Contro il cancro nuovi farmaci. A Siena un centro medico d’avanguardia

Scritto da Olivia Bongianni |    Giugno 2016    |    Pag. 45

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Disegno di Lido Contemori

Tumori

È la quarta arma a disposizione contro il cancro, che si affianca a chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Stiamo parlando dell’immunoterapia oncologica, nuova frontiera nella lotta contro il tumore.

Abbiamo intervistato il professor Michele Maio che, dopo una lunga esperienza prima negli Stati Uniti e poi in Friuli-Venezia Giulia, è oggi direttore dell’Immunoterapia oncologica del Policlinico Le Scotte di Siena, centro di avanguardia dove ogni giorno si sperimentano cure innovative per contrastare questa malattia.

Professor Maio, che cos’è l’immunoterapia oncologica?

«È una strategia terapeutica che utilizza farmaci, completamente diversi da quelli chemioterapici convenzionali, che attivano le difese del paziente malato di tumore, facendo sì che sia lo stesso sistema immunitario a tenere sotto controllo la progressione della malattia».

Un approccio terapeutico innovativo dunque, ma quanto è recente?

«Già a fine Ottocento cominciava a circolare l’idea che attivare il sistema immunitario potesse essere utile nel tenere sotto controllo la progressione di un tumore. Nell’ultimo secolo, attraverso alti e bassi, non si era però riusciti a dimostrare realmente il potenziale di questa strategia. Negli ultimi tre-cinque anni si sono invece ottenuti risultati molto significativi, che dimostrano come in alcuni tipi di cancro l’immunoterapia funzioni più della chemioterapia: sia perché, attraverso la ricerca, si sono capiti meglio i meccanismi di interazione fra sistema immunitario e tumore, sia perché abbiamo avuto a disposizione nuovi farmaci che stanno dando riscontri importanti. Ad esempio per il melanoma cutaneo, fino al 2011 non c’era nessun farmaco in grado di migliorare la sopravvivenza dei pazienti, invece adesso ci sono tre farmaci immunoterapici che si sono rivelati più efficaci della chemioterapia nel prolungare la sopravvivenza in maniera statisticamente rilevante » .

Quante sono le sperimentazioni in corso a Siena presso la struttura che lei dirige?

«Oggi sono attive 42 sperimentazioni cliniche su differenti tipi di cancro, in diverse fasi e con almeno dieci farmaci immunoterapici nuovi, che ci danno la possibilità di applicare l’immunoterapia alla stragrande maggioranza dei tumori solidi. Il centro di Siena, nato come scommessa nel 2004, è l’unico in Italia con una forte focalizzazione sulla ricerca clinica, in cui le competenze di medici, infermieri, biologi, psicologi sono incentrate sull’immunoterapia e in regime di day hospital. Abbiamo studi e farmaci nuovi più promettenti rispetto a quelli comunemente a disposizione. Nel 2015 abbiamo visto oltre 1000 nuovi pazienti, metà dalla Toscana e metà da fuori regione: il 72 per cento di quelli che potevano fare terapia da noi è stato inserito in una sperimentazione clinica, una percentuale molto elevata».

Questo tipo di cure ha effetti collaterali diversi rispetto alla chemioterapia?

«Si possono avere diarrea, prurito, alterazione della funzionalità epatica, però sono effetti collaterali che conosciamo bene e riusciamo a tenere sotto controllo».

Quali sono i prossimi obiettivi e sfide nella lotta alla malattia?

«Innanzitutto aumentare la sopravvivenza a lungo termine (5-10 anni) dei pazienti. Poi far sì che i risultati avuti per il melanoma cutaneo si possano ottenere per altri tipi di tumore. Infine, capire meglio come combinare o sequenziare i farmaci per accrescerne l’efficacia. Recentemente l’immunoterapia ha iniziato a dimostrare, anche in altri tipi di tumore come il cancro al polmone legato al fumo, di poter migliorare la sopravvivenza in pazienti che hanno già fallito un trattamento chemioterapico. Questo è importante perché nel nostro Paese si contano circa 1500-1700 nuovi casi di melanoma l’anno, mentre per il cancro al polmone i numeri sono 4 volte superiori. È di poche settimane fa la notizia che anche in Italia è disponibile attraverso il sistema sanitario nazionale un farmaco immunoterapico per il trattamento del cancro del polmone che accresce la sopravvivenza dei pazienti rispetto alla chemioterapia anche in questo tipo di tumore».


L'intervistato

Michele Maio, direttore dell’Immunoterapia oncologica del Policlinico Le Scotte di Siena

Video


Notizie correlate

Dal Pap test al test Hpv

Screen per il tumore della cervice uterina


Donne in canoa

Un equipaggio tutto al femminile per la riabilitazione dopo un tumore al seno


Cancro: una sfida aperta

Conoscere e combattere i tumori. Incontri e laboratori


Quel bicchiere in più

Un fenomeno assai diffuso anche tra i giovanissimi. La dipendenza ha effetti tossici su organi vitali e provoca tumori

Video

Il sorriso di Tommasino

Raccolta di fondi contro i tumori infantili. Il taxi di Caterina