Angela Finocchiaro, torna a teatro con il suo nuovo spettacolo. Il doppio ruolo di donna e attrice

Scritto da Bruno Santini |    Marzo 2012    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Tante le rappresentazioni in Toscana per Open day, lavoro teatrale di Walter Fontana; diretto da Ruggero Cara, vede impegnati sul palco Angela Finocchiaro e Michele Mauro nei ruoli di due genitori separati alle prese con l'iscrizione alla media superiore della figlia. Una semplice operazione che li spingerà però a ripercorrere la loro vita, in un crescendo di sottile follia..., perché il passato non è mai come te lo ricordi ed il futuro non è mai come te lo immagini.
«Due persone disorientate - spiega la stessa Finocchiaro -, che vivono con i loro conflitti e le loro contraddizioni questi tempi strani: ricordano un po' il dopoguerra, senza però che questa volta ci sia stata una vera e propria guerra».
"Come si guarda al futuro quando non sai bene comportarti col presente?" È l'interrogativo dal quale prende vita lo spettacolo... e forse, la risposta sta proprio, come suggerisce l'attrice, nell'atteggiamento vitale della ragazza capace, a differenza dei propri genitori, di rompere una catena di rancori e di crescere in modo più sereno e consapevole. «L'autore non vuol fare un'analisi sociale, ma si limita ad esporre un particolare caso personale... certo è che bisogna aver fiducia nei giovani. I valori, nonostante i salti generazionali, non cambiano, ma noi, purtroppo, li stiamo disconoscendo. Da parte nostra, dobbiamo essere in grado di fornire loro le ali per quello che sarà il volo che li attende. Io, per esempio, ho sempre stimolato i miei figli a coltivare delle passioni, ad assecondare un amore (di qualsiasi genere) su cui applicarsi. Il futuro è quello che si sapranno costruire giorno per giorno».


Un po' la filosofia che l'attrice
ha seguito per mettere in piedi una carriera ricca di continue soddisfazioni. Cominciata con l' esperienza nella compagnia sperimentale Quelli di Grock, negli anni '70, proseguita con successo con i film di Maurizio Nichetti Ratataplan e Ho fatto splash, e consacrata lavorando con registi importanti quali Marco Risi (Muro di gomma), Sergio Castellitto (Non ti muovere), Cristina Comencini (La bestia nel cuore), Ferzan Ozpeteck (Un giorno perfetto), Carlo Verdone (Io, loro e Lara). Fino ai recentissimi trionfi al botteghino con La banda dei Babbi Natale (con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo), Benvenuti al sud al fianco di Claudio Bisio e Benvenuti al nord, recente campione d'incassi.
«Sì è vero - conferma -. Del resto la torta viene buona solo se hai cucinato bene usando gli ingredienti giusti e rispettando dosi e tempi di cottura. Molti puntano direttamente al prodotto finale ignorando il processo che porta a quel risultato. A me, inoltre, interessa costruire dei progetti, piuttosto che aspettare le telefonate dei produttori. Questo spettacolo che portiamo in giro e con cui saremo nuovamente in Toscana sabato 24 marzo al Teatro Mecenate di Arezzo (dopo le tappe di Massa, Cecina, Seravezza, Scandicci dove ha inaugurato la bella rassegna "Aurora di sera") e a Pratovecchio, è proprio figlio di queste mie scelte. Una produzione snella, non troppo impegnativa economicamente, che però garantisce indipendenza e libertà e non costringe a lunghe tournée che portano lontano da casa, dagli affetti. E poi detto tra noi, anche se non mi piace lamentarmi, i produttori non hanno questa grande smania di promuovere storie con una donna protagonista della vicenda».


Un ricco curriculum in barba a quelli che sostengono che questo mestiere lo si possa fare solo stando a Roma o Milano.
«E io invece ho scelto di vivere in Toscana! Vent'anni fa la svolta. Era da un po' che avevo voglia di cambiare. Insieme ad altre due amiche prendemmo la decisione e ci trasferimmo in questa regione. Ognuna ovviamente con la propria famiglia... ma ancora troviamo il tempo per stare un po' insieme».
Attrice atipica, Angela Finocchiaro, che oltre al talento (sottolineato da una serie di ambiti riconoscimenti come due David di Donatello, un Nastro d'argento e un Ciak d'oro), ha saputo "giocare" con il proprio fisico senza prenderlo troppo sul serio o esercitarlo come arma di seduzione.
«Sono della generazione di attrici nate con il femminismo: capaci di maturare uno sguardo che ti porta ad essere sempre pronta a ridere dei propri difetti. Del resto come può essere altrimenti: vai allo specchio e ti ritrovi a tu per tu con i propri cedimenti...».


8 marzo "giornata della donna"
: prima si parlava della difficoltà della donna a ritagliarsi un ruolo da protagonista sul palcoscenico o sul piccolo e grande schermo; nella vita com'è la situazione?
«La musica non cambia, anche in virtù del doppio ruolo che interpreta: quello familiare e quello lavorativo. Doppia fatica. Con l'eventualità sempre maggiore di commettere qualche inevitabile errore. E se da una parte è vero che s'impara a fare più cose insieme, dall'altra, è altrettanto vero che... si rischia l'infarto».
Si sente di dare a tutte le donne un consiglio?
«Un consiglio? Sono loro che devono darne a me. Nella mia vita ho i lavori in corso sempre aperti».

Info sullo spettacolo e su altri nella nostra regione www.fts.toscana.it

Open day, Teatro Mecenate Arezzo, 24 marzo, ore 21.15
Info: 0575377503, 0575377777

(Foto per g.c. Photomovie / Stylaz)