Mostra multimediale a Firenze

Scritto da Edi Ferrari |    Ottobre 2014    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Partigiani della Divisione Garibaldi Arno - G.C. Archivio dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Firenze. C’è una gran folla in piazza della Signoria: è il 10 giugno 1940, Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia a fianco delle potenze dell’Asse e la gente scende in piazza a manifestare il suo sostegno al regime. Un corteo accompagna alla stazione di Santa Maria Novella i soldati in partenza per il fronte, mentre in piazza D’Azeglio si allestisce il “Villaggio del soldato”, perché i richiamati e le loro famiglie hanno bisogno anche di luoghi di intrattenimento, e “La Nazione” dell’11 ottobre 1941 dà notizia della trasformazione dei giardini pubblici in peschiere e orti di guerra…

Questo è solo un piccolo assaggio del percorso di “Firenze 1940-1944”, mostra multimediale realizzata in occasione del 70° anniversario della liberazione della città, «intenzionalmente la più rilevante delle iniziative che l’Istituto storico della Resistenza in Toscana ha promosso in proprio e in collaborazione con altri enti per l’anniversario della guerra e della Resistenza», dice Simone Neri Serneri, direttore dell’Istituto.

Il risultato di questo lungo progetto di ricerca coordinato dal professor Enzo Collotti e sostenuto dalla Regione Toscana, sarà in mostra dal 10 ottobre al 6 gennaio a Palazzo Medici Riccardi e dal 24 ottobre al 4 gennaio al Rondò di Bacco; qui - grazie anche a un progetto espositivo originale e sperimentale sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di architettura dell’Università di Firenze e con l’associazione Acquario della memoria – i visitatori potranno passeggiare nella Firenze di 70 anni fa, attraversare i luoghi e capire come era la vita della “città in guerra”.

I materiali che arrivano da circa 30 archivi italiani e stranieri (pubblici ma anche privati, come Foto Locchi) – parte dei quali mai utilizzati prima in altre iniziative – permettono di ricostruire la storia della città in quegli anni ma anche il vissuto dei fiorentini, e come la popolazione prese parte a una mobilitazione che il regime fascista aveva avviato già negli anni ’30, per arrivare a comprendere poi il momento della Resistenza «il momento delle scelte e dell’impegno di alcuni, che ha permesso la costruzione di un sistema politico nuovo su basi democratiche. E per capire la Resistenza, bisogna capire tutta l’esperienza della guerra, che ha coinvolto tutta la società in tutti i suoi aspetti», aggiunge Serneri.

Befana fascista, 1939 - G.C. Archivio dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana
È dura per chi è stato richiamato (“sto marciando a piedi nudi”, si legge nel diario di un soldato inviato in Albania), è dura per chi è rimasto. La guerra trasforma la città e la vita quotidiana. Le fabbriche devono essere mimetizzate, il cibo viene razionato, mentre La cucina del tempo di guerra. Manuale pratico per le famiglie magnifica le virtù della camomilla in sostituzione del caffè. La protezione del patrimonio artistico diventa una priorità. Nell’autunno del ‘43, le reti della Resistenza a Firenze e in provincia cominciano a organizzarsi precocemente: saranno i partigiani i protagonisti della battaglia per la liberazione della città.

A raccontarlo, nelle 4 sale al piano terra di Palazzo Medici Riccardi, saranno fotografie e riprese dell’epoca, documenti, oggetti; mentre grazie al progetto “MemorySharing” dell’associazione Acquario della memoria si potrà anche navigare in un sito web nel quale, grazie alla georeferenziazione dei materiali, potremo vedere lo stesso luogo come è ora e com’era allora.

Al Rondò di Bacco l’associazione porterà anche un documentario sonoro, 20 minuti nei quali i visitatori saranno completamente al buio immersi nei soli suoni della guerra, di materiali audio d’epoca, e della lettura di alcuni brani del diario dell’architetto Nello Baroni, protagonista di questo spazio: esposta per la prima volta la raccolta completa delle foto che scattò nei giorni della distruzione dei ponti e delle aree intorno a Ponte Vecchio nell’agosto ’44.

L’ingresso è libero. Aperta da lunedì a venerdì 15-17.30 (chiuso mercoledì), sabato e domenica 11-17.30.

Info: Istituto storico della Resistenza in Toscana, tel. 055284296, www.istoresistenzatoscana.it e www.firenzeinguerra.com

Firenze 1944 - Il passaggio del fronte, l'insurrezione, la Liberazione