Guida ai dati che ne definiscono la qualità e che sono pubblicizzati nei punti vendita Coop

Scritto da Alessandra Pesciullesi e Monica Galli |    Gennaio 2013    |    Pag.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare, lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme a Monica Galli, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

L'Associazione nazionale cooperative di consumatori (Ancc) e la federazione delle aziende che gestiscono gli acquedotti, hanno deciso di diffondere nei punti vendita Coop i dati della composizione delle acque di rubinetto. Ci saranno locandine nel reparto acque minerali e nei video nello spazio soci dei super ed iper dell'Unicoop Firenze.

All'iniziativa hanno aderito gli acquedotti che coprono buona parte del territorio. I risultati pubblicati per ora sono di 29 comuni e riguardano le analisi di 10 parametri di tipo chimico per ciascun acquedotto.

Della maggior parte di questi si hanno dati relativi al 2011 e al primo semestre del 2012, mentre di alcuni acquedotti si hanno valori medi relativi ai singoli mesi di ottobre o settembre 2012.

Oltre alla pubblicazione dei parametri qualitativi dell'acqua, saranno distribuiti opuscoli descrittivi del significato di ciascun indice pubblicato. Insomma anche l'acqua di rubinetto avrà la sua "etichetta" come le acque in bottiglia.

In questo articolo ripercorriamo il significato dei dati che saranno diffusi.

Da bere

L'acqua del rubinetto deve essere potabile : questo significa che prima dell'erogazione è stata sottoposta a specifici controlli, condotti con analisi di parametri microbiologici, chimici e chimico-fisici, e risulta avere dei valori che rientrano in quelli stabiliti dalla normativa.

In sintesi, non deve in alcun modo essere veicolo di malattie nell'immediato, ma anche avere caratteristiche che ne permettono l'uso prolungato nell'alimentazione, senza provocare alcun danno fisiologico. I parametri di legge e le quantità consigliate sono definiti dal Decreto legislativo 31 del 2/2/2001, in attuazione direttiva CE 98/83.

I controlli

Sono previsti due tipi di controllori, nell'acquedotto e fuori. L'ente gestore dell'acquedotto effettua numerosi controlli di routine. Periodicamente a questi controlli se ne aggiungono altri, definiti di verifica, su un numero maggiore di parametri. La frequenza di questi controlli è stabilita in base ai metri cubi di acqua fornita, calcolati sulla stima del consumo pro-capite di 200 litri al giorno. I controlli sono effettuati alla falda, all'uscita dell'acquedotto e alle eventuali fontanelle. Il controllore esterno sono le Asl di competenza, che eseguono controlli periodici per accertare la qualità dell'acqua distribuita.

In caso di non conformità è previsto che siano presi provvedimenti a salvaguardia della salute pubblica attuando un piano preventivato, ad esempio analisi aggiuntive più approfondite, una modifica dei trattamenti di potabilizzazione fino alla limitazione o addirittura all'interruzione dell'erogazione dell'acqua. Secondo l'ultima normativa, si può richiedere, come cittadini, «la visione delle analisi delle acque pubbliche, comprese quelle dei laboratori del gestore dell'impianto».

Di seguito sono i parametri scelti per la divulgazione, ma le analisi eseguite sono molte di più, tutte importanti sia per la valutazione della salubrità dell'acqua che per il monitoraggio di eventuali improvvisi cambiamenti nella sua composizione. I consumatori possono valutare tutti i risultati richiedendoli ai gestori, molti dei quali da tempo pubblicano i risultati delle analisi mensili su siti web o addirittura in bolletta.

I dati

Residuo fisso o secco a 180°: è un indicatore della quantità di sali disciolti nell'acqua e deriva principalmente dalla presenza degli ioni sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruro, solfato e bicarbonato.

La legge indica un valore massimo consigliato di 1500 mg/l. Sulla base di questo parametro si classificano le acque come minimamente mineralizzate (fino a 50 mg/l), oligominerali o leggermente mineralizzate (fino a 500 mg/l), mediamente mineralizzate (fra 500 e 1500 mg/l) e ricche di sali (oltre 1500 mg/l). Valutando i risultati delle analisi, si è visto che il valore medio mensile di residuo fisso delle acque analizzate si attesta su acque generalmente di tipo oligominerale, con valore minimo di 182 ad Agliana nel 2011. In quattro acquedotti i valori salgono fino a poco sopra 760 (Poggibonsi, settembre 2012), risultando mediamente mineralizzate.

Il residuo fisso è un parametro importante per la scelta dell'acqua, perché non caratterizza soltanto il sapore: un eccessivo contenuto in sali minerali può non essere adatto per tutte le diete.

Durezza dell'acqua: è espressa in gradi francesi (°F) e valuta la quantità di ioni di calcio e magnesio presenti. Il valore consigliato va da 15 a 50°F. Acque leggere o dolci hanno durezza inferiore a 15°F, acque mediamente dure compresa tra 15 e 30°F, acque dure superiore a 30°F. Una durezza superiore provoca incrostazioni di calcare nelle tubazioni, in particolare negli impianti di riscaldamento, e richiede nel lavaggio della biancheria un elevato consumo di detersivi, mentre al contrario un'acqua molto dolce (meno 10°F) può diventare corrosiva per le tubazioni metalliche. Se l'acquedotto eroga un'acqua molto dura si può optare per l'acquisto di un addolcitore. Fra le acque analizzate quasi la metà risultano dure, mentre l'unica dolce risulta a Montemurlo. Un buon modo per rendere meno "dura" l'acqua è quello di installare degli addolciotori.

Ioni ammonio, nitriti e nitrati: il loro aumento è spesso legato a un'eccessiva fertilizzazione del terreno: infatti, se non assorbito dalle piante per la loro crescita, il fertilizzante penetra nel terreno e contamina le acque. Nel caso dei nitrati (NO3-) il valore limite ammissibile nell'acqua potabile è pari a 50 mg/l; tuttavia, per l'alimentazione dei bambini di età inferiore ai 6 mesi si raccomanda di non usare acqua potabile con un tenore di nitrati superiore a 10 mg per litro.

I valori delle analisi pubblicate per questo parametro sono tutte inferiori a 10 ad esclusione di Scandicci, Montevarchi, Sesto Fiorentino, Quarrata, Poggibonsi e Prato, con valori però sempre di molto inferiori al limite stabilito dalla normativa.

Concentrazione di ioni idrogeno (o pH): in pratica è la misura dell'acidità o alcalinità di un'acqua. I valori previsti dalla normativa sono compresi fra 6,5 e 9,5 (considerato che la neutralità è pari a 7). Tutti i valori oscillano di poco, da 7,2 a 7,9, pienamente nella norma.

Valori di calcio (Ca++), sodio (Na+), cloro (Cl-) e fluoro (F-): si tratta di sali minerali importanti per l'organismo. Nel caso del calcio la normativa non indica alcun valore limite; si ritiene che questo sale sia consigliato sia durante le gravidanze che in età avanzata per combattere l'osteoporosi; anche nel caso di malattie cardiovascolari non ci sono controindicazioni. Il valore del calcio non sempre è riferito. Per gli altri 3 sono invece indicati come valori massimi 200, 250 e 1,5 mg/l rispettivamente.

Un eccesso di sodio può comportare ipertensione, mentre una carenza di fluoro è dannosa per la formazione di ossa e denti, ma un suo eccesso provoca la fluorosi, con formazione di macchie scure sui denti e alterazione nel processo di calcificazione delle ossa. Un valore di cloro più alto di quello indicato nella normativa, associato con un pH acido, può comportare la corrosione delle tubature.

Nei risultati di tutti gli acquedotti i valori sono molto al di sotto dei valori richiesti come limite dalla normativa per tutti questi sali minerali, con picchi più alti dei valori di sodio a Cascina e Santa Maria a Monte e di cloro a Poggibonsi.

Come orientarsi

Per una lettura più critica e consapevole di tutti i dati raccolti, è fondamentale aggiungere che i parametri delle acque potabili non possono essere fissi e immutabili, subiscono anche discrete oscillazioni, perché sono frutto della concomitanza di vari fattori, oltre che delle caratteristiche di partenza, quali ad esempio i periodi di siccità o forti piogge. Oltre a questo, i dati relativi ad un solo mese possono essere solo indicativi, hanno scarso valore statistico, mentre valori che riferiscono la media di sei o dodici mesi sono più significativi.

Le indicazioni sopra riportate non devono sembrare uno sterile elenco di numeri, ma vogliono favorire questa iniziativa per una lettura delle etichette delle acque dell'acquedotto più chiara e familiare.

Oggi, secondo la normativa vigente, a ogni cittadino è data la possibilità di valutare un prodotto importante come l'acqua che entra quotidianamente nelle nostre case. Per ragioni pratiche, i dati riportati nei punti vendita sono di qualche tempo prima e non possono seguire le variazioni repentine, che invece si ritrovano nei siti internet degli enti. Ma servono al confronto con ciò che è riportato nelle etichette delle acque in bottiglia. E questo è già utile.

Autori delle foto a partire dall'alto:

  1. Daniela Tartaglia
  2. Carlo Valentini

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