Con gli occhi di una donna

Scritto da Laura Sposato |    Marzo 1997    |    Pag.

Per l'8 marzo una pubblicazione fatta con i racconti raccolti con l'iniziativa 'Con gli occhi di una donna'
Gustave Flaubert scrisse 'Madame Bovary c'est moi', come a sottolineare una certa vena femminile dell'essere scrittori. E' questa l'opinione anche di Paola Presciuttini, giovane scrittrice fiorentina autrice della raccolta di racconti 'Sensibile alle foglie' (Occhi di Grano Editore, 1994), che sta adesso lavorando al suo primo romanzo. Secondo lei, infatti, «i grandi scrittori hanno un animo femminile, una sensibilità speciale che li rende capaci di vedere e di raccontare». Non basta però essere donne per essere scrittrici: la scrittura che insegue solo il 'cuore' non porta molto lontano. E non tutte le donne che scrivono vogliono necessariamente diventare scrittrici. Si può scrivere per conoscersi meglio, per liberarsi dai ricordi, per allontanare le paure, per capire gli altri. Scrivere aiuta a dar vita ai pensieri, alle immagini, alle sensazioni.

Un libro a cento mani
E' quello che hanno provato a fare più di trecento donne, che da tutta Italia hanno risposto positivamente all'invito del concorso 'Con gli occhi di una donna', promosso dalla Coop e scaduto il 31 dicembre scorso. Cinquanta di questi racconti sono stati raccolti in un libro con la presentazione di Lidia Ravera, che sarà regalato l'8 marzo.
Paola Presciuttini, che ha letto e selezionato per la pubblicazione i dattiloscritti arrivati, spiega lo spirito dell'iniziativa, che «non vuole essere un concorso letterario ma un'occasione per dare voce a chi non ce l'ha». Quelle che hanno scritto non sono professioniste, i racconti inviati dovevano essere inediti, anche se non mancano fra le partecipanti alcune aspiranti scrittrici. L'obiettivo era quello di riuscire a guardare, pensare e immaginare 'con gli occhi di una donna' e questo è successo, perché i racconti sono stati inviati da donne di ogni età, di città e di campagna, casalinghe e professioniste, studentesse e pensionate. Difficile, se non impossibile, identificare un sentire comune, perché «i racconti sono la rappresentazione della varietà e non della monotonia dell'universo femminile».

Viaggio all'interno della famiglia
Le donne scrivono di quello che conoscono di più, di quello che vivono quotidianamente. Soggetto fondamentale è perciò la famiglia, guardata nei modi più diversi, anche i più inaspettati. «Sostanzialmente c'è nei confronti dell'ambiente familiare un rapporto positivo, la donna è al centro dell'universo affettivo e rappresenta l'anello di unione». Diversamente dal mondo del lavoro, della società, la famiglia rappresenta un luogo di realizzazione, dove il confronto e la dialettica non passano attraverso lo scontro.
C'è di tutto in questi racconti. C'è una figlia che racconta il rapporto pietoso con il padre invalido, descritto con lucidità 'impietosa'. C'è la voce di chi non parla, emblematicamente rappresentata dalla 'sorella' di Anna Frank, un'invenzione geniale per raccontare l'inedito, il mai detto. C'è l'orrore che diventa scandalosamente horror nel racconto di una madre che scopre l'anormalità della figlia. C'è la fantasia estrema che riesce a raccontare l'impossibile passione di un'anziana signora che alla fine di una vita impeccabile s'innamora come una ragazzina di un vip della tv. C'è spesso la nascita, più spesso le morti. Di figli, padri, madri, mariti, amici. C'è la guerra, storie tramandate, ricordi di famiglia: è la trasmissione orale, che oggi come ieri appartiene sempre alle donne. C'è la retorica, lo stereotipo dei luoghi comuni, dei comuni sentimenti creduti unici, esclusivi. «E' soprattutto quando affrontano i grandi temi della vita, nascita, morte, amore, sesso - afferma Paola Presciuttini - che le donne cadono nello stereotipo: è come se credessero che solo a loro può capitare di mettere al mondo un figlio o di amare un uomo. La gran voglia di esprimere questi forti sentimenti, nel quale sono troppo coinvolte emotivamente, non riesce a superare la prova della scrittura e invece di cercare la sincerità dentro se stesse sono sopraffatte dalla banalità dell'eccesso, dell'esagerazione. Manca l'ironia, quello stato d'animo che rende capace lo scrittore di prendere le distanze dalle cose, quella capacità che rende universale il particolare». E' quindi indispensabile distaccarsi dalla realtà per poterla raccontare. Scrivere per farsi leggere non è come scrivere il diario. I propri sentimenti possono interessare se riescono a superare la dimensione dello sfogo.

Corsi di scrittura
Scrivere è difficile. Non basta conoscere grammatica e sintassi per poter affermare di saperlo fare. Rispondono a questo diffuso desiderio di scrittura molti corsi che vengono organizzati da associazioni culturali e Comuni, come quello dell'assessorato alla cultura del Comune di Prato in collaborazione con la Wisp (0574/616498) o quelli tenuti da Paola Presciuttini, organizzati dal Comune di Fiesole (055/599478) e dalla Casa del Popolo di Calenzano. Mentre l'assessorato alla cultura di Calenzano sta lavorando a nuove iniziative che prenderanno il via nei prossimi mesi (055/8833413-421). Per altre informazioni telefonare all'Informagiovani di Firenze, tel. 055/218310.

Scrittrici via Internet
La rivista telematica HalCinema, ideata da Mario Lovergine e diretta da Cristina Jandelli e Beatrice Manetti, dedica una sezione al 'cineracconto', con interventi inediti appositamente realizzati per la rivista, racconti contaminati fra cinema, musica, grafica e nuove forme ed espressioni. E' in questo spazio originale che viene ospitato il nuovo racconto 'Porno' di Isabella Santacroce, giovane autrice del fortunato Destroy.
Indirizzo Internet: http://www.cinema.it
E-mail: redazione@cinema.it

Scritte e scrittrici
- Donne oggetto di scrittura: regine, sante, attrici ed eroine del quotidiano. Sono le protagoniste di due libri recenti, per curiosa coincidenza usciti uno di seguito all'altro e firmati da due autori toscani: Riccardo Gatteschi, che per Bonechi ha scritto 'Donne di Toscana. Profili di figure femminili dal Medioevo a oggi' e Giorgio Batini con 'Benedette toscane', edito da Fmg Immagini Studio.
- Cercano l'amore le donne fiorentine degli anni '30 e '50 di Fiore Nobile Cicognani che ne 'La Beffa', pubblicato dalla Loggia de' Lanzi, descrive un mondo scomparso di donne appassionate in una società distratta e ostile.
- Escono invece dai confini toscani i ritratti raccolti dalla giornalista Anna Maria Mori con 'Donne mie belle donne' (Editore Feltrinelli). Una serie di interviste, soprattutto ad attrici e donne del mondo dello spettacolo, attraverso le quali l'autrice esplora anche se stessa.
- Ancora due donne protagoniste de 'Il bacio della Medusa' (Baldini & Castoldi), dove Melania G. Mazzucco racconta la storia di Norma, moglie di un aristocratico e di Madlenin, venduta a un mercante di bambine all'età di otto anni.