuore e il sistema cardiovascolare, previene la gastrite e l'ulcera.

E che dire della vitamina P che aumenta l'elasticità e la robustezza dei vasi sanguigni? Infine l'arancia (ma le qualità di questo frutto sono molte altre), è relativamente scarsa di zuccheri, per cui anche i diabetici possono gustarsela con una certa tranquillità.

Oranfrizer
Non solo agrumi

Questa azienda, leader italiano, ma non solo, nella produzione e nella trasformazione di agrumi, è stata fondata nel 1962 a Scordia, in provincia di Catania. Il gruppo occupa circa 100 dipendenti, e attiva un indotto di oltre 250 persone. Ha vissuto numerose trasformazioni e ingrandimenti. Ma la freschezza e la genuinità del prodotto sono sempre le stesse di una volta: arrivato l'ordine da parte del cliente, le arance, raccolte appena il giorno prima, arrivano a destinazione in 36 ore.

Nel 2001 è stato inaugurato un nuovo modernissimo impianto per la lavorazione dell'ortofrutta. Oranfrizer, infatti, non produce solo agrumi, ma anche angurie e meloni, pere cosce e fichi d'India, pesche tardive (che a settembre-ottobre sostituiscono quelle romagnole, ormai terminate), patate e pomodorini; questi ultimi, essendo coltivati in campo e in serra, sono disponibili tutto l'anno.

Ringraziamo delle informazioni il signor Salvo Laudani, responsabile marketing di Oranfrizer.


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