Scritto da Melania Pellegrini |    Giugno 2011    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Una birra, un vino bianco greco di tufo, uno rosso, un morellino di scansano, una cassa d'acqua naturale e una leggermente frizzante rigorosamente coop, patatine, shampoo, detersivo e ammorbidente, due spugne per i piatti... non è la mia lista della spesa, è solo il primo strato, quello più visibile, del carrello che ho preso pieno degli oggetti lasciati dai clienti alle casse o in giro per il supermercato, chissà per quale motivo, e che ora devo rimettere a posto visto che c'è un momento di calma.
Allora si comincia la ricerca del posto giusto con l'aiuto dei colleghi di reparto.
«Ehi, fai la spesa anche tu?». È uno dei miei clienti più affezionati che mi ha visto. «No - rispondo - sono in servizio. Sono le cose da rimettere a posto che i clienti lasciano alle casse». E lui: «Ma con tutta la fatica che si fa a fare la spesa poi la lasciano pure? Io al limite mi scordo e devo tornare. Se fossi in voi mi arrabbierei proprio e poi vedo che alcune cose le dovrete buttare, freschi ormai caldi, oggetti rotti magari perché finiti in fondo al carrello, e chi le paga se non noi tutti nella prossima spesa? Non ci vuole molto a tornare a metterli a posto, no?».

Già... ma continuiamo. Uh, che bello questo maglioncino; chissà perché l'hanno abbandonato, vicino a terra poi, fortuna che non si è sporcato.
Mentre divido i carrelli, cerco di immaginarmi i clienti che hanno lasciato queste cose; ma come si possano prendere per sbaglio 15 besciamelle, proprio non so spiegarmelo. In altri casi l'esperienza mi viene d'aiuto, e mi vedo la moglie che sgrida il marito: «Ma che l'hai preso tu questo? Guarda che ne abbiamo già a casa. Scusi me lo può levare?», o il cliente distratto: «Sa avevo preso le banane due volte una la posso lasciare?»; e quando si scordano la carta socio? «Ne ho 3 a casa ma ho cambiato borsa, uffa. Proprio non passa lo sconto?».
Insomma ogni oggetto abbandonato qua e là ha la sua storia dietro; ma si sa... Il mondo è bello perché è vario, no?