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La forza del destino

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Melodramma in quattro atti di Francesco Maria Piave [e Antonio Ghislanzoni]. Musica di Giuseppe Verdi. Maestro concertatore e direttore Zubin Mehta. Regia Carlus Padrissa (La Fura dels Baus). Scene Roland Olbeter. Costumi Chu Uroz. Light e Video Designer Franc Aleu. Personaggi e interpreti: Il Marchese di Calatrava: Alessandro Spina; Donna Leonora, figlia del marchese: Saioa Hernández; Don Carlo di Vargas [Lo Studente], figlio del marchese: Amartuvshin Enkhbat; Don Alvaro: Roberto Aronica; Preziosilla, giovane zingara: Annalisa Stroppa; Padre Guardiano, francescano: Ferruccio Furlanetto; Fra Melitone, francescano: Nicola Alaimo; Curra, cameriera di Leonora: Valentina Corò; Mastro Trabuco, mulattiere, poi rivendugliolo: Leonardo Cortellazzi; Un Alcade: Francesco Samuele Venuti; Un Chirurgo, militare spagnolo: Roman Lyulkin. Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Solisti del Coro Ferruccio Finetti, Leonardo Melani, Luca Tamani. Assistente regista João Aboim Carvalho. Assistente scenografa Esterina Zarrillo. Figuranti speciali Elena Barsotti, Maria Diletta Della Martira, Maria Novella Della Martira, Sara Silli, Giampaolo Gobbi, Emanuele Marchetti, Alessio Nieddu, Gaetano Tizzano. Nuovo allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Spettacolo con sopratitoli in italiano e inglese.

 

“La forza del destino”, melodramma in quattro atti di Giuseppe Verdi, rimaneggiato dalla sua versione iniziale di San Pietroburgo fino alla stesura finale per del 1869, opera con una trama difficile e densa di pagine straordinariamente sublimi è il secondo titolo operistico dell’83esima edizione del Festival del Maggio Musicale, in scena il 4, 7, 10, 16 e 19 giugno. La “Forza” è stata più volte affrontata dal mastro Zubin Mehta, la prima nel 1992, poi nel 2007, nel 2010 e in tour a Tokyo nel 2011, che torna questa volta a dirigerla in un allestimento con la regia di Carlus Padrissa, della compagnia La Fura dels baus. Con La Fura, il maestro aveva realizzato al Maggio una ormai storica, e di enorme successo, Tetralogia wagneriana a partire 2007.

 

“Sono molto felice di avere Zubin Mehta e Carlus Padrissa e un grandissimo cast - dice il sovrintendente Alexander Pereira - in questo progetto sul quale circola sempre un po’ di scaramanzia. Sto vedendo in questi giorni nascere uno spettacolo molto interessante e avventuroso che racconta una storia drammatica. Zubin Mehta ama molto quest’opera e sarà un grande regalo che farà a Firenze e a tutti noi. Nei giorni scorsi mi ha molto commosso un commento di un giornalista della stampa austriaca per la ‘Tosca’ di Salisburgo in cui diceva che Mehta dirige non per compiacere il pubblico, non per ragioni esterne, ma fa della musica per sé stesso: ha definitivamente catturato l’interiorità del maestro e del suo lavoro e sarà questo quello che il pubblico percepirà”.

 

Dice il maestro Zubin Mehta: “Nella ‘Forza del destino’ di Giuseppe Verdi, troviamo un po’ di tutto, c’è naturalmente l’amore come in tutte le sue opere, la storia, ma anche il pregiudizio razziale, la guerra, e le buffonerie di Fra Melitone. Solo il genio di Verdi poteva concepire una storia come questa e intersecare tutti questi livelli tra loro. In questo allestimento di Carlus Padrissa di La Fura del Baus, un ‘signor genio ‘col quale collaboro da anni, schieriamo un cast con grandissimi cantanti, voci mondiali che sono in grado di incarnare ogni ruolo e sono molto contento, anzi molto felice, di lavorare con tutti loro!”.

 

“‘La forza del destino’, l’opera ‘innominabile’, per ragioni scaramantiche, di Verdi, ha una struttura molto complessa per la compresenza di tematiche spesso contrastanti: l’amore e la morte; la vendetta e il perdono, derivante dal sentimento religioso; il dramma e la commedia, ma su tutto un destino inesorabile che schiaccia tutti i personaggi dell’opera” dice Carlus Padrissa. “I due amanti Leonora e Alvaro, sono due esseri intrappolati dalla forza del destino, due stelle che, quando si scontrano, formano un buco nero e perdono la loro luce. E il destino è come un buco nero nel quale precipitiamo. Le due stelle appunto sono Leonora e Alvaro; il loro incontro genererà un buco nero (che si vedrà all’inizio dell’opera) e da questo buco nero verranno generate delle onde gravitazionali, come un sasso gettato nell’acqua, che influenzeranno tutta l’opera innescando dei legami tra il presente, il passato e il futuro fino al suo finale che appare come una fatalità. Questa è una produzione italiana e catalana - continua Padrissa - e lavorare al Maggio è sempre un piacere e soprattutto con Zubin Mehta che noi alla Fura consideriamo un nostro padrino e essere a Firenze è straordinario, per me è una città davvero magica”.

 

La storia de “La forza del destino”

Il 10 novembre 1862 al Teatro Imperiale di San Pietroburgo debutta “La forza del destino”. L’anno precedente Verdi era stato a lungo corteggiato dalla direzione del teatro russo, che lo aveva convinto ad accettare l’incarico assicurandogli un ottimo compenso e la possibilità di scegliere libretto, librettista e interpreti. In prima battuta il maestro aveva pensato al “Ruy Blas” di Hugo, scartandolo poco dopo in favore del romanzo spagnolo “Don Alvaro o La forza del destino” di Ángel de Saavedra, duca di Rivas, un dramma definito da Verdi “potente, singolare e vastissimo”. Scrivere per il pubblico russo, abituato all’opera italiana settecentesca ma anche al grand opéra francese, voleva dire per Verdi sperimentare soluzioni drammaturgiche nuove. La trama dell’opera, poi, in cui si intrecciano più storie su uno sfondo brulicante di personaggi, ben si prestava alla commistione di stili e registri. Il risultato fu una sintesi tra dramma aristocratico e commedia popolare, tratto caratteristico di un’opera che non venne mai compresa in pieno. Ma che il maestro invece vi tenesse particolarmente lo dimostra la cura che mise nel revisionarla anni dopo per Milano, dove debuttò il 27 febbraio 1869. Nella versione scaligera, oltre all’aggiunta della famosa sinfonia, in cui compare il motivo del fato ineluttabile, Verdi decise di cambiare il finale. Quel dramma d’onore che si concludeva con le morti violente dei tre protagonisti non lo convinceva più. E così, con la collaborazione di Antonio Ghislanzoni, subentrato nel frattempo a Piave, optò per un finale in stile manzoniano, che vede Don Alvaro pentirsi e sopravvivere alla morte di Leonora.

 

Teatro del Maggio, piazzale Vittorio Gui 1, Firenze.

 

Tutte le date

Da: 04/06/2021

A: 19/06/2021

(Rappresentazioni il 4, 7, 10 e 16 giugno alle ore 19, e il 19 giugno alle ore 15.30.)

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Agevolazioni per i soci

Contatti

0552001278

www.maggiofiorentino.com

Indirizzo

piazzale V. Gui 1, FIRENZE (Firenze)

Prezzo per i soci: Ingresso in convenzione

Prezzo per i non soci: Da 120,00 € a 180,00 €

(Platea 1 180 €; Platea 2 150 €; Platea 3 120 €. Per i soci ingresso in convenzione (riduzione del 10%). Le repliche del 10 e 16 giugno rientrano nella promozione speciale che prevede per i soci lo sconto del 40%. Posti limitati. È possibile acquistare massimo due biglietti per Carta Socio per data. Biglietti in vendita presso il Box Office presente nei punti vendita Unicoop Firenze e presso la biglietteria del Teatro. L’offerta non è cumulabile con altri sconti e riduzioni.)

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