Le coste toscane vantano una fra le più alte percentuali di acque “eccellenti” di tutta l’Italia

Scritto da Andrea Schillaci |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 7

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

Controllo della qualità dell’acqua - Foto G.C. Arpat

Toscana

Abbiamo deciso di passare il prossimo fine settimana al mare? Diamo un’occhiata sul telefonino alle previsioni meteo; ma non solo.

Oggi, con un’App scaricabile gratuitamente dal sito dell'Arpat, è possibile consultare, sul computer e sul cellulare, i dati sulla balneabilità e la qualità dell’acqua della costa toscana e di alcune zone interne. Addirittura, con il Gps attivo, l’App dice il punto balneabile più vicino.

Intanto, ecco un primo dato positivo: sui 590 chilometri di coste toscane monitorate nel 2015, il 97,2% delle acque è risultato eccellente, l’1,6% buono, lo 0,8 sufficiente e solo lo 0,4 di qualità scarsa.

Il monitoraggio e la classificazione delle acque toscane è di competenza dell’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Ma come e quando avvengono questi controlli?

“Nel periodo che va dal primo aprile al 30 settembre di ogni anno – si legge su una delle pubblicazioni dell’Arpat –, viene effettuato il monitoraggio delle acque di balneazione una volta al mese, garantendo il campionamento e l’esecuzione delle analisi, per verificare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa e quindi l’idoneità alla balneazione. I controlli si riferiscono alla concentrazione media dei parametri microbiologici (Escherichia coli ed enterococchi intestinali) ai quali sono stati associati dei livelli di rischio per la salute pubblica”.

E se questi valori risultano fuori dalla media? Nel caso in cui le concentrazioni rilevate siano superiori ai limiti, l’Arpat informa il Comune competente per l’adozione di un divieto temporaneo alla balneazione (che viene comunicato ai bagnanti) e inizia a fare i controlli in quella zona ogni 15 giorni.

Foto G.C. Arpat

Come abbiamo visto, l’anno scorso i limiti sono stati superati in pochissimi casi. Anzi, confrontando i dati sia a livello italiano che europeo, le coste toscane risultano in ottima salute, con il 97% di acque eccellenti contro una media italiana del 91% ed europea dell’84%.

Quest’anno la situazione non è molto diversa, anche se qualche caso di sforamento dei valori c’è stato. A provocarlo i temporali e le forti piogge che ingrossano i torrenti e i fiumi che sfociano in mare e che, a causa di sistemi fognari e di depurazione insufficienti, innalzano le concentrazioni dei due parametri microbiologici (residui fecali dannosi per la salute).

Per evitare questo fenomeno andavano fatti nel passato maggiori investimenti da parte dei Comuni per migliorare la rete fognaria e i depuratori. Per fortuna in molti casi si tratta di innalzamenti temporanei che durano solo pochi giorni, poi tutto rientra nella norma.

Il controllo è fatto anche su alcune “acque interne”, in particolare dei laghi balneabili che in Toscana sono Bilancino e Renai in provincia di Firenze, Braccini (Pisa), Calidario (Livorno) e Accesa (Grosseto).

Dunque sul sito dell’Arpat (www.arpat.toscana.it) è possibile trovare quasi in tempo reale le informazioni relative alla balneazione in Toscana e, in una pagina dedicata, anche i divieti in atto.

Diverse, infine, le informazioni diffuse da Fee Italia (Foundation for Environmental Education) con le Bandiere blu, relative alla qualità delle spiagge, e da Legambiente con le Vele, nell’ambito della Guida blu, nate per valorizzare le risorse storico-artistiche e naturalistiche delle località turistiche costiere.


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