Come “invecchiare” bene. Regole e stile di vita

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2013    |    Pag. 44

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

L’invecchiamento: è fisiologia o patologia? Gli esperti sono divisi. Certamente è un processo che interessa tutte le forme viventi, essendo conseguenza di un “difetto” originale che, secondo le Scritture, subito si manifestò nel Paradiso terrestre e portò alla constatazione che l’uomo, come tutte le cose imperfette, era destinato a invecchiare e morire.

Intimamente connesso con i meccanismi stessi della vita, l’invecchiamento non comincia con l’età anziana ma, paradossalmente, mostra i suoi primi effetti anche prima dei 30 anni.

Infatti, come tutti i fenomeni naturali dell’organismo, avviene lentamente; pertanto è difficile accorgersi delle modificazioni che avvengono nel nostro corpo (ci aiutano analisi di laboratorio, con la ricerca dei così detti “biomarcatori di invecchiamento”).

Senza questi aiuti cominciamo ad accorgerci che stiamo invecchiando solo quando compaiono i primi capelli bianchi e le prime rughe, che però non sono le alterazioni senili più gravi del nostro organismo.

Ma quando comincia la terza età? Per convenzione si poneva il limite dei 65 anni (dall’osservazione dell’aumento del rischio di ricovero in ospedale), ma con il migliorare dello stato di salute della popolazione, potremmo spostare avanti di anni questa soglia per la grande maggioranza degli individui.

Anziani ma non troppo invecchiare beneCerto è che prima o poi compaiono i segni del decadimento di tutte le funzioni del nostro corpo che si manifestano, ad esempio, con una diminuzione della forza muscolare, della velocità delle reazioni motorie, e anche con la comparsa della osteoporosi.

Attenti però! Questi segni non sono frutto solo dell’invecchiamento: il decadimento della funzione muscolare ed ossea è aggravato frequentemente da stili di vita sbagliati, quali la sedentarietà e l’alimentazione scorretta.

Per saperne di più abbiamo voluto sentire il parere del professore Ettore Bergamini, gerontologo di fama internazionale e fondatore del Centro di ricerca sull’invecchiamento dell’Università di Pisa.

Quando dobbiamo cominciare a pensare al “problema vecchiaia”?
«
Da quando cominciano a manifestarsi i suoi primi effetti, cioè a partire dai 25 - 30 anni. Occuparsene dopo significa accettare che il nostro corpo si carichi di lesioni che poi sarà molto difficile riparare.

Infatti, l’invecchiamento è un processo dovuto al progressivo accumularsi, in tutte le cellule e tessuti, dei danni causati dai radicali liberi prodotti dalla trasformazione delle sostanze nell’organismo e dall’ambiente esterno (luce solare, inquinamento da metalli, polveri sottili), e dall’imperfezione dei meccanismi che riparano questi danni e garantiscono la buona manutenzione delle cellule e dei tessuti».

Come si può contrastare questo processo?
«Adottando uno stile di vita salutare, - prosegue Bergamini - capace di assicurare all’organismo difese utili contro i radicali liberi e di favorire il buon funzionamento dei meccanismi di riparazione.

Cardini di questo sono la corretta alimentazione (quanto, cosa e anche quando si mangia) e l’attività fisica. La conclusione? È meglio imparare a mangiare correttamente e ad amare l’attività fisica fin dalla giovane età. Però chi non ha pensato precocemente alla terza età, non si deve scoraggiare: adottare uno stile di vita salutare è sempre utile, a tutte le età».

Che differenza c’è tra alimenti e nutrienti?
«Per molti, alimento e nutriente sono sinonimi, - puntualizza il nostro esperto - parole che indicano tutto ciò che mangiamo e beviamo ai fini del sostentamento fisico.

Ettore bergamini gerontologo anziani ma non troppo invecchiare beneAltri invece fanno una distinzione tra i due termini: usano cioè la parola “alimenti” per indicare i prodotti che troviamo in negozio o al mercato e compriamo per nutrirci (pasta, pane, carne, frutta, verdura ecc.), mentre chiamano nutrienti le sostanze chimiche utili in essi contenute: (proteine, lipidi, glucidi, vitamine e sali minerali).

In questa prospettiva gli alimenti sono dei “contenitori” che ci donano miscele di nutrienti che sono diverse da alimento ad alimento. Come ho spiegato nel libro L’arte della Longevità in buona salute, per una buona nutrizione e uno stile di vita salutare serve in primo luogo una scelta oculata degli alimenti da acquistare».

Quali sono i cibi da prediligere e quelli da usare con moderazione?
«La composizione in nutrienti dei singoli alimenti che troviamo in negozio o al mercato - aggiunge il professore - non corrisponde mai esattamente ai bisogni complessivi del nostro corpo. Per dare al nostro corpo tutto ciò che gli serve, occorre puntare sulla varietà».

Spesso l’anziano ha un reddito limitato; può influire su delle cattive scelte alimentari?
«Gli alimenti più utili non necessariamente sono i più costosi - afferma il professore -. Per fortuna i cibi più dispendiosi sono tra quelli che è bene consumare con moderazione (ad esempio la carne rossa) mentre gli alimenti che possono essere consumati in maggiore quantità, spesso sono più a buon mercato (cereali, legumi, frutta, verdura).

C’è qualche eccezione: ad esempio, il pesce è un alimento prezioso (è ricco di acidi grassi poli-insaturi), ma costoso. Però gli acidi grassi poli-insaturi che ci servono li possiamo avere anche mangiando due o tre noci.

Molto spesso i maggiori nemici della buona alimentazione dell’anziano sono psicologici e fisici: ad esempio, la solitudine, lo scoraggiamento e la perdita di cura per i propri bisogni o le difficoltà nel masticare e nell’inghiottire per problemi dentari».

Anziani ma non troppo invecchiare bene2In conclusione, la cosa più bella e importante è rimanere nella propria abitazione con i famigliari, quella che rende davvero una gioia impegnarsi con tutte le proprie forze per combattere l’invecchiamento e conquistare una vita lunga in buona salute.

Alimentazione e attività fisica

Una dieta varia, ricca di frutta e verdura, dovrebbe apportare quantità sufficienti di calorie, proteine, carboidrati, grassi insaturi, vitamine e minerali. Vi è consenso solo sull’utilità dell’assunzione di supplementi di Calcio (anche 1-1,5 g al dì), di vitamina D (soprattutto nella stagione invernale), di vitamina  B12 e di acido folico.

Sopra i 50 anni l’invecchiamento può far sì che aumenti il danneggiamento ossidativo delle cellule, e quindi può essere utile assumere preparati antiossidanti. L’attività fisica di intensità compatibile con l’età e le condizioni di salute è sempre utile, e va praticata con assiduità.

Aiuta a controllare la tendenza all’aumento del peso e all’accumulo di adipe con l’aumentare dell’età, migliora la tolleranza agli zuccheri, riduce la pressione arteriosa, riduce il rischio di tutte le malattie associate con l’età anziana e contrasta il processo di invecchiamento.

L’attività fisica aerobica, cioè il semplice camminare è il tipo di esercizio più semplice e sicuro, infatti gli esperti raccomandano di farlo ogni giorno, per almeno mezzora, di passo svelto.

  • Disegno di L. Cortemori
  • Nella foto a metà articolo l’intervistato: professore Ettore Bergamini, gerontologo


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