Arriva l'acqua di sorgente. I vari tipi di minerale

Scritto da Isabella Puccini |    Giugno 2000    |    Pag.

Giornalista

Acqua di casa mia
Si fa presto a dire acqua. Ma in Europa ce ne sono almeno tre di diverso tipo: potabile, minerale e di sorgente, quest'ultima fresca fresca di nomina.
Una recente direttiva europea (la n. 83 del 1998) autorizza infatti le società e gli enti che gestiscono gli acquedotti a imbottigliare e vendere l'acqua di rubinetto, a patto che non sia stata trattata, ad esempio, con l'aggiunta di cloro. E' di fatto una nuova tipologia di acqua, disciplinata in Italia dal decreto legislativo 339 del 1999, destinata a liberalizzare il mercato. Chissà se riuscirà a scalfire il fatturato miliardario delle acque minerali, che nel nostro paese è perfino in crescita (dieci miliardi e mezzo di litri venduti e consumati nel '99, tre punti percentuali in più rispetto al '98).
L'acqua di sorgente è una specie di sorella minore della minerale, e una lontana cugina della potabile. Imbottigliata alla sorgente, non potrà per legge riportare in etichetta i possibili effetti sulla salute - come 'stimola la digestione' o 'può avere effetti diuretici' - e sarà facoltativo riportare in etichetta la composizione dei sali, che saranno meno variabili di quelli della minerale. La direttiva europea ne stabilisce poi precisi valori: parametri microbiologici (presenza di batteri), chimici (minerali, metalli, antiparassitari, ecc.), indicatori (torbidità, sapore, odore, ossidabilità) e una frequenza minima per sottoporre i campioni alle analisi.
In Italia esiste un forte pregiudizio negativo sull'acqua pubblica, ma in altre nazioni europee, come Francia e Belgio, l'iniziativa sta riscuotendo un buon successo commerciale, visto che il prezzo è molto più basso di quello di mercato.
'A Firenze abbiamo in progetto di aprire altri fontanelli, come quello già attivo all'acquedotto dell'Anconella - dichiara Paolo Coggiola, assessore ai Lavori pubblici del Comune - che eroghino acqua di alta qualità'. Ma in attesa di poter bere questa nuova acqua vediamo quali sono le caratteristiche della cara, vecchia minerale.

Un affare di Stato
Come tutte le acque superficiali e sotterranee, la minerale appartiene al patrimonio dello Stato. Il ministero della Sanità ne autorizza la commercializzazione e la legge (decreto legislativo n. 105/92) dispone il controllo dell'etichetta ogni cinque anni, e demanda gli altri controlli - della sorgente e degli impianti - agli organi sanitari locali. La prima caratteristica per sceglierne una piuttosto che un'altra è senza dubbio il gusto. Dipende soprattutto dalla mineralizzazione, ma anche dalla presenza o meno dell'anidride carbonica. Strano ma vero, ci sono assaggiatori professionali, dei veri e propri sommelier, che ne valutano le caratteristiche. Intensità del colore e dell'odore, presenza di gusti particolari (amaro, salato, frizzante) e sensazioni che in gergo si chiamano tattili (spigolosità, pesantezza, rotondità, untuosità, polverosità).
Il voto finale si basa poi sull'attraenza (brillantezza, limpidezza e perlage), franchezza (sensazione di puro, fresco e pulito, idea di sorgente) e gradevolezza (eleganza e raffinatezza dalle sensazioni gustative).
Ma per berne davvero una adatta alle nostre esigenze è opportuno, oltre che consultare il medico, leggere attentamente l'etichetta, che riporta le indicazioni della composizione chimica. La legge italiana distingue quattro categorie in base alla quantità e qualità dei sali contenuti.
Ci sono le minimamente mineralizzate, con sali inferiori ai 50 mg/l, indicate a scopo terapeutico e per la preparazione del latte in polvere.
Le oligominerali o leggermente mineralizzate, con sali non oltre i 500 mg/l. Sono il 56% delle acque presenti sul mercato italiano, le cosidette leggere, il cui effetto è quello di stimolare la diuresi.
Al terzo posto le minerali, con sali tra i 500 e i 1500 mg/l. L'uso quotidiano delle acque con oltre i 1000 mg/l di residuo fisso può portare ad un eccesso di sali nella dieta, gli esperti consigliano quindi di alternarle con le oligominerali.
Infine le acque ricche di sali minerali, con oltre 1500 mg/l di sali. Assolutamente sconsigliate per l'uso quotidiano, sono da consumare solo con il consiglio del medico.
Ultima curiosità: dal 2005 il nostro paese, come tutti gli altri dell'Unione Europea, dovrà pubblicare ogni tre anni una relazione sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Saremo quindi ben informati anche sull'acqua che esce dai rubinetti delle nostre case.

Si ringrazia il dottor Francesco Mantelli dell'Arpat di Firenze, per le informazioni e la collaborazione alla stesura dell'articolo