Oltre 56 mila i bambini che hanno preso parte ai corsi organizzati da Coop. L'esperienza di Riciclabilandia

Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 2005    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

«Non so più come fare: da quando ha fatto i vostri corsi non riesco più a buttare via niente», dice una mamma.
«Ho paura di fermarmi ai semafori perché approfitta di tutte le soste per contare i cassonetti», dice un'altra.
Saranno battute scherzose, ma in famiglia non passa mai sotto silenzio il fatto che un figlio sia coinvolto nei corsi di educazione al consumo di Unicoop Firenze dedicati all'ambiente.
Sono i più seguiti di tutti e quelli che più colpiscono la fantasia di chi li frequenta. I ragazzi hanno a che fare con il tema delle risorse scarse di questo globo terracqueo ("Acqua in bocca" e "Accadueò"), con il problema dei rifiuti ("Chi aiuterà Gino il netturbino?" e "U.g.o"), o con quello degli Ogm ("Cercasi geni disperatamente").
Talvolta sono temi lontani, di respiro internazionale o mondiale, qualche volta riguardano invece il proprio quartiere o la propria città.
Comunque vada, però, «gli studenti sono sempre coinvolti in laboratori dove si scopre la possibilità di agire e reagire per modificare comportamenti sbagliati», sottolinea la coordinatrice dei percorsi ambientali della Coop Meta, Simona Del Taglia .

Piccoli contadini
Sul tema della raccolta differenziata, i ragazzi hanno il loro bel daffare a costruire una mappa dei cassonetti nel tragitto fra la casa e la scuola. Sul territorio in realtà ce ne sono tanti, ma se ti guardi intorno con occhi distratti magari non riesci a vederne neanche uno.
E' un modo diverso di leggere il territorio, e lo mettono in pratica a Empoli o al Galluzzo, in prossimità di Firenze. A San Piero a Ponti invece gli studenti non se l'aspettavano, ma proprio accanto all'oasi del Wwf c'è una discarica, che li ha colpiti perché è molto diversa da quello che ci si immagina in genere, e hanno messo in programma di visitarla.
Poi c'è il rapporto con la terra e la lavorazione degli orti. Una pratica quasi sconosciuta ai ragazzi della città - Pisa, Prato, Firenze -, un po' più familiare nel Mugello o nell'empolese.
Con semi e piccole zappe a loro misura piantano e coltivano negli appezzamenti di terra di fronte alla scuola. «E sapete una cosa? Sembra impossibile, ma stranamente germina tutto».
Imparano, fra l'altro, che insalata e cipolle stanno bene insieme perché quest'ultime, con il loro odore forte, tengono lontani i parassiti.
Ma non finisce qui, perché attraverso questa accoppiata scoprono tutto il mondo delle cosiddette "piante consociate", quelle che si sostengono e si proteggono l'una con l'altra, e le usano per il loro orto "biologico".
C'è infine il grande tema dell'acqua su cui, fra le tante iniziative, c'è anche un gioco di ruolo. Divisi in squadre, da un grande catino centrale, devono travasarla in contenitori con una modesta ciotola. Rispettando le regole, però.
«Tu che hai preso tutta quell'acqua e la sprechi, sei come l'America». «Tu non ne hai affatto, sei un po' come l'Africa». Purtroppo il meccanismo lo capiscono sempre da soli, non è mai necessario spenderci troppe parole.

Ambientalisti in erba
Burattini dai rifiuti

Venti ragazzi delle scuole elementari sguinzagliati nell'Ipercoop di Sesto Fiorentino e nel supermercato di Figline imparano a diventare consumatori modello, grazie a un progetto della Provincia di Firenze.
Si chiama "Riciclabilandia", è arrivata al quinto anno di realizzazione e coinvolge circa un migliaio di ragazzi di 51 classi delle scuole elementari e alcune materne. L'esempio negativo classico è quello delle merendine: ben tre strati per arrivare al dunque.
Poi c'è la frutta fresca: meglio sceglierla direttamente e inserirla nei sacchetti ultraleggeri, piuttosto che mettere nel carrello quella preconfezionata con le vaschette. L'ideale positivo invece è Ecolo, il detersivo alla spina che consente di risparmiare plastica.
«Educare i bambini al rispetto dell'ambiente è importante nel processo di formazione di cittadini consapevoli, attivi e coscienti dei problemi della società e del territorio», dice l'assessore all'ambiente della Provincia di Firenze Luigi Nigi.
Per avere un'idea della questione rifiuti, basti pensare che ogni abitante dell'area fiorentina ne produce mediamente 670 chili l'anno. Una quantità che non può diminuire senza la riduzione degli imballaggi e la diffusione di prodotti riciclabili o riutilizzabili.
Con Riciclabilandia i ragazzi imparano a crescere in una città pulita e "compatibile". In classe riutilizzano i rifiuti creando dei paesaggi con scatole, tetrapack e sacchetti di plastica. Realizzano burattini con bottiglie rivestite di avanzi di stoffa e plastica colorata. E mimano in teatrini improvvisati un mondo diverso e più pulito. Che ancora non esiste in terra, ma non è detto che sarà sempre così.

RICICLABILANDIA
Scrivono i bambini

«Io me la immagino molto pulita. A Riciclabilandia non c'è smog e le piante possono respirare meglio».

«A Riciclabilandia dai fiorai si vendono solo fiori finti per non strapparli dal terreno».

«Se butti un rifiuto per terra ti vengono fatte multe salatissime. Nelle strade ci sono guardie per chi butta in terra i rifiuti e centinaia di spazzini pronti a spazzare».

«Di discariche ce n'è una al mondo ed è poco piena perché i cittadini di Riciclabilandia riciclano tutto quello che possono».

«In TV ci sono programmi come "Ricicla e riciclaggio"».

«Riciclabilandia è un mondo immaginario che però può diventare realtà».

Una classe ha così nominato alcune abitazioni e strade della città ideale: Casa del vetro riusato; Casa della lattina; via Rispetta la Natura; piazza Consuma meno.

I CORSI
Primo l'ambiente

In questo anno scolastico sono stati ben 56 mila 166 i ragazzi che hanno preso parte ai corsi di educazione al consumo consapevole di Unicoop Firenze e 2 mila 898 gli insegnanti coinvolti, dalle scuole per l'infanzia a quelle secondarie di gran parte della Toscana.

Fra le nuove proposte di quest'anno, un viaggio attraverso il mondo dei media, passato al setaccio per indagarne i meccanismi nascosti.
I corsi sulla comunicazione hanno raccolto il 14% dei consensi dei ragazzi, mentre anche quest'anno ambiente e alimentazione sono stati i temi più gettonati da studenti e insegnanti: rispettivamente il 37% e il 28% del totale.