Ippolito Desideri, gesuita pistoiese, che visse sul Tetto del mondo

Scritto da Valentina Vespi |    Novembre 2017    |    Pag. 39

Enzo Gualtiero Bargiacchi

Enzo Gualtiero Bargiacchi

Personaggi

C’era una volta un viaggiatore… Potrebbe cominciare così la storia della vita intensa, e allo stesso tempo sfortunata e semisconosciuta ai più, di Ippolito Desideri. Il gesuita pistoiese nacque nella città toscana nel 1684 e nel 1700, a sedici anni, entrò a far parte a Roma della Compagnia di Gesù dove venne scelto dal suo superiore per una difficile missione in Tibet, terra allora sconosciuta e considerata inaccessibile. Partì da Roma nel 1712 e, dopo un viaggio lungo quasi quattro anni durante il quale attraversò molte città del magico Oriente, arrivò a Lhasa. La relazione del viaggio di Desideri rappresenta un’opera importante, uno spaccato della realtà storica, geografica e antropologica di luoghi fino ad allora mai visitati così a fondo. Enzo Gualtiero Bargiacchi è uno dei massimi studiosi del personaggio settecentesco e l’ideatore sia del “Progetto Desideri” che del sito a lui dedicato, un lavoro minuzioso per rendere nota e accessibile a tutti la storia del gesuita.


Più noto all’estero che Italia

«Quando si parla di Desideri - spiega Bargiacchi - si parla di un grande personaggio trascurato per tanto tempo. È lui il vero rivelatore del Tibet: tre secoli fa ha fatto un viaggio straordinario, come dimostrano anche le affermazioni di orientalisti come Fosco Maraini o di esploratori come lo svedese Hedin, che riconoscono la grandezza dell’impresa di Desideri. Ha dato un contributo fondamentale in tanti ambiti: geografia, vita tibetana e pensiero buddista. Il suo manoscritto purtroppo, per una serie di vicissitudini storiche, ha subìto vicende incredibili, e a un certo punto se ne perse notizia». Nel mese di ottobre Pistoia ha ospitato anche un convegno internazionale che ha visto arrivare studiosi da tutto il mondo. Paradossalmente si può dire che c’è stato ed esiste tuttora nel mondo un interesse per la sua figura che in Italia ha tardato ad arrivare. Pensiamo ad esempio che la Harvard University Press ha tradotto in inglese l’opera di Desideri. «È stato l’iniziatore del dialogo tra religioni diverse - prosegue Bargiacchi -. Il Dalai Lama ha parlato di lui come di “pioniere del vero incontro e dialogo”; la vita di Desideri è contenuta nel viaggio, ha passato cinque anni in Tibet, ha studiato dal niente la lingua tibetana e ha approfondito la vita del paese. È stato testimone e descrittore degli avvenimenti centrali e storici della storia tibetana. Il cuore della sua opera è rappresentato, infatti, dall’essere presente nel momento di decisioni d’importanza storica: siamo ad inizio ‘700, proprio quando i cinesi si prendono il Tibet. Si può dire che ha assunto il ruolo dei nostri cronisti e inviati, e se ci pensiamo bene ancora oggi è storia attuale. Desideri fu costretto a rifugiarsi lontano, nel momento in cui arrivano i cinesi, perché compromesso con il re tibetano».


Cinque anni in Tibet

Ci sono episodi che raccontano bene la vita di Desideri, come racconta Bargiacchi: «Un episodio descritto anche da Maraini ci parla di Desideri che scrive un libro in tibetano e viene invitato in seduta solenne alla corte, dove sostiene con forza le sue idee. Conquista la simpatia dei tibetani, ha voglia di conoscere e rende noto in ogni momento il suo desiderio di apertura nel rapporto con gli altri e soprattutto la sua voglia di dialogo. Il suo pensiero negli anni è stato ripreso da filosofi e studiosi, è stato un anticipatore rispetto ai tempi che viveva e alla visione comune, ancora oggi le sue idee sono attuali e guardano avanti». Desideri fu costretto dalla Curia a lasciare il Tibet dopo cinque anni di permanenza, ma rimase tanti anni in India, per fare ritorno definitivamente a Roma quindici anni dopo la sua partenza. Non tornò mai più in Tibet e gli fu impedito di pubblicare i suoi scritti e parlare della sua missione nelle Indie Orientali. Morì a Roma nel 1733.


A Ippolito Desideri è dedicata la mostra “La rivelazione del Tibet”, fino al 10 dicembre a Palazzo Sozzifanti, via de’ Rossi 7, Pistoia


www.pistoia17.it

www.ippolito-desideri.net


Notizie correlate

Istituto Lama Tzong Khapa

Il Dalai Lama in Toscana

Viaggio alla scoperta dell’Istituto buddhista nelle campagne pisane

Photogallery

Ricordare il Nepal

La situazione è ancora drammatica. L’impegno di Oxfam Italia